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Il Facebook-phone che non c’è, e forse non ci sarà
Alla fine, il Facebook-phone, cioè il tanto atteso telefonino di Facebook, oggi non esiste: l’unica novità è l’anticipazione dello smartphone HTC First con Android, con una specifica interfaccia dedicata al social network chiamata Home, che sarà comunque utilizzabile su altri dispositivi dotati del sistema operativo firmato da Google.
Quindi, anche se tutto questo sarà disponibile dal 12 aprile, il Facebook-phone non esiste ancora. Esiste Facebook Home, che è in realtà un programma, ossia un progetto articolato che tecnicamente prevede una declinazione di Android appositamente customizzata e commercialmente serve a sviluppare partnership strategiche con produttori di dispositivi e operatori di telefonia mobile, che potrebbero indubbiamente avere interesse a collaborare con un social network che vanta oltre un miliardo di utenti. Questo orientamento di business induce a credere che un vero e proprio “telefonino di Facebook” non ci sarà nemmeno domani.
In arrivo lo smartphone di Facebook?
TechCrunch scrive che il 4 aprile Facebook potrebbe presentare il suo smartphone.
Io non ho tutta questa ansia di far sapere a Zuckerberg & C. tutto ciò che mi riguarda (contatti, conversazioni, Sms, mail e quant’altro possa essere condiviso). Quindi lo osserverò da lontano.
BlackBerry, la rinascita?
Nuovi smartphone, nuovo sistema operativo, nuovo marketplace per le app. I vertici di RIM – Research In Motion hanno puntato tutte le loro carte sulla nuova gamma BlackBerry, al punto da utilizzarne il nome per ribattezzare l’azienda.
Il rilancio non è solo di facciata: i nuovi Q10 e Z10 in vendita da domani nel Regno Unito (ma presto nel resto del mondo) hanno un processore Snapdragon dual core da 1,5 GHz, 16 GB di memoria (espandibile fino a 32 GB con scheda Micro SD), display da 4,2 pollici con risoluzione 1280 x 768 pixel, fotocamera anteriore da 2 Megapixel e posteriore da 8 Megapixel, connettività 4G, batteria removibile, porta micro HDMI e tecnologia NFC (che Apple non ha ancora introdotto su iPhone, al contrario di altri concorrenti come Samsung).
Il resto è tutto da vedere. Le premesse sono buone, ma per capire se sarà un successo, aspettiamo i primissimi test drive.
Firefox OS, preparate gli smartphone
Il mondo degli smartphone sta per popolarsi di sistemi operativi alternativi ai leader del mercato: dopo l’annuncio di Ubuntu for Phones, ecco in dirittura d’arrivo Firefox OS. Interessante perché anche lui – come Ubuntu – spinge sull’uso di formati open e di HTML5, aprendo le porte ad un mondo alternativo a quei walled garden rappresentati dagli store che oggi conosciamo.
Uno smartphone con Ubuntu?
Mi intriga molto la possibilità di avere Ubuntu for phones sul mio smartphone. Soprattutto perché spero si tratti di un sistema operativo privo di quei problemi di privacy che affliggono Android. Peccato ci sia da aspettare ancora un annetto…
Più smartphone che braccia (rubate all’agricoltura)
Al momento è noto che per il 2013, nel mondo degli smartphone, oltre alle evoluzioni di numerosissimi modelli oggi in commercio (tra cui iPhone 5S, Samsung Galaxy S4 e Motorola Droid Razr HD), sono attesi il BlackBerry Z10/X10, e il Google X Phone. Senza considerare altre novità comunque importanti – anche sul fronte dei tablet – comincio a pensare che su questo mercato vengano investite troppe risorse.
Cambiamenti epocali (più o meno)
Google sta introducendo una modifica che al momento è visibile agli utenti che lo utilizzano in lingua inglese, ma probabilmente sarà presto estesa a tutti gli utenti: la barra delle opzioni che normalmente si vede verticalmente nella colonna a sinistra (quella con le voci Web, Immagini, Mappe, Video, eccetera) è stata posta in orizzontale in cima alla pagina dei risultati della ricerca (come si vede nella figura, con un doppio clic è possibile ingrandirla).
La modifica è verosimilmente dovuta all’intenzione di andare incontro al crescente utilizzo di dispositivi con display di dimensioni ridotte, come smartphone e tablet. Ne guadagna sicuramente la fruibilità – in questo caso leggibilità – per gli utenti che navigano in mobilità.
Google tiene gli smartphone e si libera dei STB
Puntare sugli smartphone e liberarsi dei business meno profittevoli. Sembra questo l’obiettivo di Google che, stando ad alcune voci circolanti sui mercati finanziari, sarebbe intenzionata a liberarsi di una parte di Motorola Mobility, in particolare la divisione che si occupa di apparati domestici e set-top-box (decoder).
La business unit che si occupa di telefonia mobile ha invece un ruolo strategico nel gruppo di Mountain View e sta acquisendo sempre maggiore importanza, vista la sua dote di brevetti: l’obiettivo di Google è l’espansione nel settore degli smartphone in cui è già presente con Android, sistema operativo utilizzato da molti produttori, supportato dal marketplace Play Store (già Android Market). All’orizzonte c’è proprio la presenza diretta anche nel mercato dell’hardware, per consolidare una posizione in un mondo in cui il business della raccolta pubblicitaria registra numeri di rilievo sempre maggiore.
BlackBerry al bivio
RIM (Research In Motion) è in serie difficoltà, sta vivendo un periodo estremamente negativo e – dato che urgono contromisure molto importanti – sta pensando a tagli consistenti.
Con i suoi BlackBerry, RIM – come fu Palm - è una delle aziende che per prime hanno cavalcato il cambiamento del mercato della telefonia mobile, intercettando un’esigenza di evoluzione del “telefonino” che – da semplice strumento di comunicazione voce+SMS – si è trasformato in uno strumento multifunzione.
La strategia dell’azienda ha sempre avuto – come Palm – il proprio focus sulla clientela business, ma i tempi sono cambiati: l’evoluzione è proseguita in un percorso tracciato da altre aziende, che hanno avuto in Apple la capofila e che negli ultimi anni hanno reso lo smartphone uno strumento per tutti. Le ultime notizie non sono confortanti: le perdite registrate nel secondo trimestre sono state di 192 milioni di dollari (nel primo trimestre 125 milioni di dollari), il nuovo BlackBerry 10 (smartphone con display multitouch esteticamente molto simile all’iPhone), che doveva essere l’arma giusta per fronteggiare un mercato sempre più agguerrito, non arriverà prima del 2013. La quota di mercato di RIM sta crollando (anche sul fronte della clientela corporate) e nel tentativo di contenere i costi l’azienda ha pianificato di lasciare a casa 5mila dipendenti (complessivamente ne ha circa 16.500).
Sappiamo tutti che fine ha fatto Palm: acquisita da HP nell’agosto 2010, è sparita nel giro di un anno. RIM si trova ora di fronte ad una scelta mirata alla sopravvivenza e tra le ipotesi in gioco c’è lo scorporo (con eventuale cessione) delle attività legate allo sviluppo e alla produzione dei BlackBerry dal business della messaggistica (la gestione dei network oggi utilizzati dal mondo BlackBerry).
A chi potrebbero interessare le attività hardware del mondo BlackBerry? Recentemente si è parlato di Amazon (in cerca di un partner per produrre un proprio smartphone da affiancare alla gamma Kindle), di Facebook (che pare orientata nella stessa direzione) e di Microsoft (che sta spingendo Windows 8 per Surface e Windows Phone 8 per gli smartphone). Google? No, ha già rilevato Motorola. Le novità, comunque, potrebbero arrivare presto…
Googlerola
Incassata anche l’approvazione delle autorità cinesi, Google ha finalmente ufficializzato l’acquisizione di Motorola Mobility che era stata avviata lo scorso agosto.
L’operazione avrà conseguenze in termini di occupazione, dato che la SEC ha ricevuto un documento relativo ad una ristrutturazione aziendale. Nell’annuncio di Larry Page c’è già il saluto al primo che se ne andrà: si tratta dell’amministratore delegato Sanjay Jha, che lascerà il posto a Dennis Woodside (definito un googler di lunga data).
Déjà vu
Il nuovo BlackBerry 10 lanciato dal produttore canadese Research In Motion ha effettivamente qualcosa di già visto, come scrive Massimo Mantellini nel suo blog, che ironicamente dice tutto nel titolo ”Un design rivoluzionario”.
In ogni caso, questa è la carta che RIM vuole lanciare per entrare definitivamente nel mondo degli smartphone, dopo le precedenti delusioni date dalla gamma Storm nata oltre tre anni fa. La presentazione ha avuto luogo al BlackBerry World 2012 a Orlando (Florida), in cui è stato anticipato anche il nuovo BlackBerry Music Gateway, la nuova versione del dispositivo nato per trasmettere sullo stereo di casa (o all’autoradio) la musica ricevuta via Bluetooth dallo smartphone (o dal tablet) BlackBerry.
Ecco il videospot del nuovo touchphone di RIM:
Rai: canone ordinario solo per il televisore
E’ in due comunicati stampa diffusi nelle scorse ore che la RAI spiega la propria posizione in merito alla recente querelle sul canone da far pagare anche per strumenti diversi dagli apparecchi televisivi.
Questo il primo:
Con riferimento alla questione relativa al pagamento del canone di abbonamento alla tv, si precisa che le lettere inviate da Rai non si riferiscono al canone ordinario (relativo alla detenzione dell’apparecchio da parte delle famiglie) ma si riferiscono specificamente al cosiddetto canone speciale cioe’ quello relativo a chiunque detenga – fuori dall’ambito familiare (es. Imprese, societa’, uffici) – uno o più’ apparecchi atti o adattabili alla ricezioni di trasmissioni radiotelevisive.
Cio’ in attesa di una più’ puntuale definizione del quadro normativo-regolatorio.
Precisazione resa opportuna probabilmente da un maldestro passaparola precedente (dicono), giacché anche gli spot televisivi (comunque fuorvianti, per aver mostrato i moderni dispositivi mobili tra i presupposti del pagamento del canone) facevano riferimento al canone speciale.
Questo è il secondo:
La Rai, a seguito di un confronto avvenuto questa mattina con il Ministero dello Sviluppo Economico, precisa che non ha mai richiesto il pagamento del canone per il mero possesso di un personal computer collegato alla rete, i tablet e gli smartphone.
La lettera inviata dalla Direzione Abbonamenti Rai si riferisce esclusivamente al canone speciale dovuto da imprese, società ed enti nel caso in cui i computer siano utilizzati come televisori (digital signage) fermo restando che il canone speciale non va corrisposto nel caso in cui tali imprese, società ed enti abbiamo già provveduto al pagamento per il possesso di uno o più’ televisori. Cio’ quindi limita il campo di applicazione del tributo ad una utilizzazione molto specifica del computer rispetto a quanto previsto in altri Paesi europei per i loro broadcaster (BBC…) che nella richiesta del canone hanno inserito tra gli apparecchi atti o adattabili alla ricezione radiotelevisiva, oltre alla televisione, il possesso dei computer collegati alla Rete, i tablet e gli smartphone.
Si ribadisce pertanto che in Italia il canone ordinario deve essere pagato solo per il possesso di un televisore.
Sul sito della RAI, nella sezione dedicata al canone speciale, si legge:
Cos’è e chi deve pagare
Devono pagare il canone di abbonamento speciale coloro che detengono uno o più apparecchi atti o adattabili alla ricezione delle trasmissioni radio televisive in esercizi pubblici, in locali aperti al pubblico o comunque fuori dell’ambito familiare, o che li impiegano a scopo di lucro diretto o indiretto. R.D.L.21/02/1938 n.246 e D.L.Lt.21/12/1944 n.458
Quindi per quanto riguarda il canone ordinario, quello pagato dai nuclei familiari, è tutto chiaro: si paga solo per il possesso del televisore domestico. Il canone speciale deve essere pagato solo dalle aziende che hanno una TV o utilizzano dispositivi differenti allo stesso scopo (un esempio di digital signage: monitor, display o video wall che diffondono segnali televisivi – ricevuti anche via web – presenti nelle reception, nelle sale mensa o in altre aree di un’azienda).
Tutto tranquillo, dunque? E’ da vedere, e vedremo se la risposta ad alcune interrogazioni parlamentari in materia sarà esaustiva. Nel frattempo, nelle FAQ del sito RAI in cui si parla di canone, si dice tutt’altro…
Esegesi di Angry Birds
Nell’intervista a Ville Heijari (Rovio) c’è la chiave di interpretazione di un giochino che sta spopolando in tutto il mondo. Per chi non l’avesse compresa, la riporto qui:
Ma si può dire che i maiali siano una società gerarchica e sottomessa e che gli uccellini siano invece democratici?
Sì. Gli uccellini non hanno un vero capo, c’è quello rosso che ne è l’icona, il più rappresentativo, un leader, ma non c’è un capo riconosciuto. I maiali invece hanno un re per il quale devono rubare le uova, poi nella piramide ci sono maiali autoritari più vicini al re, quelli coi baffoni arancioni ad esempio, e ancora più sotto i molti sudditi.
E io che pensavo fosse solo questione di superare livelli sempre più difficili
Motorola è ufficialmente di Google
L’operazione annunciata lo scorso agosto è stata approvata dalle Authority UE e USA: ora i google-phone saranno realtà.
Il tempo delle mele
Secondo quanto riferisce Gizmodo, il numero di iPhone venduti in un giorno da Apple (377.900) supera il numero di bambini nati nel mondo (371.000). Con numeri così importanti forse sarebbe il momento giusto per ridurre un po’ il listino prezzi, no?









