Home » Posts tagged 'microsoft'

Archivi tag: microsoft

Viber va anche sul desktop

viberdesktop

Ora che Viber ha anche la sua versione per desktop, la competizione con Skype (e WhatsApp) si fa ancora più interessante. Anche se, dal mio punto di vista, sarà dura scalzare la decennale presenza di Skype sul mercato: oggi Viber ha 200 milioni di utenti, Skype 600 milioni, e dalla sua parte ora c’è l’appartenenza al mondo Microsoft e la prospettiva di essere integrato nella piattaforma Office. Penso quindi che le possibilità di Viber consistano nel rimanere l’alternativa indipendente a Skype nella visione degli utenti che ormai lo ritengono uno standard per effettuare videochiamate.

Dell: o la Borsa, o la vita

A man wipes logo of Dell IT firm at CeBIT exhibition centre in Hannover

Pare che Dell sia in procinto di abbandonare Wall Street per tornare nelle mani del fondatore Michael Dell e – soprattutto – del fondo Silver Lake Partners. Nel riacquisto, regolato da un accordo appena sottoscritto che dovrebbe valere 24,4 miliardi di dollari, parteciperà anche Microsoft con una quota di 2 miliardi, concessi a titolo di prestito.

L’operazione, per Michael Dell, dovrebbe rappresentare un’opportunità per lavorare con maggiore autonomia al rilancio dell’azienda, oggi in difficoltà in un mercato sempre più proiettato verso Internet e servizi cloud utilizzati da supporti mobili (smartphone e tablet).

Nuovo Office, cloud oriented

image

È stato presentato il nuovo Nuovo Office, e debutta la versione 365 Home Premium. È interessante: può essere scaricato e installato su computer (fino a 5, PC o Mac) o essere basato su cloud e – per un abbonamento di 99 Euro/anno -  comprende Word, Excel, Access, PowerPoint, OneNote, Publisher e Outlook. Oltre alle applicazioni, c’è uno spazio SkyDrive pari a 27 GB più un’ora di telefonate a pagamento su Skype.

Microsoft sta puntando molto alle versioni 365 orientate al cloud, offerte ad un prezzo più conveniente di quello applicato alle installazioni convenzionali. Ecco i prezzi delle altre versioni, che valgono per un solo computer (ad eccezione della 365 dedicata agli studenti):

- Office Home and Student 2013, 119,00 euro
- Office Home and Business 2013, 269,00 euro
- Office Professional 2013, 539,00 euro
- Office 365 University, 79,00 euro/anno (per due computer).

Microsoft pensa alla domotica

R2Control

R2 Studios, una società americana che si occupa di home automation nata neppure due anni fa, è stata acquisita da Microsoft dopo alcune trattative (che hanno coinvolto anche Apple e Google). In un articolo della scorsa settimana, il Wall Street Journal spiega che il fondatore Blake Krikorian (conosciuto per aver dato vita a Sling Media e fresco dimissionario dal board di Amazon) farà parte di un team di sviluppo presso l’azienda di Redmond, che da Krikorian ha rilevato i brevetti di alcune tecnologie di controllo per dispositivi elettronici.

R2 Studios è nota per R2 Control for Crestron, un’applicazione che offre ai device Android funzionalità di controllo per sistemi di domotica. Una prospettiva verosimile sarebbe quindi quella di vedere, in futuro, un’applicazione dello stesso tipo su Windows Phone, se non addirittura una piattaforma Microsoft (un’evoluzione della XBox, di Kinect, o di entrambe) che possa integrare intrattenimento domestico e domotica.

So.cl, la visione social di Microsoft

soclpicture

Si scrive so.cl, si pronuncia social, si legge Microsoft. La nuova piattaforma made in Redmond è stata aperta ieri al pubblico nella sua versione beta (che significa “adesso potete entrare, ma sappiate che qualcosa potrebbe non funzionare regolarmente”).

Si tratta di un social network con funzioni search (è interfacciato al motore di ricerca Bing), di cui era trapelato qualcosa oltre un anno fa in alcuni rumors che lo chiamavano Tulalip (già legato però all’indirizzo socl.com, tuttora funzionante). Gli utenti di Windows Live e di Facebook che hanno almeno 18 anni (limite di età che lo differenzia da Facebook, aperto anche ai 13enni) possono utilizzarlo per condividere immagini, video e contenuti vari legati ai propri interessi, con dinamiche che integrano varie funzionalità già viste su altre piattaforme (come Facebook, ma soprattutto come Google+ e Pinterest).

E’ da provare? Se avete tempo, sì.

Cose senza senso: la guerra dei font

Ma che senso ha la guerra dei font, che ha come protagonisti i sostenitori del Comic Sans contrapposti ai suoi strenui detrattori?

La scelta del font è una forma di libertà di espressione e, potendo scegliere, ognuno è libero di utilizzare il carattere che preferisce. Ma il fatto stesso che ne esistano tipologie differenti fa capire che possono esistere più criteri di utilizzo: un testo trasmette un messaggio o un’informazione, ma al di là dei contenuti, il font scelto per scriverlo ha innanzitutto una funzione.

Non è certo obbligatorio conoscere quella prevista da chi l’ha inventato, ma esserne consapevoli spesso aiuta nella scelta: perché un font può piacere a chi scrive, ma non piacere a chi legge, e qui stiamo parlando di un fattore soggettivo come il gusto. Ci sono occasioni di espressione libere e altre che richiedono il rispetto di una forma più seria. Last but not least, esistono casi in cui andrebbe considerata anche la leggibilità. Anzi, a mio avviso, nella scelta di un font da utilizzare, credo che i fattori da considerare vadano proprio in quest’ordine: leggibilità, forma e gusto (LFG).

Chi conosce le differenze tra graziati e bastoni sa di cosa parlo: graziati e bastoni non sono due gruppi di persone che si fanno la guerra, ma sono due diversi insiemi di caratteri.

I graziati hanno le grazie, che sono piccole appendici poste alle estremità (nella figura a lato, sono evidenziate da un cerchietto rosso). I più diffusi e conosciuti sono quelli della famiglia “Times” (come il Times New Roman) o “New York”. Come si intuisce dal loro nome, rendono il carattere più aggraziato e per questo sembrano assolvere ad una funzione estetica che potrebbe rendere il font adatto a un impiego importante, serio e formale.

In realtà, una parte di queste grazie soddisfa proprio la leggibilità: al di là del fatto che i caratteri abbiano un ingombro preciso e un’altezza sempre pressoché identica, i caratteri che hanno le grazie poste alla base delle singole lettere, visti in successione, vanno a formare una linea semi-invisibile che agevola la lettura, quasi come se quello stesso testo fosse scritto in un quaderno a righe.

Ovviamente questa caratteristica si presta all’impiego in testi di una certa densità ed estensione. Pensiamo ad un libro, agli articoli di un quotidiano, ad un contratto, o a qualunque altro testo che contenga molte parole distribuite su varie righe: scritto con un carattere graziato, si presterà ad una lettura più agevole e che non affatichi troppo la vista.

I bastoni sono tutti quei caratteri senza grazie, che non sono ne’ sgraziati ne’ disgraziati, semplicemente le loro lettere sono prive di appendici e le linee che li compongono hanno estremità definite in modo semplice e netto. Fanno parte di questa famiglia, ad esempio, i font Arial, Helvetica, Verdana e molti altri.

Questa linearità del carattere – e l’assenza di quella linea semi-invisibile che ho descritto prima – comporta però un’idoneità in testi più brevi, ad esempio il titolo del capitolo di un libro, o di un articolo di giornale, o ancora nella segnaletica e nella cartellonistica. Non è un caso che – volutamente – questo tipo di font venga utilizzato nei contratti e, soprattutto, in paragrafi o clausole scritti in modo densissimo e su molte righe: è una scelta tattica per indurre il lettore a soprassedere sui contenuti, la cui lettura è stata appositamente resa faticosa (e alla fine il cliente firma, pur senza aver letto tutto ciò che gli sarebbe interessato, anzi trascurando ciò che meritava più attenzione).

Detto questo, si può considerare che ogni font possa avere un impiego adatto, generalmente quello per cui è stato pensato da chi l’ha creato. E veniamo al vituperato Comic Sans, che è stato creato da Vincent Connare e inserito da Microsoft nei font resi disponibili nel Plus Pack di Windows 95 e nella versione OEM del sistema operativo (la versione che si trova preinstallata sui computer dal costruttore). Si chiama Comic perché ispirato ai caratteri utilizzati nei fumetti, mentre Sans è semplicemente una contrazione di sans-serif, ossia senza grazie. Connare ha sempre dichiarato di averlo ideato perché fosse utilizzato in soluzioni software per bambini, ma solo nelle interfacce e non come carattere utilizzabile dagli utenti.

La sua presenza nel set standard dei font Microsoft ha riscosso un gradimento tale da renderlo molto utilizzato ed è per questo motivo che molti lo utilizzano anche in documenti formali e ufficiali, con la possibilità che il destinatario storca il naso. C’è chi ritiene che vada addirittura abolito: è la posizione di Dave e Holly Combs, due grafici che – evidentemente stanchi di vederne utilizzi ritenuti impropri – hanno varato una campagna denigratoria con il sito Ban Comic Sans.

In linea di principio, io mantengo una posizione meno radicale e faccio parte di quella corrente che segue il criterio LFG, sono per una ragionevole (e ragionata) libertà di scelta. A me non piace molto vedere documenti ufficiali, fatture di vendita, certificati o contratti scritti in Comic Sans, e quando mi capitano sotto gli occhi penso sempre “avrei scelto un altro font” (come nel caso della presentazione realizzata al CERN sul bosone di Higgs), ma in ambito editoriale – o comunque per quanto riguarda ciò che si scrive – credo esistano altre storture da contrastare e correggere con energia, come l’utilizzo approssimativo – o indecente – della lingua italiana (le cui regole fanno parte dei programmi della scuola dell’obbligo).

Anche perché, diciamola tutta, il Comic Sans non è certo l’unico carattere soggetto ad abusi (e non solo estetici)…

Windows 8 fa la spia con Microsoft?

image

Lo SmartScreen di Windows 8 trasmette a Microsoft le informazioni su tutti i programmi installati? È quanto segnalato dall’esperto di security Nadim Kobeissi, che dichiara di aver scoperto la raccolta di tutte le attività svolte in Modern UI, l’interfaccia grafica del nuovo sistema operativo, analizzando la versione RTM disponibile da alcune settimane.

Quando ad esempio si procede ad un’installazione o al download di un software, SmartScreen trasmetterebbe a Microsoft alcune informazioni sul file scaricato ed eventualmente installato, insieme all’indirizzo IP dell’utente. In tal modo, Microsoft può sapere tutto sulle installazioni effettuate dagli utenti di Windows 8.

Microsoft, in una dichiarazione rilasciata a VentureBeat, nega ogni intento spione e spiega: si tratta di un’opzione attiva per default, disattivabile, presente in Internet Explorer 10 come misura di sicurezza contro il phishing (fenomeno in cui gli utenti possono essere portati con l’inganno a visitare siti fasulli con finalità fraudolente), aggiungendo che le informazioni vengono poi cancellate.

Non c’è, tuttavia, alcuna smentita sulla raccolta di quei dati, ne’ viene spiegato quando (dopo quanto tempo) avvenga la dichiarata cancellazione. A questo punto, per evitare effetti collaterali indesiderati, la disattivazione di Smartscreen appare una buona precauzione da adottare.

Hotmail si raffredda e diventa Outlook.com

Fra i primi servizi di posta elettronica su Internet a costo zero (è nato nel 1996), Hotmail è pronto a trasformarsi e a cambiare nome in Outlook.com, cosa che personalmente apprezzo molto perché quel hot messo come prefisso a mail mi ha sempre fatto pensare ad una declinazione postale delle hotline (ma il servizio è rimasto lì con quel nome per ben sedici anni, arrivando a servire 350 milioni di utenti assolutamente indifferenti a questa mia perversa concezione).

Come ha annunciato la stessa Microsoft nel blog di Office, è tempo di cambiare e avvicinarsi alle dinamiche di Windows 8 e Windows Phone.

L’avvicinamento, però, è anche a tutti quei servizi che si sono affermati ed evoluti negli ultimi anni, come le Google Apps: il nuovo look minimalista di Outlook.com ne è la conferma più evidente, ma anche la possibilità di sincronizzare l’agenda con i contatti già presenti in altre applicazioni (come Gmail, Facebook, LinkedIn) denota la volontà di raggiungere chi ha già consolidato la propria leadership in un mondo in cui l’azienda di Redmond non è ancora riuscita ad alzare la voce. Di rilievo l’integrazione con Skype (acquisita da Microsoft oltre un anno fa).

In questo video, la presentazione della nuova piattaforma:

BlackBerry al bivio

RIM (Research In Motion) è in serie difficoltà, sta vivendo un periodo estremamente negativo e – dato che urgono contromisure molto importanti – sta pensando a tagli consistenti.

Con i suoi BlackBerry, RIM – come fu Palm - è una delle aziende che per prime hanno cavalcato il cambiamento del mercato della telefonia mobile, intercettando un’esigenza di evoluzione del “telefonino” che – da semplice strumento di comunicazione voce+SMS – si è trasformato in uno strumento multifunzione.

La strategia dell’azienda ha sempre avuto – come Palm – il proprio focus sulla clientela business, ma i tempi sono cambiati: l’evoluzione è proseguita in un percorso tracciato da altre aziende, che hanno avuto in Apple la capofila e che negli ultimi anni hanno reso lo smartphone uno strumento per tutti. Le ultime notizie non sono confortanti: le perdite registrate nel secondo trimestre sono state di 192 milioni di dollari (nel primo trimestre 125 milioni di dollari), il nuovo BlackBerry 10 (smartphone con display multitouch esteticamente molto simile all’iPhone), che doveva essere l’arma giusta per fronteggiare un mercato sempre più agguerrito, non arriverà prima del 2013. La quota di mercato di RIM sta crollando (anche sul fronte della clientela corporate) e nel tentativo di contenere i costi l’azienda ha pianificato di lasciare a casa 5mila dipendenti (complessivamente ne ha circa 16.500).

Sappiamo tutti che fine ha fatto Palm: acquisita da HP nell’agosto 2010, è sparita nel giro di un anno. RIM si trova ora di fronte ad una scelta mirata alla sopravvivenza e tra le ipotesi in gioco c’è lo scorporo (con eventuale cessione) delle attività legate allo sviluppo e alla produzione dei BlackBerry dal business della messaggistica (la gestione dei network oggi utilizzati dal mondo BlackBerry).

A chi potrebbero interessare le attività hardware del mondo BlackBerry? Recentemente si è parlato di Amazon (in cerca di un partner per produrre un proprio smartphone da affiancare alla gamma Kindle), di Facebook (che pare orientata nella stessa direzione) e di Microsoft (che sta spingendo Windows 8 per Surface e Windows Phone 8 per gli smartphone). Google? No, ha già rilevato Motorola. Le novità, comunque, potrebbero arrivare presto…

Windows Phone 7.8, per chi vorrebbe ma non può

Ben Rudolph di Microsoft ha pubblicato sul Windows Phone Blog un breve video per tentare di far crescere l’interesse attorno a Windows Phone 7.8, versione finale per gli smartphone oggi abilitati a lavorare con la 7.5.

Il filmato che presenta il new Start Screen è un magro contentino per gli attuali utenti di Windows Phone, che la scorsa settimana hanno scoperto di avere un device su cui non potranno mai fare l’upgrade a Windows Phone 8. In effetti credo porranno maggior attenzione al Panerai al polso di Rudolph.

Microsoft Surface, da scrivania a tablet

Una volta Microsoft Surface era una scrivania multimediale. Ora Surface è un tablet e l’azienda di Redmond lo lancerà nel mercato oggi popolato da iPad e tavolette con sistema Android.

Leggero, sottile, avrà Windows 8, due porte USB, la batteria intercambiabile e una cover (disponibile in colorazioni neutre o sgargianti) che integra tastiera e trackpad. Interessante…

PS: noto solo ora che il video-spot di MS Surface visualizzabile dalla pagina web ufficiale è stato pubblicato su YouTube (probabilmente per renderlo fruibile su più piattaforme, l’utilizzo di Silverlight avrebbe escluso molti sistemi e browser)

Microsoft tenta la carta social per il business

logo

Un’altra acquisizione “miliardaria” movimenta il mondo della tecnologia: il Wall Street Journal ha svelato l’intenzione, da parte di Microsoft, di acquistare Yammer, il social network business-oriented, anticipando forse una notizia che potrebbe essere  ufficializzata in occasione di un evento di cui l’azienda non ha fornito alcun programma, e che molti ritengono possa essere il palcoscenico del debutto di un nuovo tablet targato Redmond dotato di Windows 8.

L’operazione di acquisto di Yammer è molto interessante, al di là dei numeri che potrà muovere (corre voce che il colosso di Redmond possa “staccare” un assegno dall’importo di 1 – 1,2 miliardi di dollari), perché potrebbe essere l’inizio di un’evoluzione in chiave social delle soluzioni aziendali offerte da Microsoft, sia nel campo della produttività individuale (ad esempio nella suite di applicazioni Office), sia in quello dei software gestionali (MS Dynamics AX, NAV e CRM).

Google Drive

E’ arrivato il cloud storage di Google Drive, che offre agli utenti un servizio di archiviazione dati su Internet – che qualcuno potrebbe chiamare chiavetta virtuale – che entra in diretta concorrenza con Microsoft SkyDrive e Dropbox.

Nello spazio offerto da Google in the cloud è possibile trasferire documenti, immagini, video e quant’altro sia necessario memorizzare in uno spazio extra: chi si iscrive può usufruire gratuitamente di 5 GB, ma se non fossero sufficienti è possibile richiedere un’espansione a 25 GB (per un canone mensile di 2,49 dollari), a 100 GB (4,99 dollari/mese) o a 1 TB (49,99 dollari/mese). Chi usufruisce di questi spazi a pagamento, vedrà ampliarsi in egual misura anche il proprio spazio Gmail.

Chi apre un account su Google Drive vi troverà integrato anche Google Docs e avrà la possibilità di condividere via Gmail o su Google+, a propria discrezione, i file contenuti nello storage. Sempre in Drive l’utente troverà la tecnologia OCR (Optical Character Recognition) per identificare i vocaboli in un documento sottoposto a scansione e potrà installarvi app di terze parti scaricate dal Chrome Web Store.

L’accessibilità sarà garantita da qualsiasi dispositivo: il servizio è oggi fruibile da computer Windows, tablet e smartphone Android e computer Mac, ma è già prevista un’apposita app per device Apple con iOS. Sempre in tema di accessibilità, gli utenti non vedenti potranno utilizzarlo mediante uno screen reader.

La genericità dei termini di servizio - recentemente uniformati per buona parte delle soluzioni offerte da Google sul web - dovrebbe essere superata da questa promessa (pubblicata alla pagina Norme e princìpi):

Il nostro obiettivo è garantirti la massima trasparenza e offrirti la massima possibilità di scelta attraverso prodotti come Google Dashboard e Gestione preferenze annunci, insieme ad altri strumenti. I nostri princìpi sulla privacy restano gli stessi. Non venderemo mai le tue informazioni personali e non le condivideremo senza la tua autorizzazione (tranne in rare circostanze quali richieste legali valide).

…e Microsoft compra Netscape e altri brevetti da AOL

Nelle stesse ore in cui Facebook ha ufficializzato l’accordo per l’acquisizione di Instagram per la modica somma di un miliardo di dollari, un’altra azienda si prepara a scucire la stessa cifra, con altri obiettivi: Microsoft infatti ha reso pubblica un’operazione di acquisto di 800 brevetti da AOL. Tra questi, anche quelli relativi a Netscape, che negli anni ’90 fu protagonista con Internet Explorer  della famosa guerra dei browser.

Qualcuno si chiederà cosa farà Microsoft di questi brevetti, legati anche (ma non solo) al suo competitor del secolo scorso. Nella certezza che non lo vorrà riportare in vita, è opportuno ricordare che tra le proprietà intellettuali del “mondo Netscape” – oggi nella disponibilità di Microsoft – ci sono alcuni mattoncini fondamentali del web che si chiamano Secure Socket Layers (SSL), i cookies, e JavaScript, sul cui utilizzo nessuno si è mai sognato di chiedere i diritti, ma a questo punto sarebbe interessante chiedersi se Microsoft abbia intenzione di continuare su questa strada, oppure cambiare rotta per aprire un’altra guerra dei browser, magari contro il sempre più rampante Google Chrome.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 677 follower

%d bloggers like this: