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Il governo su Twitter
Per iniziare la settimana parlando di stretta attualità, ecco la composizione del Governo della Repubblica Italiana, con i contatti pubblici su Twitter, personali e/o dei ministeri.
Presidenza
- Presidente del Consiglio dei Ministri: Enrico Letta - @EnricoLetta - @Palazzo_Chigi
- Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio e Segretario del Consiglio dei Ministri: Filippo Patroni Griffi
- Vice Presidente e Ministro dell’interno: Angelino Alfano - @angealfa
Ministri senza portafoglio
- Affari europei: Enzo Moavero Milanesi
- Affari regionali e autonomie: Graziano Delrio - @graziano_delrio
- Coesione Territoriale: Carlo Trigilia – @MinCoesione
- Rapporti con il Parlamento e coordinamento attività di Governo: Dario Franceschini - @dariofrance
- Riforme costituzionali: Gaetano Quagliariello - @QuagliarielloG
- Integrazione: Cécile Kyenge - @ckyenge
- Pari opportunità, sport e politche giovanili: Josefa Idem - @josefaidem
- Pubblica amministrazione e semplificazione: Giampiero D’Alia - @gianpierodalia
Ministri con portafoglio
- Affari esteri: Emma Bonino - @emmabonino - @FarnesinaPress
- Giustizia: Annamaria Cancellieri
- Difesa: Mario Mauro – @MarioMauro - @MinisteroDifesa
- Economia e Finanze: Fabrizio Saccomanni
- Sviluppo Economico: Flavio Zanonato - @flaviozanonato - @MinSviluppo
- Infrastrutture e trasporti : Maurizio Lupi - @Maurizio_Lupi - @mitgov
- Politiche Agricole: Nunzia Di Girolamo - @N_DeGirolamo
- Ambiente, tutela del territorio e mare: Andrea Orlando - @AndreaOrlandosp - @minambienteIT
- Lavoro: Enrico Giovannini
- Istruzione: Maria Chiara Carrozza - @MC_Carro - @MiurSocial
- Beni culturali e turismo: Massimo Brai - @massimobray - @Mi_BAC
- Salute: Beatrice Lorenzin - @bealorenzin
Gli account personali sono ben 17 su 23 componenti, un bel record. Oltre alle numerose urgenze che questo Governo deve affrontare, sarebbe bello che questa presenza su Twitter aumentasse e che non rappresentasse solo una facciata, ma una reale disponibilità all’ascolto e al confronto.
Banda larga, e i fondi?
Esattamente tre anni fa il Governo annunciò un programma di investimenti da 800 milioni di euro per la banda larga, per poi congelarlo solo 19 giorni dopo. Nei mesi successivi, in quel freezer sono entrati altri denari, ma poi lo stanziamento è stato pesantemente saccheggiato (quasi un anno dopo le risorse furono ridotte a 100 milioni e poi reintegrate fino ad arrivare a circa 450 milioni). Dopo tutto questo tira-e-molla, se qualcuno dice che “Sono saliti a un miliardo di euro i fondi pubblici utilizzabili per estendere la banda larga e larghissima nelle zone a fallimento di mercato, grazie a nuovi contributi che arrivano dalle Regioni”, lo scetticismo è più che legittimo.
D’altronde, siamo qui a sognare la fibra e non siamo in grado di sfruttare nemmeno le potenzialità del rame….
Trasparente opacità
NO COMMENT
Qualcuno potrebbe legittimamente non averla capita, per cui ve la spiego. I motori di ricercano usano gli spider (dei software) per cercare e catalogare le pagine web. In un sito web, un file chiamato “robots.txt” contiene istruzioni che possono impedire agli spider l’accesso ad alcune pagine del sito (o anche a tutte) per l’indicizzazione nei motori di ricerca. In questo caso, questo file inserito nel sito web governo.it impedisce a qualunque spider (indicato con un asterisco, che non specifica nulla) di accedere ai contenuti di due determinate cartelle che contengono l’elenco dei dirigenti e dei relativi stipendi e i dati relativi a consulenze e incarichi della Presidenza del Consiglio dei ministri.
L’operazione trasparenza è un po’ lacunosa: i dati sono pubblicati, ma si impedisce ai motori di ricerca di reperirli, per fare in modo che l’utente – se proprio volesse consultarli – se li vada a cercare da solo. Comunque, se volete verificare l’esistenza di contenuti che il titolare di un sito divulga mal volentieri, ora sapete dove andare…
Aspettando i fatti
A me fa ovviamente piacere se un governo si dota di un provvedimento mirato alla semplificazione e allo sviluppo del Paese. Però, prima di saltare di gioia e cantare Alleluja davanti a titoli come “Meno burocrazia, più Internet” (che comunque si riferiscono all’obiettivo – finalmente dichiarato – di puntare sul digitale), aspetterò di vedere i fatti, cioè la traduzione concreta di questi intenti dichiarati. Per il momento, incasso con soddisfazione l’eliminazione degli obblighi relativi al DPS per tutti i soggetti interessati.
La pensione è un’opinione
Alcuni giornali oggi invitano i propri lettori a scoprire quando andranno in pensione, offrendo loro tabelle e simulatori per ottenere un risultato evidentemente indicativo, ma che più di una persona riterrà attendibile (perché l’Italia è eterogenea). Dal momento che non è affatto detto che i criteri di oggi possano essere applicati anche nel medio-lungo termine, ho dato per curiosità un’occhiata sconsolata e ho scoperto che ognuno applica un criterio di calcolo differente: Repubblica crede che io ci possa andare a 63 anni con la pensione di anzianità, il Corriere esclude che ci possa andare prima dei 66.
Governo completo, adesso si vedrà qualcosa anche sulle strategie digitali. Vero?
Sciolte anche le riserve su vice-ministri e sottosegretari, il governo Monti proseguirà il suo cammino al completo. Interessante la sottolineatura dell’amico Ferd sull’assenza di un ministro, vice ministro o sottosegretario con delega “a Internet” e su un possibile e plausibile fraintendimento:
Non tragga in inganno l’incarico “Informazione e Comunicazione” assegnato a Paolo Peluffo, sottosegretario alla presidenza del consiglio: consulente del presidente del Consiglio per il 150º anniversario dell’unità d’Italia, nel suo curriculum vitae spiccano incarichi quali consigliere della Corte dei Conti, giornalista, capo dell’ufficio stampa di Palazzo Chigi con il Governo Ciampi (1993). Nel 1999 è stato nominato, sempre da Ciampi ma in veste di Presidente della Repubblica, “Consigliere per la Stampa e l’Informazione” del Presidente e si è dedicato al rilancio dell’identità nazionale, delle ritualità civili della Repubblica, della conservazione della memoria storica. L’incarico attuale potrebbe consistere in una prosecuzione di tale attività.
Chiarito che Paolo Peluffo non si occuperà di strategie digitali, se non dandone informazione sul fronte istituzionale, rimarrà la delusione di tutti coloro che auspicavano l’introduzione di un Ministro ad Internet. Ciò non deve significare che questo esecutivo eluderà la necessità di dare al Paese una strategia digitale: è semplicemente inverosimile pensare che questo governo non farà nulla per seguire l’agenda digitale europea, ignorando le indicazioni e i rimproveri di Neelie Kroes, commissario europeo per l’agenda digitale.
Se in Europa c’è un commissario europeo dedicato a questi argomenti, il governo non può che farli propri. Anche perché – come ricorda la stessa Kroes – non ci si può permettere di ignorare i benefici dello sviluppo della Rete e della banda larga: ”Aumentare la penetrazione del 10% puo’ corrispondere ad un aumento della crescita tra lo 0,9% e l’ 1,5%”.
L’Italia deve progredire su questo fronte per il proprio bene economico, altrimenti si darà ragione alle convinzioni di coloro che vedono la Rete come un passatempo e poco più. Non dimentichiamoci che, nel mondo, tra i Paesi che al 2010 avevano già (o stavano sviluppando) programmi e strategie sul digitale, l’Italia non figurava proprio (fonte).




