Home » Posts tagged 'google'

Archivi tag: google

WhatsApp: “Nessun accordo con Google”

A tutte le considerazioni che si possono fare in merito al legittimo interesse di business che motiverebbe Google a sborsare un miliardo di dollari per WhatsApp - ampiamente rumoreggiato da mezzo mondo e ben illustrato da Marco in un documentato post su The New Blog Times – varrebbe la pena aggiungere che la notizia delle trattative (partita da DigitalTrends) è appena stata smentita dai vertici della stessa WhatsApp.

Questo non significa che l’indiscrezione di DigitalTrends sia destituita di fondamento, ma tutto questo sembra utile a far lievitare le quotazioni dell’azienda per una possibile cessione.

Google prende nota

Nel portfolio di Google mancava un servizio come Evernote, per prendere appunti e  salvarseli come promemoria. Adesso c’è Google Keep, disponibile in versione per browser e come applicazione per Android (e non per altri smartphone, almeno al momento), ma solo a partire dalla versione 4.0.3 del sistema operativo.

Più spartano di Evernote, Keep offre all’utente un foglio su cui scrivere il titolo e contenuti della nota, in cui è possibile inserire un’immagine e assegnare un colore (un po’ come usare un post-it giallo, rosa, verde, eccetera). Rispetto alla versione browser, l’app permette in più la dettatura della nota. Selezionando “fine”, la nota viene salvata via Google Drive, rimanendo quindi legata all’account Google dell’utente, e lasciando supporre la possibilità che presto sia possibile integrare e condividere i contenuti delle note con altre applicazioni Google (quindi, attenzione).

L’istella del web italiano

istellaDevo ancora farmi un’idea di istella, nuovo motore di ricerca italiano lanciato da Tiscali. Al momento – nel dubbio – esprimo cauto ottimismo, trovando apprezzabilissimo che questo nuovo motore di ricerca non cataloghi, ne’ tracci gli utenti. Google lo fa, anzi fonda il proprio business proprio su queste attività, minando pesantemente la privacy di ognuno. Per questo motivo condivido l’osservazione scritta ieri da Marco sul New Blog Times: “se il buon giorno si vede dal mattino direi che istella (…) sia pronto per iniziare un riscatto tutto italiano”.

L’inizio è decisamente più promettente di quello di Volunia, ma per capirne il valore sarà necessario comprenderne bene anche il modello di business:  «Venderemo la pubblicità e le parole chiave, ma potremo anche stringere accordi con le pubbliche amministrazioni e con gli editori», ha dichiarato Renato Soru, precisando “Vorremmo confrontarci, a livello di tecnologia, con i giornali e con i loro editori. Istella si propone di servire le testate che usano i motori di ricerca per il quotidiano lavoro redazionale. Speriamo di attivare una proficua sinergia”.

In ogni caso, un’informazione utile a chi tiene con particolare attenzione alla propria privacy: la procedura di registrazione può avvenire inserendo i propri dati, oppure connettendosi tramite un account Facebook. Ovviamente questa connessione prevede una condivisione di informazioni, è sempre bene esserne consapevoli.

Per Google news, gossip e cronaca giudiziaria sono “Scienza e Tecnologia”


CoronaGnews

 

Rimango sempre affascinato dal modo con cui Google News riesce a classificare le notizie che aggrega, come quando la latitanza di Fabrizio Corona finisce in Scienza e Tecnologia.

Facebook Graph Search

Eccola, l’attesa novità di Facebook. Si chiama Graph Search ed è l’evoluzione della ricerca oggi disponibile nel popoloso social network. La nuova feature, presentata al pubblico proprio oggi, permetterà all’utente di fare ricerche avanzate, legate alle proprie amicizie, ai like pubblicati, ai contenuti condivisi, alla città di appartenenza, eccetera.

Interessante notare che Facebook ha circa un miliardo di utenti, dei quali oltre la metà (intorno ai 600 milioni) è attiva da smartphone. E tutti questi utenti potrebbero affezionarsi a queste nuove possibilità social di ricerca, agevolmente integrabili con applicazioni di geolocalizzazione e con finalità pubblicitarie. A scapito del leader del momento, Google. Che certamente reagirà…

Era ora che la ricerca in Facebook migliorasse. Questa evoluzione era attesa da molti utenti, che lamentavano la pochezza della funzione di ricerca nota fino ad oggi e per questo, probabilmente, non verrà ritenuta una rivoluzione come Mark Zuckerberg vorrebbe.

Personalmente mi ha sorpreso di più l’idea (varata finora a titolo sperimentale) di far pagare i messaggi spediti ai non-amici, una sorta di antispam forzato.

Google Zeitgeist 2012

Puntuale come ogni anno ecco pubblicato lo Zeitgeist di Google, la classifica dei termini più cercati sul motore di ricerca di Mountain View.

Forse questa classifica si mostra rivelatrice di ciò che più ci interessa, più ci sta a cuore e più ci preoccupa. Per quanto riguarda l’Italia,  la top ten è questa:

  1. Terremoto
  2. INGV
  3. Lucio Dalla
  4. Zalando
  5. Costa Concordia
  6. Calcolo Imu
  7. Sara Tommasi
  8. Akinator
  9. Pulcino Pio
  10. Italo

Quando il gossip diventa Scienza e Tecnologia

GNews11122012

Pensatela come volete, ma se nella sezione Scienza e Tecnologia di Google News si infilano anche notizie sulla relazione tra Antonella Mosetti e Aldo Montano - semplicemente perché contengono riferimenti a Twitter Facebook - significa che nel sistema di classificazione delle news c’è ancora parecchio da migliorare.

So.cl, la visione social di Microsoft

soclpicture

Si scrive so.cl, si pronuncia social, si legge Microsoft. La nuova piattaforma made in Redmond è stata aperta ieri al pubblico nella sua versione beta (che significa “adesso potete entrare, ma sappiate che qualcosa potrebbe non funzionare regolarmente”).

Si tratta di un social network con funzioni search (è interfacciato al motore di ricerca Bing), di cui era trapelato qualcosa oltre un anno fa in alcuni rumors che lo chiamavano Tulalip (già legato però all’indirizzo socl.com, tuttora funzionante). Gli utenti di Windows Live e di Facebook che hanno almeno 18 anni (limite di età che lo differenzia da Facebook, aperto anche ai 13enni) possono utilizzarlo per condividere immagini, video e contenuti vari legati ai propri interessi, con dinamiche che integrano varie funzionalità già viste su altre piattaforme (come Facebook, ma soprattutto come Google+ e Pinterest).

E’ da provare? Se avete tempo, sì.

Back to blog

Sono stato un paio di settimane offblog per impegni di lavoro e di famiglia. Gli argomenti su cui scrivere sarebbero molti, ma per ora mi limito a un paio di considerazioni:

  • A Dubai è in corso la 2012 World Conference on International Telecommunications (WCIT), un meeting a porte chiuse organizzato dall’ITU (Unione Internazionale delle Telecomunicazioni) sulle possibilità di una riorganizzazione e di una regolamentazione della Rete da parte dei governi mondiali. L’argomento e la mancanza di trasparenza sui temi in discussione inducono ad osservarne i lavori con molta attenzione, ma dire che questa conferenza metterà il bavaglio al web – come racconta la petizione varata da Google – è fuorviante e prematuro. Per inciso, il principio dichiarato alla base dell’iniziativa di Google è sacrosanto, ma stiamo pur sempre parlando di un’azienda che fonda i propri interesse sulla libera circolazione delle informazioni, utilizzata per veicolare il proprio business pubblicitario (e qualunque vincolo posto su questo fronte può trasformarsi un una criticità). In ogni caso, le proposte di regolamentazione che scaturiranno dalla conferenza dovranno poi essere recepite dai governi che fanno parte dell’ITU, ognuno con il proprio iter e i propri tempi. Personalmente penso sia più efficace intervenire a questo sub-livello, anziché aderire alla petizione promossa da Google, che mi sembra un’operazione di marketing.
  • News Corp annuncia la chiusura di The Daily, il quotidiano concepito per l’iPad che il gruppo di Rupert Murdoch ha lanciato nel febbraio 2011. 100mila abbonati non hanno costituito un bacino di utenza sufficiente a far funzionare il modello di business sostenuto da un abbonamento annuo (39,99 dollari) oppure settimanale (99 cent). Il fallimento dell’iniziativa non è certo attribuibile al prezzo imposto ai lettori, ma ad altri fattori come la scelta dell’esclusività della piattaforma di distribuzione (solo per iPad) e la proposta di contenuti troppo generalisti, che potrebbero aver impedito alla testata di intercettare le esigenze di un determinato pubblico. Appuntamento alla prossima iniziativa di publishing digitale.

Cambiamenti epocali (più o meno)

Google sta introducendo una modifica che al momento è visibile agli utenti che lo utilizzano in lingua inglese, ma probabilmente sarà presto estesa a tutti gli utenti: la barra delle opzioni che normalmente si vede verticalmente nella colonna a sinistra (quella con le voci Web, Immagini, Mappe, Video, eccetera) è stata posta in orizzontale in cima alla pagina dei risultati della ricerca (come si vede nella figura, con un doppio clic è possibile ingrandirla).

La modifica è verosimilmente dovuta all’intenzione di andare incontro al crescente utilizzo di dispositivi con display di dimensioni ridotte, come smartphone e tablet. Ne guadagna sicuramente la fruibilità – in questo caso leggibilità – per gli utenti che navigano in mobilità.

Il battito virtuale

image

Dove batte il cuore di Internet è il nome di un nuovo spazio web pubblicato da Google per mostrare al mondo i suoi Data center, da dove tutti i nostri pc, smartphone e tablet sono passati.

La carta di credito di Google

Parte anche nel Regno Unito – dopo un test condotto in USA su oltre 1400 aziende – il lancio della carta di credito di Google, in partnership con Mastercard e Barclays.

Inizialmente potrà essere utilizzata per pagare l’acquisto di annunci pubblicitari testuali su AdWords (quelli che un utente si ritrova tra i risultati di una ricerca), business unit per cui lo scorso anno è stato registrato un fatturato pari a 37 miliardi di dollari, e che offrirà prestiti (o meglio, concederà credito) ai clienti AdWords per il pagamento delle inserzioni con un plafond mensile che varia tra i 200 e i 100 mila dollari.

Del doman non v’è certezza e quindi non è possibile escludere che questa carta possa avere presto altri impieghi. Due fatti sono certi: questa iniziativa rappresenta per Google l’ingresso nel mondo del credito e della finanza, e la scelta di partire dai clienti di un servizio che costituisce il suo sostentamento è estremamente strategica.

Al momento, Google spiega che“i clienti idonei riceveranno un invito con un ID personalizzato”. Per molti, ma non per tutti, dunque.

L’età del motorino

Google oggi compie quattordici anni e spegne altrettante candeline. Oggi? In effetti non è facile capire quale sia la data corretta del “compleanno” e forse non hanno le idee chiare nemmeno a Mountain View, dato che in passato – come ricorda Webnews – i festeggiamenti sono caduti in altre date, ma sempre nel mese di settembre.

C’è da festeggiare? Sì e no: giusto dopo un’operazione molto scenica – l’estensione di Street View alla Grande Barriera Corallina e ad alcuni stupendi scenari marini, dalle Filippine alle Hawaii, che attirerà molto pubblico e molto traffico - Google registra l’ordine di arresto di Fabio Jose Silva Coelho, (il suo numero uno in Brasile), a causa della mancata rimozione di due video pubblicati su YouTube e ritenuti diffamatori nei confronti di Alcides Bernal, candidato sindaco della città di Campo Grande.

Quattordici anni sono comunque un’epoca, per un’azienda nata in un garage di Menlo Park che oggi da’ lavoro a 55mila persone ed è ai vertici del web e di molti altri settori di mercato (dall’advertising alla telefonia mobile). In ogni caso, buon compleanno.

iOS 6, mappe apocalittiche?

Oltreoceano segnalano che, sul sistema operativo iOS 6 di Apple (quello utilizzato su iPhone, iPod Touch e iPad), l’indipendenza da Google Maps ha avuto conseguenze apocalittiche su alcuni luoghi…

image

La Statua della Libertà (o ciò che ne rimane sulle mappe di iOS 6)

image

Il ponte di Brooklyn (forse)

Google tiene gli smartphone e si libera dei STB

Puntare sugli smartphone e liberarsi dei business meno profittevoli. Sembra questo l’obiettivo di Google che, stando ad alcune voci circolanti sui mercati finanziari, sarebbe intenzionata a liberarsi di una parte di Motorola Mobility, in particolare la divisione che si occupa di apparati domestici e set-top-box (decoder).

La business unit che si occupa di telefonia mobile ha invece un ruolo strategico nel gruppo di Mountain View e sta acquisendo sempre maggiore importanza, vista la sua dote di brevetti: l’obiettivo di Google è l’espansione nel settore degli smartphone in cui è già presente con Android, sistema operativo utilizzato da molti produttori, supportato dal marketplace Play Store (già Android Market). All’orizzonte c’è proprio la presenza diretta anche nel mercato dell’hardware, per consolidare una posizione in un mondo in cui il business della raccolta pubblicitaria registra numeri di rilievo sempre maggiore.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 675 follower

%d bloggers like this: