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Modernariato tecnologico
Alla veneranda età di SEI ANNI, il primo modello di iPhone (il cosiddetto 2G con connettività EDGE e 128 MB di Ram) sta per essere formalmente classificato vintage e obsoleto. Lo certifica la stessa Apple in un documento (pubblicato da 9to5Mac) che mette in soffitta anche alcuni Mac, decretando la cessazione di ogni attività di supporto.
Apple e il display “curvo”
Pare che nel futuro di Apple possa materializzarsi un iPhone – ma potrebbe trattarsi anche di un altro dispositivo – con il display curvo o flessibile.
Tre milioni in tre giorni
Presentati il 23 ottobre e messi sul mercato a partire dal 2 novembre, il nuovo iPad di quarta generazione e l’iPad Mini hanno già toccato quota tre milioni di unità vendute. Dal comunicato diffuso da Apple non si capisce però lo share, non si sa quanto sia grande la fetta riservata all’iPad, ne’ quella del Mini. Comunque vada, è già un successo. Almeno per ora.
Help!
Ci si aspettava che Apple ieri presentasse l’iPad mini, e l’ha fatto.
Però – oltre al nuovo sottilissimo iMac e al nuovo MacBook con display Retina da 13″ – ha presentato anche il nuovo iPad, cioè la quarta generazione, che fa diventare vecchio l’iPad di terza generazione (di cui riprende l’aspetto estetico), uscito sul mercato come “nuovo iPad” più o meno sei mesi fa.
E adesso cosa farà chi era corso a sostituire il suo iPad 2 con il “nuovo iPad” nei mesi scorsi?
La crisi
Ore 8.50, Carugate. Persone in coda fuori dall’Apple Store per acquistare un iPhone 5, in vendita – anche online con consegna gratuita a domicilio (sì, senza code) – a partire da 729 euro.
iOS 6, mappe apocalittiche?
Oltreoceano segnalano che, sul sistema operativo iOS 6 di Apple (quello utilizzato su iPhone, iPod Touch e iPad), l’indipendenza da Google Maps ha avuto conseguenze apocalittiche su alcuni luoghi…
La Statua della Libertà (o ciò che ne rimane sulle mappe di iOS 6)
Il ponte di Brooklyn (forse)
iPhone 5, il più…?
L’iPhone 5 è il modello più nuovo, ma paradossalmente è anche il meno innovativo che Apple abbia presentato dal 2007 ad oggi.
E’ vero: sono cambiate le dimensioni (è più alto, sottile e leggero), il processore A6, la fotocamera (sempre da 8 Megapixel, ma con funzionalità migliorate), il connettore dock, lo slot per NanoSIM, tre microfoni e una tecnologia che migliorano la qualità della voce, il WiFi potenziato, la connettività LTE, una batteria con maggiore autonomia… non mi dilungo in ulteriori dettagli che potrete trovare altrove, ma constato che – pur trattandosi di un dispositivo progettato ex novo e quindi “tutto nuovo” – non è una sorpresa.
Non perché le sue caratteristiche siano già state ampiamente anticipate da un tecno-gossip senza precedenti (in passato Apple aveva esercitato un migliore controllo sulle informazioni dei progetti in corso), ma perché – a mio avviso – l’iPhone 5 è stato presentato con novità che sono delle migliorie, seppur corpose, di funzionalità già presenti nel modello precedente, in un momento in cui la concorrenza ne propone di nuove.
Di questo credo che Apple sia molto più consapevole di quanto non voglia far credere, nonostante Phil Schiller - senior vice president Worldwide marketing di Apple – abbia giustificato alcune illustri assenze: il nuovo iPhone, secondo il manager, non sarebbe dotato dell’attesa tecnologia NFC (che permette di utilizzare un telefonino come uno strumento di pagamento elettronico) perché nel sistema operativo iOS 6 è presente Passbook, con cui è possibile acquistare e conservare biglietti, abbonamenti, coupon e carte di imbarco. L’altra assenza, quella del caricabatterie wireless, è dovuta al fatto che non avrebbe escluso la necessità di inserire una spina in una presa a muro.
Ci sono anzi delle novità fastidiose: il nuovo connettore dock implica l’utilizzo di un nuovo cavetto (e, quindi, l’impossibilità di riutilizzare quelli dei modelli precedenti) e lo slot per la NanoSIM certamente non sarà gradito a chi stava pensando di cambiare telefono. Non è un grosso problema, ma è… una noia in più.
Martin Scorsese fa la réclame ad iPhone 4S/Siri
Perché Apple e AT&T fanno girare uno spot delliPhone 4S con Martin Scorsese che sfrutta l’assistente Siri poco tempo prima della presunta presentazione del nuovo modello?
È una pubblicità sull’iPhone che sta per essere superato, o su Siri?
Nota per i cinefili: chi riesce a cogliere la citazione di un celeberrimo film di Scorsese in un dettaglio di questo video (il titolo del film è intuibile, il dettaglio è per gli osservatori)?
iPhone 5, quasi pronto per il futuro
Dicono che il nuovo iPhone (di cui probabilmente ci sarà un evento di presentazione tra pochi giorni) sarà così avanti – ma così avanti, ma così avanti – che quando uscirà sarà dotato di connettività 4G universale, cioé compatibile con la maggior parte dei network mondiali, inclusi quelli che stanno per arrivare.
A leggerla così, sembra stiano parlando di uno smartphone in grado di auto-adattarsi alle reti mobili di futura generazione. Poi continui a leggere e scopri che, molto più concretamente, “dovrebbe essere infatti compatibile con le reti LTE (Long Term Evolution o 4G), opzione già offerta da molti concorrenti della Apple, inclusa Samsung“.
Stavolta sembra che l’inseguitrice sia Apple. Ma solo per la tecnologie di rete mobile. Gli inseguitori veri, però, sono i mercati come il nostro, quello italiano: gli smartphone 4G stanno arrivando e le reti non sono ancora pronte, perché gli operatori di telefonia mobile ci stanno ancora lavorando… Si rischia di avere per le mani una Ferrari e di poterla usare solo per circolare nei vicoli, in attesa della realizzazione di strade adeguate.
Tra le righe (AntiSec, FBI, utenti Apple)
Quando AntiSec dichiara di aver avuto accesso ai dati del laptop di un agente dell’FBI, e l’organizzazione risponde che non esiste alcuna prova che un laptop dell’FBI sia mai stato compromesso, ne’ che l’FBI fosse in possesso di quei dati, non significa che ciò non sia avvenuto, e non significa nemmeno che l’FBI non avesse quei dati.
E’ come quando qualcuno viene accusato di aver compiuto una determinata azione illecita, e l’accusato dice “non esistono le prove” anziché dire “non l’ho fatto”.
Come scrive Marco, nell’illustrare la vicenda: a prescindere da conferme e smentite, ragionando, che l’FBI possa avere un interesse a essere in possesso di tali dati è semplicemente plausibile: sono dati che, ragionevolmente, possono interessare loro in funzione della difesa e della sicurezza nazionale, anche se è assai difficile farne impiego se non come dati da “incrociare” ad altri dati (che senz’altro l’FBI possiede, dunque continua ad avere senso).
Per chi non ne avesse avuto notizia, Antisec dichiara di aver messo le mani sui dati di 12 milioni di dispositivi Apple, anche se il file pubblicato ne ha preso in considerazione “solo” un milione.
Bruce Willis medita una causa contro Apple? Pare di no
Leggo che Bruce Willis starebbe valutando di aprire – anche lui – un’azione legale contro Apple: oggetto del contendere, la titolarità dei brani musicali scaricati da iTunes, che l’attore (e cantante) vorrebbe trasferire in eredità alle proprie figlie (alla stessa stregua di una collezione di dischi in vinile o CD). Le condizioni di iTunes glielo impediscono: come Willis ha infatti scoperto, la musica che ha scaricato sull’iPod non è sua, perché l’utente dello store di Apple ne usufruisce attraverso una licenza non trasferibile ad altre persone.
Questa certamente non è una novità e l’argomento rientra nell’ambito dell’ampia tematica della proprietà intellettuale e dei diritti d’autore. La questione sollevata da Bruce Willis – se vera – è sostanzialmente di principio, perché in questa fattispecie si potrebbe spostare il focus del problema dai brani MP3 all’account, il cui utilizzo da parte di un altro utente è permesso con l’esplicito permesso e consenso del legittimo proprietario.
La moglie di Bruce Willis dice che questa storia non è vera. Avranno risolto rivelando alle figlie la password?
Apple e Google, trattativa sui brevetti
Scrivendo della vittoria legale ottenuta da Apple negli USA in materia dei brevetti che Samsung avrebbe violato, avevo aggiunto che la vicenda interessa anche Android e accennato alla possibilità che il prossimo bersaglio potesse essere Google.
Le due aziende, attraverso i rispettivi CEO, si sono incontrate, e probabilmente si troveranno nuovamente, proprio per discutere la situazione, con il probabile obiettivo di valutare le opportunità di giungere ad un accordo, eventualità non inverosimile, dato che sul mercato tedesco le due aziende hanno già stretto un’intesa relativa all’utilizzo di alcune tecnologie relative alla telefonia mobile.
Nel frattempo, in Giappone e sempre in materia di brevetti rivendicati da Apple, Samsung incassa una piccola vittoria.
Monetine? No, grazie!
Lo scorso lunedì il sito messicano El Deforma ha pubblicato la notizia che Samsung, in seguito alla sentenza che la obbliga a pagare ad Apple un risarcimento di oltre un miliardo di dollari per violazione dei brevetti, avrebbe iniziato a “onorare il proprio debito” in modo beffardo, inviando a Cupertino – come acconto – una trentina di autocarri pieni di monete da cinque cent.
El Deforma scrive notizie dichiaratamente di fantasia e quella dell’originale pagamento di Samsung non è che una burla, come tante altre, rilanciata in lingua inglese il giorno dopo da un post del blog JMSL (autore: Jesús M. Sánchez L.), a sua volta amplificata dall’aggregatore Paperblog (che l’ha inserita nella categoria “Satira”) e, a cascata, da 9gag (questi ultimi due siti hanno solo fatto da cassa di risonanza, non sono quindi gli autori, come invece qualcuno ha scritto).
Da qui in poi la notizia ha fatto il giro del mondo e ieri, nonostante in tutte le fonti sopra citate esistesse un’indicazione che palesava la beffa, molte testate italiane sono andate dritte per la loro strada e hanno pubblicato la “geniale trovata” di Samsung, salvo poi aggiornare la news nelle ore successive, con una smentita fornita dall’azienda coreana (decisamente non necessaria a chi avesse letto la news con un briciolo di buon senso e a coloro che avessero aperto gli occhi fin da principio sulla natura della fonte originale, o sulla frase di JMSL, che in calce alle versioni in inglese diceva “Non credete che sia reale, vero? Però vi è piaciuta”).
Nelle news, però, gli update successivi e tardivi si possono riconoscere abbastanza facilmente, e – a chi ha tempo e voglia di scorrere i vari articoli – permettono di capire chi c’è cascato mani e piedi, nonostante goffi tentativi di salvare la faccia con frasi tipo “era chiaramente uno scherzo”…
Sarebbe materiale per la serie Notizie che non lo erano di Luca Sofri.
Apple & Samsung, concorrenti e partner
La vicenda che contrappone Apple e Samsung per questioni di design e brevetti è complessa, per vari aspetti, e ciò che sta emergendo in questi giorni potrebbe avere importanza storica per il mondo degli smartphone.
Mentre in Corea del Sud le due aziende sono entrambe state ritenute colpevoli di violazione reciproca di brevetti e condannate ad un risarcimento, anch’esso reciproco (con un lieve vantaggio di Samsung su Apple), la conclusione del primo round della battaglia legale che le ha viste l’una contro l’altra armate negli USA è una vittoria per Apple, che è stata riconosciuta vittima della consapevole violazione di sei brevetti da parte di Samsung, colpita da una sanzione di 1.049.343.540 dollari.
I brevetti oggetto del contendere riguardano il design di alcuni modelli e alcune interfacce e tecnologie utilizzate sui display touchscreen di vari smartphone e tablet del produttore coreano, fra cui le feature tap to zoom e pitch to zoom, semplici gesti delle dita sul display per ingrandire ciò che si sta osservando, da un sito web ad una foto, o una mappa.
Ha ragione Alessandro Longo nel constatare che questa sentenza condizionerà l’industria della telefonia mobile, perché gli sviluppatori che lavorano ad Android (che vedo come prossimo obiettivo legale di Apple) e i produttori di smartphone ora dovranno fare attenzione e sviluppare design, interfacce e tecnologie originali. In altre parole, dovranno investire di più nella progettazione, per distinguersi. Nel frattempo, i prodotti già diversi – ad esempio quelli dotati di Windows Mobile – potrebbero guadagnare mercato, e tra questi ci sono nomi importanti come Nokia e HTC, ma anche la stessa Samsung.
Altro fattore da considerare: Samsung non è un semplice concorrente di Apple, perché riveste anche un ruolo di partner, essendo uno dei produttori di alcuni componenti di iPhone e iPad, e tra l’altro si tratta di elementi importanti, come il display retina e il processore A5 (che Samsung produce in Texas, in uno stabilimento di nuovissima costruzione).
Apple non ha mai sospeso o interrotto la partnership con il terzista coreano per via della contesa sopra descritta, anzi ha preferito appaltare la produzione di quei componenti a Samsung anziché a Sharp e LG, che non garantivano gli stessi standard qualitativi.
Se nel proseguimento dell’azione legale la posizione vincente di Apple dovessere confermata, con l’esborso di un risarcimento a suo beneficio da parte di Samsung, l’azienda di Cupertino potrebbe quindi considerare tale risarcimento come uno sconto del fornitore Samsung nei suoi confronti…
iParadossi
Un paradossale provvedimento del giudice inglese Colin Birss ha ordinato ad Apple di fare pubblicità a Samsung, per sanare la diffamazione che l’azienda di Cupertino avrebbe condotto sul produttore coreano sul design dei Galaxy Tab, che secondo il magistrato non sarebbe “as cool”, ossia non sarebbe figo quanto l’iPad: Apple, per sei mesi, attraverso il proprio sito web UK, dovrà dichiarare che Samsung non ha violato i suoi brevetti di design. Le stesse dichiarazioni dovranno essere pubblicate su spazi pubblicitari su Financial Times, Daily Mail, Guardian Mobile magazine e T3.
Bloomberg aggiunge che il giudice avrebbe bloccato un’istanza con cui Samsung aveva chiesto di vietare ad Apple di dichiarare pubblicamente che i suoi brevetti di design erano stati violati, perché “They are entitled to their opinion” (“hanno diritto alla loro opinione”).
Eh?










