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Spuntini di riflessione
Il mandato di Corrado Calabrò, presidente AGCOM, giunge a conclusione senza aver dato alla luce la discussa delibera sul diritto d’autore online. Se c’è qualcuno da ringraziare, però, non è il presidente uscente, ma la campagna promossa dal bravo Luca Nicotra.
A proposito del mandato scaduto di Calabrò, dalla Rete è nata un’altra campagna che propone Stefano Quintarelli come suo successore. Se questa iniziativa dovesse andare in porto si tratterebbe, dopo decenni di nomine politiche, della prima nomina tecnica per i vertici dell’Authority delle Comunicazioni e potrebbe rappresentare l’inizio di una ventata di novità.
L’8 maggio in Olanda è stata approvata una norma che accoglie il principio della neutralità della rete. E’ il primo Paese europeo a riconoscerla per legge. Ci sarà un seguito?
La Corte di Cassazione ha assolto Carlo Ruta stabilendo che il suo blog, chiuso dalla magistratura nel 2006 perché equiparato ad una testata giornalistica, in realtà è un sito web in cui il titolare esprimeva liberamente il proprio pensiero. Meno male.
Delibera AGCOM, pessimismo e fastidio…
Sul sito dell’Agcom stamattina è comparsa la delibera che apre la consultazione pubblica sul nuovo – e lungamente discusso – schema di regolamento in materia di tutela del diritto d’autore sulle reti di comunicazione elettronica.
A dispetto di quanto comunicato dall’Autorità nei giorni scorsi, restano fermi alcuni aspetti per nulla confortanti: il testo prevede l’assunzione – da parte della stessa Authority – di poteri regolatori e sanzionatori e la facoltà di rivestire un ruolo che dovrebbe appartenere all’autorità giudiziaria. Interessanti i rilievi di Guido Scorza su LeggiOggi.it:
Il procedimento finalizzato all’ottenimento della rimozione di un contenuto ritenuto in violazione del diritto d’autore, rimane eccessivamente sommario – il gestore del sito [n.d.r. e non l’uploader] avrà, infatti, a disposizione solo 48 ore per difendersi.
Preoccupante anche la circostanza che il ruolo dell’Autorità giudiziaria sia solo eventuale: l’AGCOM si attribuisce il potere di sostituirsi ai giudici salvo che una delle parti coinvolte nel procedimento non adisca il Giudice ordinario prima del completamento del procedimento sommario.
Allarmante, inoltre – sebbene inevitabile conseguenza dei poteri di accertamento ed adozione dei citati provvedimenti – il potere sanzionatorio di irrogazione di multe salate per centinaia di migliaia di euro che l’Autorità si riserva qualora i propri provvedimenti sommari non vengano adempiuti.
La sommarietà del procedimento sta in questo aspetto: chi gestisce il sito ha solo due giorni (un tempo irrisorio) per rivolgersi all’AGCOM e deve farlo tramite PEC (Posta Elettronica Certificata), ammesso che sappia cos’è e ne sia dotato. Sempre entro 48 ore, chi si trovasse a dover subire il procedimento dell’Authority dovrà preoccuparsi di eliminare spontaneamente da Internet il contenuto incriminato (in mancanza, riceverà un’ingiunzione).
Dal testo si legge comunque che l’Autorità, per quanto riguarda i siti esteri, potrà richiamarli a rimuovere contenuti ritenuti illegali in materia di tutela del diritto d’autore e, in mancanza di risposta, rivolgersi alla magistratura. Anche su questo aspetto, però, manca chiarezza laddove si legge che “l’organo collegiale può ordinare al fornitore di servizi di media audiovisivi o radiofonici attivo in Italia la cessazione della trasmissione o della ritrasmissione di programmi audiovisivi diffusi in violazione delle norme sul diritto d’autore”
Ok, la consultazione pubblica è aperta.
AGCOM incassa l’appoggio della SIAE del 1882 e va avanti
Il livello della fossilizzazione della SIAE, la sua mancanza di apertura alle opportunità offerte dalla Rete e l’incongruenza delle argomentazioni con cui latra contro “le società di telecomunicazioni, i provider, i produttori di tecnologie digitali, le cosidette Over the Top” e “pseudo imprenditori senza scrupoli che operano nel mondo digitale” sono egregiamente sintetizzate in questo appello pubblicato oggi in difesa della delibera AGCOM per il diritto d’autore che, sottolineo, affida ad un’Authority delle Comunicazioni ampi poteri, tra cui quello di chiudere un sito web – in parte o integralmente – in base a segnalazione o presunzione di violazione del diritto d’autore, eliminando la necessità di un provvedimento dell’autorità giudiziaria.
Il richiamo storico alla ratio che, nel 1882, mosse illustri personaggi del mondo della cultura dell’epoca a promuoverne la nascita (per dare una risposta alle esigenze di tutela allora necessarie) ci mostra una dimensione parallela in cui sembra vivere oggi la SIAE: nessuno, tra coloro che hanno criticato il provvedimento AGCOM, contesta il principio di tutela del diritto d’autore e l’importanza che un’opera dell’ingegno sia remunerata. Le soluzioni di diffusione e distribuzione oggi messe a disposizione dalla tecnologia sono completamente diverse e implicano solo l’esigenza di una maggiore flessibilità, offerta ad esempio dalle licenze Creative Commons e da possibilità di registrazione alternative, meglio applicabili in un’epoca di user-generated content.
Mi permetto inoltre di esprimere un dubbio sul fatto che tutti i firmatari dell’appello SIAE (un cospicuo numero di artisti) abbiano l’effettiva consapevolezza di ciò che hanno sottoscritto: fra essi riconosco alcuni membri dei consigli direttivi della FEM (Federazione Autori Musicali), della ANEM (Associazione Nazionale Editori Musicali) e della FA (Federazione Autori), che il 14 gennaio 2011 hanno a loro volta firmato un documento in cui non si mostravano propriamente allineati alla gestione attuata in SIAE. Eccone un significativo estratto:
…La verità e’ che una grande parte degli autori e degli editori professionisti, italiani e non, piccoli o grandi che siano, non possono più permettere che i loro diritti siano calpestati quotidianamente da chi ha fatto della SIAE un proprio territorio di caccia fatto di clientele, da chi ha fatto dell’associazionismo una professione, da chi ha occupato per anni le sedie dei vari comitati di partecipazione in SIAE senza fare nulla per migliorare la società, ma inseguendo solo il gettone di presenza, i rimborsi spese e i propri tornaconti personali, da chi ha molto poco a che fare con la cultura di questo paese e che ha utilizzato la SIAE per inseguire posizioni di potere personale e non per tutelare le proprie opere e i propri diritti….ne’ tantomeno per sostenere la Società degli Autori e Editori.
Nel frattempo, ecco giungere la conferma della feral notizia da Fulvio Sarzana:
L’AGCOM approva oggi 6 luglio lo schema di regolamento sul diritto d’autore con i voti di tutti i Commissari tranne quelli del Commissario Nicola D’Angelo e l’astensione del Commissario Michele Lauria.
Il Commissario Gianluigi Magri, contrariamente a quanto era circolato nei giorni scorsi, riprende il ruolo di relatore e firmerà il provvedimento.
All’interno del Provvedimento tutti i meccanismi di rimozione selettiva già annunciati e l’inibizione in casi di siti esteri all’accesso dei cittadini italiani che verranno segnalati ai provider italiani.
Nel caso dei siti esteri non si tratterebbe di un’ordine impartito ai sensi del codice delle comunicazioni elettroniche per i provider ma di un “warning”.
Dopo alcuni warning l’Autorità si rivolgerà alla Magistratura.
Il testo viene ora messo in consultazione per un periodo di 60 giorni.
Il periodo di contraddittorio è esteso a 15 giorni.
L’Autorità inoltre invierà una segnalazione al Governo al fine di far predisporre una norma relativa all’ estensione di potere al fine di esercitare direttamente poteri inibitori.
Aiutiamo gli arruffapopolo a fermare gli ammazzarete
E’ prevista per domani, mercoledì 6 luglio, l’entrata in vigore della delibera dell’AGCOM (Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni) con cui si prevede la cancellazione – sommaria e d’autorità (ma senza alcun controllo giudiziario) – dei contenuti pubblicati su Internet ritenuti non rispettosi del copyright, un provvedimento che potrà essere applicato “a tutti i siti, i portali, i blog, gli strumenti di condivisione di file in rete, le banche dati, i siti privati che siano sospettati di contenere anche un solo file in grado di violare il diritto d’autore”.
Personalmente mi trovo perfettamente d’accordo con quanto scritto al riguardo da Massimo Mantellini, che nella sua saggia considerazione sottolinea come la nuova norma porti all’Authority un potere che la pone – per il tema della tutela del copyright – addirittura al di sopra della magistratura. Soprattutto, però, evidenzia la scarsa autorevolezza di quella stessa Authority, rappresentata da un presidente come Corrado Calabrò (secondo il quale i diritti degli autori sono diritti di proprietà) e da commissari come Antonio Martusciello e Stefano Mannoni. I due commissari hanno difeso la posizione di una norma sostanzialmente ammazzarete e parlato degli autori e promotori di quell’ottimo lavoro intitolato Libro Bianco su copyright e tutela dei diritti fondamentali sulla rete internet definendoli, con un manierismo manzoniano alquanto raffazzonato, degli arruffapopolo che indulgono in tirate di propaganda e disinformazione.
Io mi auguro realmente che vada come prevede Massimo (che a questo punto meriterebbe d’ufficio di essere annoverato tra gli “arruffapopolo”):
Ovviamente non funzionerà, come non funziona la disciplina dei tre colpi in Francia e come è stata infine bocciata una ipotesi simile in Spagna, ma questo è un altro discorso. Il discorso di oggi è assai più elementare: Corrado Calabrò e i suoi commissari della Authority senza autorevolezza non rappresentano gli interessi dei cittadini italiani. Non ne hanno titolo, lo hanno dimostrato più e più volte. Qualsiasi loro decisione per nostro conto, semplicemente, non vale niente.
Però, come osserva Marco Pierani, anche a me piacerebbe sapere perché non sono mai state pubblicate dall’AGCOM le risposte e le osservazioni ricevute dai vari stakeholders sulla consultazione pubblica sul provvedimento. Tutto lascia supporre che l’Authority non ritenesse importante rendere noti i motivi per cui è stato deciso di arrivare di corsa, come scrive Marco, “in piena estate mettendo all’ordine del giorno del Consiglio del 6 luglio l’approvazione di un articolato che, peraltro, il Presidente Calabrò nell’incontro di venerdì 24 giugno con la delegazione di Altroconsumo, Adiconsum, Assoprovider, Agorà Digitale, aveva riferito a Fulvio Sarzana, Luca Nicotra, Marco Scialdone , Giovanbattista Frontera e al sottoscritto sarebbe stato definitivo, senza alcuna ulteriore consultazione”.
La Notte della Rete partirà oggi dalle 17,30, anche in diretta videostreaming. Partecipate e firmate la petizione da presentare all’Agcom all’indirizzo www.sitononraggiungibile.it e mandate un messaggio ai membri dell’Agcom qui: http://www.avaaz.org/it/it_internet_bavaglio.
Per aggiornamenti, approfondimenti e ulteriori notizie, visitate http://www.agoradigitale.org/nocensura.
Aiutiamo gli arruffapopolo a fermate gli ammazzarete.

