Dario Bonacina

Tecnologia, cultura digitale e… altro

Elitel sta svanendo

Dopo un periodo alquanto tormentato, Elitel - operatore di telecomunicazioni appartenente al gruppo ViveLaVie - è in agonia: per la società, in liquidazione stando a quanto reso noto da un comunicato sindacale, è previsto un progetto di concordato preventivo presso il Tribunale di Milano, mentre presso quello di Roma pende un progetto di concordato preventivo per Elitel Telecom SpA. Anche in casa ViveLaVie la situazione è tutt’altro che facile: ViveLaVie, dalla scorsa settimana, in base ad un provvedimento emesso dal Tribunale di Milano a seguito di un ricorso presentato in base all’art. 2409 del Codice Civile, risulta essere sottoposta all’attività di controllo di un amministratore giudiziario, finalizzata a chiarire determinati episodi di gestione della Società.

Nel frattempo, Plexia - operatore di comunicazioni con sede a Genova - ieri ha diffuso un comunicato stampa annunciando di aver rilevato da Elitel i suoi 20mila clienti business.  Tra questi clienti non sembrano rientrare gli utenti consumer, ossia i privati (e a quanto pare ne esistono ancora, anche se in dichiarate situazioni di difficoltà, come si legge qui), ma non è chiaro nemmeno se nei numeri del porting tra Elitel e Plexia rientrino anche gli utenti dei servizi di posta, o i clienti di servizi di hosting e housing.

Oggi chi cerca il sito www.elitel.it / www.elitel.biz (domini storicamente legati al gruppo di cui portano il nome), viene condotto ad una subdirectory del sito Plexia.com. Elitel sta dunque scomparendo, anche dal web. Quindi, se qualcuno oggi non sapesse più a chi rivolgersi per capire come regolare (ripristinare o cessare) il proprio rapporto con Elitel, credo non possa fare altro che rivolgersi a Plexia, dal momento che l’azienda - nella pagina web a cui si giunge digitando www.elitel.it - dichiara:

PLEXIA acquisisce la titolarità dei contratti di Elitel S.r.l.

A seguito della cessione del business commerciale di Elitel S.r.l. a PLEXIA S.p.A., quest’ultima diventa titolare del vostro contratto, senza variare in alcun modo le condizioni generali sottoscritte.

In bocca al lupo, dunque, agli ex utenti Elitel e a Plexia!

Marzo 18, 2008 Pubblicato da db | Internet, Mondo, TLC, news, telefonia | | 5 Commenti

FTTH, per dare propulsione all’economia italiana

Negli ultimi anni  Cinquanta la politica ha ritenuto essenziale, per lo sviluppo economico del Paese, realizzare l’Autostrada del Sole. Nel 1964 il presidente Moro ha inaugurato l’Autostrada del Sole. Ecco: il costo di una rete in fibra, che colleghi tutte le abitazioni di tutti gli italiani, quindi un progetto enorme, capillare, costa - probabilmente - circa come l’Autostrada del Sole. Probabilmente meno. E sarebbe un motore che darebbe una propulsione enorme all’economia italiana.

(Stefano Quintarelli)

Io stasera, nel giro di due ore, ho avuto l’ADSL di casa a singhiozzo. Tempo di connessione complessivo: 32 minuti (nell’arco di due ore). Alle 20.30 mi ha abbandonato del tutto (ora sono in dial-up con il fido modem a 56 kbps).

Ultimamente la cosa si ripete con una certa frequenza. Con un’infrastruttura di telecomunicazioni in queste condizioni, dove vogliamo andare, noi italiani?

Marzo 17, 2008 Pubblicato da db | Internet, Mondo, TLC, tecnologia | | 1 Commento

WiMax, adesso inizia il bello?

Questa settimana si è conclusa la gara per l’assegnazione delle licenze WiMax. Dal punto di vista dello svolgimento, è stata una gara piena di sorprese:

  • nonostante i timori iniziali, giustificati almeno in teoria, le licenze non sono state assegnate ai “soliti noti”;
  • ha riscosso un successo inaspettato, raccogliendo oltre 136 milioni di euro (+176% sulla base d’asta);
  • Telecom Italia si trova solo al quarto posto nella claissifica degli investitori.

Nel mio articolo ho già avuto modo di dire come AriaDSL, ritenuto un outsider, abbia avuto in realtà un ruolo da protagonista, forte del supporto finanziario del fondo Gilo Ventures dell’israeliano Davidi Gilo, imprenditore che nel 1999 vendette per 1,6 miliardi di dollari la sua DSP Communications (con sede a Cupertino) ad Intel, consentendole di accelerare lo sviluppo di chipset 3G per la telefonia mobile. Il finanziere sembrerebbe avere dunque il pallino delle TLC, anche se ha cambiato settore.

La leggenda narra che mister Gilo ami l’Umbria e vi trascorra da anni le proprie vacanze. Volendo dotare la propria abitazione di connettività broad band, si sarebbe rivolto ad AriaDSL. Evidentemente un abbonamento non gli deve essere sembrato sufficiente e così ha rilevato il 75% del capitale dell’azienda.  

Battute a parte, è lecito chiedersi se il mattatore del WiMax sia davvero Davidi Gilo con la “sua” AriaDSL, oppure se il suo provvidenziale intervento sia l’espressione dell’interesse di altri soci nel business del broad band wireless italiano.

Staremo a vedere. Così come assisteremo con attenzione al modo in cui gli aggiudicatari delle licenze concretizzeranno i loro programmi e manterranno la promessa di portare il broad band laddove oggi non c’è. E, soprattutto, a quali condizioni (tecniche ed economiche) si proporranno agli utenti.

Febbraio 29, 2008 Pubblicato da db | Internet, TLC, media, tecnologia, telefonia | | 1 Commento

Elitel / ViveLaVie, cosa risulta ad Agcom

ATTENZIONE: questo post è del 20 febbraio 2008, sulla vicenda Elitel c’è un aggiornamento pubblicato in un post del 18 marzo 2008

—–

Ringrazio Emanuela che mi ha segnalato una puntata (che mi ero perso) della trasmissione La Radio ne parla (del 5 febbraio) che riporta la testimonianza di un’utente che ha avuto per anni la carrier pre-selection con Lombardiacom (operatore poi confluito in Elitel). Riassumo la vicenda (raccontata nel dettaglio qui): tutto è andato bene fino al 10 luglio 2007, data in cui il servizio si è interrotto. L’utente è rientrata in Telecom (disattivando l’utenza Elitel seguendo le istruzioni ricebute da Telecom), ma da ottobre Elitel ha ricominciato a mandarle le bollette.

Nella puntata, tra i vari interventi, ho trovato molto interessante quello dell’avvocato Enrico Maria Cotugno, funzionario della Direzione tutela dei consumatori dell’Agcom. Dopo aver spiegato all’utente l’iter da seguire per inoltrare reclamo, il funzionario dell’Authority ha dichiarato (cito testualmente, ipse dixit):

Elitel è in amministrazione controllata. È stata rilevata da Vive la Vie che ha fatto - tra settembre e novembre - un’operazione di immigrazione dei clienti Elitel in altri gestori. Il problema è che in questa migrazione non sono andati per il sottile e la hanno imposta, senza comunicarla agli utenti, anche a chi era tornato a Telecom o aveva comunque cambiato gestore. Le persone coinvolte devono fare reclamo. L’Agcom è già andata da ViveLaVie che ha assicurato lo storno delle bollette a tutti quelli che fanno reclamo.
Già all’epoca, l’Autorità aveva fatto un ordine sia a Telecom sia e Elitel di porre fine alle condizioni lesive degli utenti. Inoltre ha fatto obbligo a Telecom di informare gli utenti della possibilità di cambiare gestore e di telefonare con un altro gestore anteponendo un prefisso (il 1033).
È stato l’unico tra gli operatori di un certo rilievo coinvolto in un caso di questo tipo, e l’unico totalmente senza preavviso.

Da queste parole si deduce che l’Authority si è dunque mossa in seguito alla vicenda, essendole nota (era quindi legittimo attendersi che facesse qualcosa). Trovo però che ci sia qualche criticità in questo modus operandi: il fatto che l’operatore non sia andato “per il sottile” imponendo agli utenti una migrazione non richiesta - per usare le parole dell’avvocato Cotugno - non rappresenta una violazione, anche dal punto di vista delle regole di mercato e di leale concorrenza?

Febbraio 20, 2008 Pubblicato da db | TLC, telefonia | | 1 Commento

Open Access. E’ uno scorporo? Ni.

Ecco una notizia che non può passare inosservata a chi si interessa di  rete e, di conseguenza, del mercato italiano delle TLC (e infatti fa il giro del mondo: CNN, Guardian e Forbes, ad esempio, sono subito sul pezzo). 13 febbraio, ore 17.46. Telecom Italia diffonde un comunicato stampa che dice:

TELECOM ITALIA VARA UNA RADICALE RIORGANIZZAZIONE
DELLE INFRASTRUTTURE TECNOLOGICHE E DI RETE

Obiettivo di questo intervento è aumentare l’efficienza, ridurre i costi e dare maggiore trasparenza alla rete d’accesso.

Nasce “Open Access”, la struttura che, all’interno della nuova direzione Technology & Operations, gestirà in modo indipendente e trasparente tutta la rete d’accesso di Telecom Italia.

L’attività di “Open Access” sarà completamente autonoma e separata da quella delle funzioni commerciali del Gruppo.

Creata la nuova figura del Chief Information Officer.

Open Access avrà dunque il compito di “garantire lo sviluppo e la manutenzione delle infrastrutture della rete di accesso, nonché il presidio dei processi di delivery (attivazione) e assurance (assistenza) dei relativi servizi”; dovrà, quindi, “assicurare sia agli altri operatori sia ai clienti interni  un servizio sempre più efficiente e in linea con le aspettative del mercato e con le indicazioni più volte espresse dall’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni all’interno di un percorso che la stessa Autorità ha già delineato“.

E’ un taglio netto con il passato? E’ il tanto atteso scorporo della rete d’accesso? Ni, è una separazione funzionale e non societaria, ma potrebbe essere considerato un primo traguardo, molto importante.

Alfonso Fuggetta, a caldo, formula un’osservazione interessante:

Telefonica è contraria alla separazione e vuole fare l’OPA per comprarsi tutta Telecom. Bernabè ha riorganizzato l’azienda in funzione di un futuro scorporo. Ovviamente, non può affermare che si tratta di una separazione tipo Open Reach nè tantomento parlare di separazione societaria. Ma appare comunque un passo in quella direzione. Poi bisogna vedere come si mettono le elezioni. Il governo precedente probabilmente avrebbe sostenuto uno scorporo societario (un piano Rovati rivisto e aggiornato). Adesso si tratta di vedere che succederà.

“Il nostro approccio è il seguente” ha spiegato Bernabé in conferenza stampa: “noi siamo una grande società di TLC, disponiamo di una grande rete e vogliamo gestire attivamente il percorso di apertura, non vogliamo farci imporre il processo”.

Come a dire “la rete è mia e la gestisco io”, insomma, ma seguendo criteri alla luce del sole, se le cose andranno come ha spiegato l’amministratore delegato: “Poiché il processo di apertura della rete è comunque inevitabile vogliamo guidare noi il processo, vogliamo assumerci la responsabilità di guidarlo di investire sulla rete. Riteniamo che gli investimenti sulla rete li facciamo noi piuttosto che i nostri competitor, quello che mi preme ora è di gestire il rapporto coi nostri potenziali clienti in spirito di soddisfazione reciproca”.

Febbraio 13, 2008 Pubblicato da db | Ipse Dixit, TLC, news, telefonia | | 3 Commenti

TV, che passione

La notizia: i contenuti premium del digitale terrestre di La7 Cartapiù entrano a far parte dell’offerta televisiva di Fastweb.

E’ un accordo di partnership simile ad altri di cui si è sentito parlare, come quello già siglato con Sky? Non so: quello che so è che La7 è un’emittente televisiva di Telecom Italia Media, a sua volta parte del gruppo Telecom Italia. Tra quest’ultima e Fastweb (che è controllata da Swisscom) una volta c’era un po’ di ruggine. So anche che Fastweb, attraverso e.BisMedia, controlla il 40% di RaiClick. Tutto questo mi porta a ritenere che Fastweb abbia un notevole interesse al business dell’intrattenimento televisivo e non voglia farsi sfuggire nessuna opportunità. Incluso siglare accordi con il più importante concorrente.

Ma il futuro delle telco passa veramente per la TV? Sarebbe in ogni caso preferibile che gli operatori, anziché formulare offerte tra loro simili, ma fruibili solamente attraverso la propria rete e ognuno con un proprio decoder, collaborassero ad una piattaforma comune. Ne avrebbero vantaggio gli utenti, ma anche gli operatori.

Gennaio 29, 2008 Pubblicato da db | Internet, TLC, media, news | | 1 Commento

Elitel: utenti pronti alla class action

Ne ho parlato oggi su Punto Informatico, ne riparlo qui: la recente possibilità di organizzarsi per una class action (all’italiana) non è sfuggita al Comitato Nazionale Tutela Utenti di Elitel che, alla luce delle recenti vicende, comunica che è stata avviata “la raccolta delle adesioni per l’azione collettiva di tutela di interessi specifici (class-action), da parte di tutti gli interessati dal blocco e dai disservizi provocati dalle compagnie del gruppo Elitel”.

Ulteriori dettagli sono pubblicati nel blog Class Action Elitel.

Gennaio 14, 2008 Pubblicato da db | TLC, news, telefonia | | 1 Commento

Ultime non-notizie sul fronte dello spam

Leggere certi titoli pubblicati in rete potrebbe indurre gli utenti a coltivare vane speranze: notizie presentate con frasi del tipo “Marketing o spam? Il Garante fissa il confine”, “Privacy, giro di vite contro lo spamming via mail e via SMS” e “Come proteggersi dallo spam” potrebbero infatti illudere i meno preparati in materia che la piaga dello spam sia stata debellata, ma le cose - ovviamente - non stanno così.

Tutto nasce dal risalto dato dalla stampa ad un provvedimento del Garante della Privacy:

(ASCA) - Roma, 4 gen - Il destinatario di fax, e-mail, sms e mms indesiderati puo’ rivolgersi al giudice civile e chiedere un risarcimento per la lesione dei propri diritti. Lo ha affermato in un recente provvedimento il Garante per la
Privacy, di cui e’ stato relatore Giuseppe Fortunato, che prosegue in questo modo nell’azione di contrasto allo spam.

Qui c’è la notizia completa, in cui si legge che il Garante - dopo aver rilevato numerose irregolarità durante un accertamento - ha espressamente vietato ad un azienda di continuare a spedire messaggi pubblicitari e commerciali senza il consenso dei destinatari. La società aveva addotto la scusa di aver utilizzato dati personali reperiti su elenchi categorici (come Pagine Gialle e Pagine Utili), ma secondo il Garante tali dati non sono utilizzabili per inviare corrispondenza (cartacea o elettronica) senza consenso.

Il Garante sta facendo il suo dovere e in alcuni casi il suo operato va a coprire le lacune dell’Agcom. Questo provvedimento porrà fine allo spam, come sembrerebbe leggendo i titoli che parlano di questa notizia? No, anche perché in pratica ribadisce i contenuti di una normativa che già esiste e che frenerà un pochino la piaga, ma nelle nostre caselle postali continueranno ad arrivare messaggi come questo:

Hello! I am tired tonight. I am nice girl that would like to chat with you. Email me at Margaretha@UsOldGlory.info only, because I am using my friend’s email to write this. Hope you like my pictures.

Per gli spammer italiani il provvedimento è validissimo, storicamente si sono verificati casi di successo, come ci ricorda Massimo Cavazzini. Ma lo spam è un problema globale e un provvedimento valido in Italia viene serenamente ignorato da coloro che, ogni giorno, continuano a renderci edotti e a darci aggiornamenti sulle condizioni di acquisto di pillole blu (o di altri colori), farmaci vari, di vari servizi di gioco d’azzardo. E anche di chi cerca di carpirci le credenziali di accesso dei nostri conti correnti online o gli estremi della carta di credito.

Insomma, niente nuove… niente nuove.

Gennaio 4, 2008 Pubblicato da db | Internet, TLC, news | | 5 Commenti