Dario Bonacina

Tecnologia, cultura digitale e… altro

Redditi online e istituzioni offline

La pubblicazione su Internet dei redditi 2005 degli italiani da parte dell’Agenzia delle Entrate era destinata a suscitare polemiche e contropolemiche fin dalla sua nascita, ma nell’arco di un ponte (quello del primo maggio), questo “destino” è riuscito a superare le più nefaste aspettative: era prevedibile che l’iniziativa - ancorché fondata sull’articolo 69 del Dpr 600/1973, che consente la pubblicazione dei dati sui redditi dei contribuenti - potesse incontrare il parere contrario dei garantisti della privacy. Meno prevedibili, a mio avviso, erano le successive reazioni, che hanno mostrato ancora una volta - se mai ne avessimo sentito l’esigenza - la misura di quanto le Istituzioni di questo Stato non siano in grado di gestire le informazioni e una risorsa di comunicazione come Internet senza inciampare in ostacoli che esse stesse si pongono.

Sembra quasi una telenovela, che qui chiamerei Istituzioni Offline, per evidenziare il contrasto con la pubblicazione dei redditi online, ma anche per sottolineare quanto le istituzioni di questo Stato si dimostrino scollegate, sconnesse, e operino in modo completamente avulso dalle logiche della Rete che ormai è parte della vita di tutti noi, e che le istituzioni stesse mal utilizzano.

La vicenda, fin dalla prima “puntata” del 30 aprile, assume i connotati di un’autentica bufera. E’ mercoledì, infatti, quando l’Agenzia delle Entrate accende i motori dell’operazione trasparenza, pubblicando nel proprio sito web i dati principali (reddito imponibile, con relative imposte) delle dichiarazioni 2005 dei contribuenti italiani. Alle prime lagnanze espresse da varie fonti (associazioni di tutela dei consumatori, attuale maggioranza di governo), la direzione dell’Agenzia risponde che l’operazione è stata attuata facendo seguito a due decisioni (una del 2001 e una del 2003) del Garante della Privacy. L’Ufficio del Garante, però, si dichiara ignaro di tutto, si riunisce in Consiglio e, dopo due ore (seconda “puntata”), chiede la sospensione immediata della pubblicazione dei dati e l’Agenzia provvede, spiegando agli utenti che i dati non sono più disponibili a causa dell’elevato numero di accessi al sito dell’Agenzia e al fine di fornire ulteriori delucidazioni al Garante per la protezione dei dati personali. E qui si apre, a mio avviso, un primo aspetto non poco rilevante: l’Agenzia delle Entrate dice che per il garante della Privacy è tutto ok, mentre il Garante dice che di ok non c’è niente. Di conseguenza, una delle due Istituzioni mente, oppure ha mal interpretato i provvedimenti del Garante della Privacy. Quindi, già su queste basi ci si trova di fronte a Istituzioni che, nella migliore delle ipotesi, non sono in grado di comunicare tra loro in modo comprensibile ed inequivocabile.

Nelle ore in cui i dati sono a disposizione di chiunque abbia una connessione Internet, i dati sono consultabili e scaricabili. E com’era prevedibile (terza “puntata”), molti utenti, senza perdere tempo, li hanno immessi nel circuito peer-to-peer. Lo stop alla pubblicazione avviene quando ormai, come si suol dire, “i buoi sono usciti dalla stalla”: come spiega Alessandro Longo, attraverso eMule è possibile ottenere gli elenchi. Di cui i cittadini sembrano avere una sete inestinguibile, visti alcuni commenti che trasformano il post in una pagina di insoliti annunci economici (”qualcuno ha Viterbo?”, “Cagliari?”, “mettete Empoli”, “faenza?”, “mi serve tutta napoli e provincia”, “cerco files di Busto Arsizio”, “ragazzi mi serve torre del greco (na) urgentemente”, e così via per centinaia di commenti).

Chi non avrebbe potuto prevedere questa “fuga” di dati? Un’istituzione che non conosce Internet e le sue possibilità. O peggio ancora, che non considera Internet nel suo complesso, nella sua sottovalutata essenza di potentissimo e capillare strumento di comunicazione.

Sull’opportunità del provvedimento del Garante della Privacy, che blocca la pubblicazione degli elenchi, si può discutere quanto si vuole, così come si può discutere anche della questione che gli elenchi continuano ad essere consultabili presso i Comuni - possibilità introdotta 35 anni fa - e che la pubblicazione realizzata dall’Agenzia delle Entrate è la moderna versione di questa possibilità, che va incontro anche ai più pigri con il vantaggio di non richiedere l’identificazione. Un fatto però è certo: il provvedimento, al momento, è valido ed efficace per tutti (non solo per l’Agenzia delle Entrate). E su questo presupposto, ecco che la vicenda vive il suo momento clou (quarta “puntata”): come riferisce una notizia ANSA, la procura di Roma mette le mani sulla vicenda e apre “un fascicolo processuale, contro ignoti, ipotizzando il reato di violazione della privacy”. Ignoti? Perché, non si sa chi è stato a rendere pubblici gli elenchi con i dati delle dichiarazioni 2005? Non è stata l’Agenzia delle Entrate diretta da Massimo Romano, con il benestare del vice-ministro Vincenzo Visco?

Il nocciolo dell’intera questione, si legge ancora nella notizia dell’agenzia di stampa, sembrerebbe essere spiegato dall’ipotesi di lavoro degli inquirenti diella Procura:

La pubblicazione di dati, anche non sensibili (come ad esempio sono quelli sulla razza e sulla religione) è comunque sottoposta a cautele e modalità che non espongano a rischi i contribuenti. Secondo la stessa ipotesi di lavoro, se è vero che l’accessibilità a dati relativi ai redditi denunciati è regolamentata dalla stessa legge invocata dal vice ministro dell’Economia Vincenzo Visco, è altrettanto vero che la loro indiscriminata pubblicazione, ed internet è un veicolo di grande divulgazione, non solo non è consentita, ma potrebbe causare numerosi problemi, proprio per l’esposizione della posizione finanziaria, ai firmatari dei modelli 730 e 740.

Ignoti, o meglio innumerevoli, sono invece gli utenti che anche in questo momento si stanno scambiando i file con gli elenchi delle varie città come se fossero figurine. E alla cui opera si stanno aggiungendo anche alcune fra le più importanti testate giornalistiche nazionali, che però sembrano voler pubblicare i dati più per alimentare il gossip che per reali intenti di trasparenza: sul Sole 24 Ore, ad esempio, i dati vengono pubblicati in forma di classifica con un disclaimer che recita “I dati qui di seguito pubblicati non sono ufficiali. Si tratta di una elaborazione dei file scaricati dalle reti peer-to-peer di cui non possiamo garantire la completa autenticità”. E’ infatti possibile che gli elenchi circolanti nei circuiti P2P possano essere manipolati e taroccati, quindi la testata pubblica informazioni senza avere la reale possibilità di verificarne l’attendibilità. Insomma, i giornali potrebbero consapevolmente pubblicare anche delle bufale.

L’operazione trasparenza, a prescindere dalla sua opportunità, è sfuggita di mano alle persone e agli enti che l’hanno promossa e condotta. E ciò - a mio avviso - indica una cosa sola, e cioè che all’interno delle istituzioni italiane esiste ancora un digital divide culturale che ancora è duro a morire.

Maggio 3, 2008 Pubblicato da db | Internet, Mondo, news | | 5 Commenti

Fischi per fiaschi, Waterloo per Austerlitz

(Questa è una delle aziende più belle che esiste al mondo)

Nei giorni scorsi mi ero perso la performance di Luca Luciani, ma l’ho vista ieri sera nella replica di Deejay chiama Italia (bellissima trasmissione televisiva, forse proprio perché fatta in radio). Il capo dei domestic mobile services di Telecom Italia si è ispirato ad un’epica impresa per parlare di riscossa e vittoria. Come ormai tutti sanno, Luciani ha raccontato che Napoleone, contro ogni previsione, a Waterloo compì il suo capolavoro da condottiero. Peccato che a Waterloo fu sconfitto, mentre la sua più bella vittoria fu quella della battaglia di Austerlitz.

Tutto questo cosa ci insegna? Probabilmente poco, probabilmente ci dice solo solo che ai manager di oggi, forse, manca una base culturale che un tempo era irrinunciabile.

Tra l’altro, ancor prima di averne sentito parlare a scuola (e di capire come erano andate le cose), io sapevo già della battaglia di Austerlitz fin da piccolo, per averne letto un riferimento in una storia letta su Topolino, che ricordo ancora oggi. E questo cosa mi dice? Anche in questo caso poco o nulla, ma se Luca Luciani avesse letto (e ricordato) quella storia pubblicata da Topolino tanti anni fa, oggi lui non sarebbe certo ricordato da tutti per una figuraccia da collezione!

Aprile 5, 2008 Pubblicato da db | Mondo, media | | 6 Commenti

Expo 2015: un altro portale è possibile

L’Expo 2015 è stato appena assegnato a Milano e già spuntano alcune piccole magagne. Intendiamoci, al momento non si tratta di nulla di critico e irrimediabile: si tratta di aspetti comunicativi e mediatici, che riguardano il modo in cui l’evento viene presentato su Internet.

Il sito ufficiale, innanzitutto, pecca di cacofonia sintattica fin dal dominio: www.milanoexpo-2015.com. Il primo ad accorgersene è stato Marco Camisani Calzolari, osservando quanto sia improponibile e poco pronunciabile quel dominio con il trattino (già mi vedo scene del tipo “a che indirizzo lo trovo?” “vuvuvvù punto milano expò tutto attaccato trattino duemilaquindici scritto in cifre punto com” “eeeeeeeehhh??? trattino quello col meno o quello basso? ma dovevano proprio scriverlo così??”).

Ci sarebbe parecchio da dire anche sui contenuti: quando MCC ha scritto il suo post (ma anche il giorno dopo), il portale ancora non dava alcuna comunicazione sul fatto che Milano si fosse aggiudicata l’Expo. Un po’ di tempestività non avrebbe certo guastato, vista la portata dell’iniziativa.

Ma anche la forma non è esattamente il massimo: lunedì sera, nei commenti al post di MCC, ho scritto che - nell’insieme - il portale mi ricorda il fu portalone turistico Italia.it e vedo che la mia impressione è largamente condivisa, tanto che Lo Spremiagrumi boccia senza appello il nuovo portale dell’Expo 2015:

gia col sito italia.it avevamo fatto ridere il resto del mondo, questa volta riderà il resto dell’universo, apriamo una petizione per farlo chiudere, per farlo rifare … voglio un risarcimento morale … rovinate l’immagine del paese con queste operazioni di basso profilo!!!

Ed ecco che MCC riparte lancia in resta e da’ un seguito a questo grido di doloro, lanciando un’iniziativa (che secondo me stava già maturando) quantomai opportuna: Facciamo tutti insieme il sito dell’Expo 2015.

Un sito creato dalla blogosfera italiana sappiamo che sarà un ottimo prodotto, moderno, aperto e sempre aggiornato.
Organizziamoci con gli strumenti che conosciamo, creiamo un team forte, efficiente e strutturato, facciamoci pagare e poi dividiamo equamente/socialmente.

L’opera è importante e imponente, ma il tempo e le risorse per fare le cose bene, con criterio e qualità, non mancano di certo!

SPIGOLATURE

Apro qui una sezione con qualche appunto, ma credo che prima o poi nascerà qualcosa di più organico (un newsgroup, un blog), se segnalazioni e critiche costruttive aumenteranno.

L’ortografia è un’opinione? No, ma come sottolinea Aghost (qui e anche nei commenti di questo post), l’utilizzo degli accenti non è proprio da Accademia della Crusca...

Comunque nei testi l’accento è utilizzato in modo corretto (si scrive perché, non perchè).

Aprile 2, 2008 Pubblicato da db | Internet, Mondo, media, news | | 11 Commenti

Oggi pesce

(immagine tratta da Wikipedia

Cosa si saranno inventati oggi i media come pesci d’aprile?

(seguiranno aggiornamenti)

Aprile 1, 2008 Pubblicato da db | Internet, Mondo | | Nessun Commento

Ohiblog!

Avviso a tutti coloro che detengono un weblog. Marco Camisani Calzolari segnala:

“blog” è un marchio registrato

Facendo una ricerca ho scoperto che il termine “blog” è stato registrato nel 2005 da Giochi Prezioni S.P.A.
Tecnicamente potrebbero fare causa per usurpazione di marchio a chiunque lo utilizzi sul proprio… ehm… Diario online.

(cliccare per ingrandire)

Ma per cosa l’avranno registrato? Per una versione 2.0 di Cristal Ball?

Marzo 30, 2008 Pubblicato da db | Blogosfera, Mondo | | 1 Commento

Della “chance” perduta

Doppia citazione, più un’aggiunta del sottoscritto

Vittorio Bertola riprende da Repubblica.it un titolo ortograficamente non corretto, sottolineando l’errore:

repubblica-veltroni-ortografia.png

Dopo un’oretta, la testata corregge il titolo. Lo rileva Stefano Quintarelli, che commenta “Nel dubbio ortografico, è più facile cambiare frase”:

Un refuso può capitare, ma la virata sull’italiano fa pensare anche a me - come a Stefano - che non si sapesse bene dove mettere quella H. Ma anche non sapendo bene come scrivere la parola chance (problema risolvibile anche in Rete, grazie a Google e ad un’infinità di altre soluzioni), dal momento che l’articolo cita Newsweek, perché non dargli un’occhiata?

chance.jpg

Marzo 30, 2008 Pubblicato da db | Internet, Mondo, media, news | | 2 Commenti

Fumo negli occhi

Dal post La fiera dei luoghi comuni di Roberto Dadda:

Da ieri la versione di Google del Regno Unito ha lo sfondo nero.

Dicono di volere richiamare l’attenzione sul problema del risparmio energetico. Peccato che nei video LCD, la stragrande maggioranza, la retroilluminazione resta comunque accesa e il mantenimeto di un pixel al nero consuma molta più energia di quanto non consumi un pixel bianco!

In altre parole per sensibilizzare gli inglesi sul problema del consumo energetico li si porta a consumare più energia. Bizzarro!

Sottoscrivo e aggiungo che non ho ancora capito se questa trovata dal black background è frutto di ignoranza, oppure è semplicemente un modo per conquistare il consenso delle persone poco competenti in materia. Già, perché per raggiungere questo obiettivo è molto più facile paragonare lo sfondo nero ad una luce spenta, che offrire una spiegazione completa di come stanno realmente le cose (che in questo caso non è poi così complicato).

Nel medesimo post, Dadda sottolinea poi quanto sia stato gonfiato a dismisura l’allarmismo sulla mozzarella di bufala campana e, tra le righe, c’è un suggerimento per fare un buon affare:

In un bellissimo negozio del centro di Milano ieri mi sono comperato due mozzarellone di bufala campana ad un terzo del prezzo al quale mi erano state vendute l’altro ieri perché la gente non la compera più per via del fatto che in qualche allevamento sono stati trovati 3 picogrammi/grammo di diossina più del permesso senza tenere conto che si tratta comunque di una quantità infinitesima e che di diossina probabilmente ne assumo molta di più passeggiando per Milano e mangiando salmone e maiale. Quello che davvero è pericoloso nella mozzarella, se si esagera, è il grasso e per esagerare basta mangiarne MOLTO meno di quanto non renda pericoloso consumarla anche con la diossina a 6 pg/g (il valore massimo riscontrato a fronte di un massimo consentito nei latticini di 3).

Se i prezzi sono scesi così anche nei negozi della mia zona, domani vado a comprarmi anch’io un paio di mozzarellone (il pesce lo mangiavo anche prima).

Marzo 30, 2008 Pubblicato da db | (dis)informazione, Internet, Mondo, media | | Nessun Commento

Vista? Service Pack 1? Ma che fretta c’è?

 Da Punto Informatico, oggi:

Vista SP1 bisticcia con alcuni driver Intel

Vista SP1 incompatibile con un driver Intel molto diffuso

Roma - Nella lista dei driver con cui il Service Pack 1 (SP1) di Windows Vista non va d’accordo c’è anche quello del chipset 945G Express di Intel, un componente assai diffuso sui PC consumer.

Questo chipset con grafica integrata viene oggi impiegato da praticamente tutti i maggiori produttori di PC, e lo si trova su centinaia di modelli di desktop e di notebook. Microsoft ha fatto sapere che fino a che non risolverà l’incompatibilità, gli utenti di PC basati su 945G Express non potranno installare l’SP1 via Windows Update o Aggiornamenti automatici.

Alcuni utenti dell’SP1 hanno segnalato anche altri problemi, alcuni dei quali riportati in questo post del Windows Vista Team Blog.

Io manterrei la dicitura Beta ancora per qualche mese…

Marzo 24, 2008 Pubblicato da db | Internet, Mondo, news | | 2 Commenti

Buona Pasqua

Settimana di passione sotto molti punti di vista, quella che si sta chiudendo. Ma per fortuna si sta chiudendo in serenità. E proprio su quest’onda auguro a tutti voi una serena Pasqua e una rigenerante Pasquetta. Ovunque voi siate o andiate.

Marzo 22, 2008 Pubblicato da db | Mondo | | Nessun Commento

Il cellulare? Uno scaldino

Poi dicono di noi italiani… cito testualmente da Punto Informatico:

Assolto: usava il cell per scaldarsi

Il camionista era stato fermato dalla polizia tedesca con l’accusa di aver guidato mentre parlava al telefonino

Roma - Suscita interesse e una qualche ironia il fatto che un camionista tedesco sia riuscito ad evitare una pesante sanzione per guida col cellulare, sostenendo che il telefonino lo usa per scaldarsi.

In particolare, al magistrato ha dichiarato che quando è stato “pizzicato” col telefonino sull’orecchio tutto quello che stava facendo era tentare di scaldare la parte, sofferente per un dolore cartilagineo proprio all’organo uditivo.

Quando è stato fermato dalla polizia gli agenti non devono avergli creduto perché ha dovuto ripetere la sua storiella dinanzi al tribunale di Hamm, dove invece ha trovato… ascolto. “Avevo un dolore all’orecchio - ha dichiarato - e peggiorava perché la cabina non si era ancora scaldata, sul mio camion ci mette un po’. Così ho afferrato il cellulare che era rimasto in carica e l’ho attaccato al mio orecchio, proprio nel momento in cui la polizia mi ha fermato”.

A sostenere la sua tesi anche la bolletta con il dettaglio delle chiamate, dalla quale si dovrebbe dedurre che il telefonino non era in uso quando è stato fermato dalla stradale.

Forse era meglio un paraorecchie

Marzo 18, 2008 Pubblicato da db | Mondo, media | | Nessun Commento

Elitel sta svanendo

Dopo un periodo alquanto tormentato, Elitel - operatore di telecomunicazioni appartenente al gruppo ViveLaVie - è in agonia: per la società, in liquidazione stando a quanto reso noto da un comunicato sindacale, è previsto un progetto di concordato preventivo presso il Tribunale di Milano, mentre presso quello di Roma pende un progetto di concordato preventivo per Elitel Telecom SpA. Anche in casa ViveLaVie la situazione è tutt’altro che facile: ViveLaVie, dalla scorsa settimana, in base ad un provvedimento emesso dal Tribunale di Milano a seguito di un ricorso presentato in base all’art. 2409 del Codice Civile, risulta essere sottoposta all’attività di controllo di un amministratore giudiziario, finalizzata a chiarire determinati episodi di gestione della Società.

Nel frattempo, Plexia - operatore di comunicazioni con sede a Genova - ieri ha diffuso un comunicato stampa annunciando di aver rilevato da Elitel i suoi 20mila clienti business.  Tra questi clienti non sembrano rientrare gli utenti consumer, ossia i privati (e a quanto pare ne esistono ancora, anche se in dichiarate situazioni di difficoltà, come si legge qui), ma non è chiaro nemmeno se nei numeri del porting tra Elitel e Plexia rientrino anche gli utenti dei servizi di posta, o i clienti di servizi di hosting e housing.

Oggi chi cerca il sito www.elitel.it / www.elitel.biz (domini storicamente legati al gruppo di cui portano il nome), viene condotto ad una subdirectory del sito Plexia.com. Elitel sta dunque scomparendo, anche dal web. Quindi, se qualcuno oggi non sapesse più a chi rivolgersi per capire come regolare (ripristinare o cessare) il proprio rapporto con Elitel, credo non possa fare altro che rivolgersi a Plexia, dal momento che l’azienda - nella pagina web a cui si giunge digitando www.elitel.it - dichiara:

PLEXIA acquisisce la titolarità dei contratti di Elitel S.r.l.

A seguito della cessione del business commerciale di Elitel S.r.l. a PLEXIA S.p.A., quest’ultima diventa titolare del vostro contratto, senza variare in alcun modo le condizioni generali sottoscritte.

In bocca al lupo, dunque, agli ex utenti Elitel e a Plexia!

Marzo 18, 2008 Pubblicato da db | Internet, Mondo, TLC, news, telefonia | | 5 Commenti

FTTH, per dare propulsione all’economia italiana

Negli ultimi anni  Cinquanta la politica ha ritenuto essenziale, per lo sviluppo economico del Paese, realizzare l’Autostrada del Sole. Nel 1964 il presidente Moro ha inaugurato l’Autostrada del Sole. Ecco: il costo di una rete in fibra, che colleghi tutte le abitazioni di tutti gli italiani, quindi un progetto enorme, capillare, costa - probabilmente - circa come l’Autostrada del Sole. Probabilmente meno. E sarebbe un motore che darebbe una propulsione enorme all’economia italiana.

(Stefano Quintarelli)

Io stasera, nel giro di due ore, ho avuto l’ADSL di casa a singhiozzo. Tempo di connessione complessivo: 32 minuti (nell’arco di due ore). Alle 20.30 mi ha abbandonato del tutto (ora sono in dial-up con il fido modem a 56 kbps).

Ultimamente la cosa si ripete con una certa frequenza. Con un’infrastruttura di telecomunicazioni in queste condizioni, dove vogliamo andare, noi italiani?

Marzo 17, 2008 Pubblicato da db | Internet, Mondo, TLC, tecnologia | | 1 Commento

In viale Mazzini c’è ancora l’amianto

Settimana impegnativa questa, e probabilmente anche la prossima. Tempo per il blog, poco o nulla.

Tra le cose lette oggi, mi ha colpito questa segnalazione di Dario Denni:

Interessante articolo di Alberto Guarnieri su Il Messaggero di oggi.Si da notizia che la Rai ha venduto la sede di Venezia e che il progetto di dismissione degli immobili non ha solo fini organizzativi o di risanamento delle casse di Viale Mazzini. No, c’è altro…

Il fatto è che a viale Mazzini c’è l’amianto.
Nel 2008.
L’amianto.
Il cavallo è d’amianto? Che ridere…

Rai
(cliccare per ingrandire)

Purtroppo c’è ancora in giro parecchio amianto, giusto dalle finestre di casa mia vedo un paio di tetto in fibrocemento che sarebbero da sostituire completamente. E sono molte le aziende che non hanno provveduto alla bonifica dei propri capannoni. Fra le realtà che sono rimaste agli stessi livelli ve ne sono molte appartenenti alla pubblica amministrazione e il fatto che ci sia una sede Rai satura di amianto purtroppo non suscita meraviglia ne’ fa notizia nel 2008… basta guardare quanto spazio ha dedicato il Messaggero a questa cosa.

Come mai fino ad oggi in Rai non sia ancora stato rimosso l’amianto presente, non è dato saperlo. Il sospetto che mancassero i soldi mi era sorto a gennaio.

Marzo 16, 2008 Pubblicato da db | Mondo | | Nessun Commento

Reo confesso

Stefano Quintarelli segnala che secondo il garante della concorrenza Catricalà, le multe dell’Antitrust sono poco efficienti

Sul Sole 24 Ore di oggi:

l’Antitrust è sempre più convinta che per dare un’iniezione di concorrenza gli impegni vincolanti assunti dalle aziende sotto indagine siano preferibili al “vecchio” sistema delle multe (spesso contestate, ridotte o annullate dalla giustizia amministrativa).

L’(in)efficacia, più dell’inefficienza, delle sanzioni comminate dall’Antitrust è stata ampiamente dimostrata, almeno nel settore delle telecomunicazioni, dal fatto che gli operatori multati hanno da anni un comportamento recidivo (=continuano a violare le regole della concorrenza e della pubblicità ingannevole, vengono condannati a pagare le multe, ma non desistono dal comportarsi in modo scorretto). Questo significa che le sanzioni non hanno mai costituito una preoccupazione per le telco, essendo di importo irrisorio e ridicolo, soprattuto se confrontate con il loro volume d’affari. Fino a qualche mese fa il limite massimo per una sanzione pecuniaria in questi casi era di 100mila euro, recentemente è stato portato a 500mila. Una cifra ancora trascurabile, per i bilanci - ad esempio - di un’azienda come Telecom Italia.

Il presidente dell’Antitrust preferisce gli impegni vincolanti assunti dalle aziende sotto indagine. Ma quando questi non vengono rispettati, a che cosa si va incontro?

Marzo 5, 2008 Pubblicato da db | Mondo, news | | 1 Commento

I Nine Inch Nails in Creative Commons

Dopo l’iniziativa dei Radiohead, che hanno deciso di distribuire online il loro ultimo ultimo album a prezzo libero, ecco che i Nine Inch Nails mantengono la promessa (ne avevo fatto cenno qui) e - come annuncia trionfalmente Lawrence Lessig - rilasciano il loro nuovo lavoro con licenza Creative Commons. In verità, il lancio dell’album Ghosts I - IV è alquanto articolato: nel sito dedicato al loro ultimo lavoro, i NIN offrono svariate opzioni a fan e curiosi che lo vogliono ascoltare.

L’aspetto più interessante riguarda Ghost I, ossia le prime nove tracce (l’intero album è composto da 36 brani), per le quali viene concesso il download gratuito. Questa opzione, anche se non comprende l’intero album, dovrebbe essere in grado di accontentare i palati e le orecchie più esigenti. I NIN dichiarano infatti:

Your free download includes:

- High-quality MP3 files

- 100% DRM-free, playable on any device capable of playing MP3s.
- encoded with LAME at 320 kbps.

- A 40-page PDF book covering the whole release
- The digital extras pack, with wallpapers, icons, and other graphics for your computer, website, profile, etc.

Anche fra le altre opzioni di vendita, comunque, ci sono possibilità interessantissime: l’intero album Ghost I - IV, con tutti i 36 brani, è disponibile in download al prezzo di 5 dollari (3,2935 euro al cambio odierno). Stessa qualità, sempre DRM-free, possibilità di riproduzione con e senza iTunes. Chi vuole l’edizione “standard” in doppio CD spende 10 dollari (poco più di 6,5 euro), poi ci sono le edizioni DeLuxe (75 dollari) ed Ultra-DeLuxe (300 dollari) per i fan che non vogliono rinunciare alle reliquie.

La prima opzione è dunque un assaggio di buona qualità e se il motto chi assaggia ritorna corrisponde a verità, i NIN potrebbero presto guadagnare nuovi fan disposti ad acquistare anche gli altri brani dell’album. In effetti l’iniziativa è già un successo quantomeno a livello di hype, come riferisce una nota sulla pagina che descrive le opzioni di vendita:

NOTICE: We are experiencing an extremely high volume of traffic and orders right now. We are working nonstop to improve site performance. If you have any problems attempting to order or download, please try again later today. Thanks for your patience.

Niente da dire, la musica è cambiata.

Marzo 3, 2008 Pubblicato da db | Internet, Mondo, media, news | | 1 Commento

Anniversari

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Il logo di Google oggi celebra lo scienziato e inventore scozzese Alexander Graham Bell (nato il 3 marzo 1847), proponendone un simpatico ritrattino con il telefono in mano. Ovviamente mi aspetto che il 13 aprile ci sia un richiamo almeno analogo ad Antonio Meucci.

UPDATE: Marco Molinari propone, per il 13 aprile 2008 (bicentenario della nascita dell’inventore), il Meucci Blog Day 

13 aprile 2008

MEUCCI BLOG DAY 

Marzo 3, 2008 Pubblicato da db | Mondo, telefonia | | 3 Commenti

Lettera aperta a Bruno Vespa

Dopo la puntata del 21 febbraio di Porta a Porta, la Rete ha profondamente riflettuto e oggi risponde con una lettera aperta a Bruno Vespa.

Oggetto: Lettera aperta su Blog, Internet e mass media

Egregio Dott. Vespa,

Internet raggiunge nel mondo oltre un miliardo di utenti e in Italia circa 24 milioni di persone. Ogni giorno nascono circa 120.000 blog, per un totale di oltre 100 milioni di blog in tutto il mondo. Nel solo 2007, 44 milioni di persone si sono avvicinate con un ruolo partecipativo al più grande fenomeno sociale, culturale e democratico della storia recente,

In molti paesi autoritari i blogger difendono la libertà d’espressione e la democrazia sfidando la repressione e, talora, andando in prigione per questo. Nei paesi democratici i blogger estendono la libera circolazione delle idee, la comunicazione comunitaria e in definitiva la partecipazione alla vita sociale.

Il blog è diventato uno strumento di comunicazione di massa; piu’ del 25% della popolazione del Canada e del 20% di quella del Regno Unito partecipano a “reti sociali” basate su Internet. In Italia si stimano oltre mezzo milione di blogger, in maggioranza non adolescenti ma giovani e adulti. Sono noti blogger anche alcuni esponenti politici italiani (ricordiamo tra i vari l’on. Gentiloni, l’on. Di Pietro, l’on. Letta, l’on Pecoraro Scanio, l’on Lanzillotta, l’on Storace, l’on. Santachè, …), inclusi candidati premier alle prossime elezioni, e ben un terzo dei parlamentari britannici (incluso il primo ministro).

Ci sembra che demonizzare i blog e il social networking, che sono fondamentalmente espressione di libertà, di democrazia e di socializzazione, sia negativo e antistorico. Ancora peggio è criminalizzare i blog - come cercano talora di fare i paesi autoritari per giustificare le loro censure - solo perchè alcuni - giovani o no - lo usano male. Ci sembra che la trasmissione da lei curata del 21 febbraio 2008, peraltro dedicata ad un altro tema, abbia purtroppo (crediamo involontariamente) generato un sospetto generalizzato verso i blog e il social networking, se non addirittura verso la comunicazione via Internet. Sarebbe, a nostro parere, un errore grave analogo a quello di alcuni intellettuali aristocratici che, tanto tempo fa, condannavano in blocco la televisione perchè … fa male ai bambini e toglie anche del tempo prezioso agli adulti per leggere libri e giornali…

Internet, il social networking e i blog non sono solamente un fenomeno sociale, culturale e politico di enorme importanza. Sono anche diventati i servizi trainanti di un settore economico centrale e strategico per lo sviluppo economico delle economie avanzate: le telecomunicazioni. Le telecomunicazioni sono infatti da un lato un settore a sè stante - che di per sè porta ricchezza e occupazione qualificata e genera fenomeni finanziari economici di prima grandezza - e dall’altro sono un fattore propulsivo decisivo per l’economia nel suo complesso, e in particolare per la diffusione dell’innovazione presso le aziende e le famiglie.

La Commissaria UE Viviane Reding ha piu’ volte ricordato che ben il 50% della crescita del PIL europeo e’ legata allo sviluppo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), di cui Internet costituisce la spina dorsale. Anche il recente rapporto Attalì per lo sviluppo economico della Francia è pervaso da iniziative di impulso alle tecnologie della informazione e telecomunicazione.

In Italia purtroppo l’economia cresce meno dei nostri omologhi europei anche perché le telecomunicazioni sono nelle posizioni di coda nelle graduatorie internazionali, come del resto lo è la televisione digitale (terrestre, via Internet e via satellite). La scarsa diffusione della banda larga è forse l’indice più significativo della nostra arretratezza nel settore decisivo delle tlc.

Secondo i recentissimi dati diffusi dall’organizzazione degli operatori TLC europei ECTA, il quadro italiano relativo alla banda larga è il seguente:

1. Diffusione della banda larga: L’Italia (16,5) si sta allontanando dalla media UE (19, 8) ed è sempre più distante dai paesi comparabili come Francia, UK, Germania. Siamo lontanissimi, ovviamente, dai paesi nordici. Nell’Europa dei 15 siamo superati anche dall’Irlanda, e seguiti da vicino dal Portogallo. In sostanza, la banda larga in Italia è meno diffusa che in altri paesi, a prescindere da circostanze di omogeneità industriale e sociale.

2. Crescita della banda larga nel periodo settembre 2006-settembre 2007 : In Italia vi è stata una crescita del 3%, bassissima se paragonata con altri paesi comparabili, dove la crescita si attesta tra il 5% ed il 10%.

I dati italiani sono gravi non solo perché riflettono una situazione peggiore di altri paesi, ma anche perché indicano la difficoltà del Paese nel recuperare il gap. Anzi, la distanza con il resto d’Europea si va accentuando.

Una corretta comunicazione sui mezzi di informazione di massa riguardo le tecnologie ICT potrebbe contribuire in modo importante ad avvicinare sempre più persone alle telecomunicazioni, ad Internet e all’informatica con ricadute positive per l’intero sistema.

Vorremmo sottolineare che Internet è oggi il principale sistema di comunicazione mondiale assieme alla rete telefonica fissa e cellulare, e rispetto a queste ultime è molto più esteso nelle funzionalità. Come la rete telefonica, Internet viene impiegato per comunicazioni lecite come per quelle illecite. La differenza è che le comunicazioni e le funzionalità di Internet sono nella grande maggioranza dei casi pubbliche e rendono così visibili anche gli usi banali, deviati o addirittura illegali e criminali che purtroppo, proprio per la loro maggiore visibilità in rete, vengono additati come peculiari solo di Internet. Mai nessuno però, giustamente, ha pensato di criminalizzare in maniera generica la rete telefonica, pur essendo noto, antico, esteso e grave l’uso illecito e criminoso delle reti fisse e mobili, come è testimoniato dalle intercettazioni telefoniche rese pubbliche in diverse occasioni.

Discutere pubblicamente dei problemi sociali che Internet inevitabilmente riflette e, fortunatamente, spesso svela al pubblico, è importante ma va fatto mettendo nella giusta relazione gli effetti e le loro cause ed evitando considerazioni semplicistiche e condanne aprioristiche del mezzo.

Secondo noi è importante che non si criminalizzi la rete e che anzi se ne promuova l’uso e la diffusione estesa. La criminalizzazione di Internet tende a confondere gli effetti con le cause e non permette di affrontare adeguatamente i problemi negativi - sociali o criminali - che tutti desideriamo combattere. Una disinformazione su Internet non ne rallenterà la diffusione presso il pubblico competente ma ne frenerà l’adozione e la conoscenza proprio nel pubblico più bisognoso di informazione, spostando in là nel tempo l’occasione di far crescere questo Paese.

Viceversa, una corretta e approfondita informazione può contribuire decisivamente a massimizzare i benefici di Internet e a ridurre invece gli effetti negativi dei nuovi sistemi di comunicazione.

Fiduciosi che in futuro vorrà considerare anche i benefici di Internet e delle telecomunicazioni e non solo i problemi sociali, anche gravi, che essa rivela, le manifestiamo fin d’ora la nostra disponibiiltà a partecipare a un confronto su questi temi che a nostro parere sarebbe importante trattare in maniera approfondita e positiva in una delle prossime trasmissioni che a nostro parere sarebbe opportuno programmare e alla quale, se lei desidera, siamo pronti a dare il nostro contributo di esperienza e competenza.

Restiamo a sua disposizione per ogni eventuale chiarimento e approfondimento e nel frattempo Le porgiamo i nostri più cordiali saluti.

Marco Camisani Calzolari, Blogger, Imprenditore, Chairman Speakage
Gildo Campesato, Giornalista, Direttore del Corriere delle Comunicazioni
Mario Citelli, Blogger, Imprenditore, Direttore Beltel - Mensile di attualità per l’industria ICT
Lele Dainesi, Blogger, Giornalista, Executive Communication Cisco Systems Italy
Luca De Biase, Blogger, Giornalista, Caporedattore Nova24 - Settimanale di innovazione de Il Sole 24 ore
Juan Carlos De Martin, Blogger, Docente Politecnico di Torino - Responsabile italiano Creative Commons
Michele Ficara, Blogger, Imprenditore, Presidente Assodigitale - Associazione Italiana Industria Digitale
Paolo Forcellini, Imprenditore, Segretario Generale Consulta Digitale Assocomunicazione - Confindustria
Alfonso Fuggetta, Blogger, Docente Politecnico di Milano
Enrico Gasperini, Blogger, Imprenditore, Presidente Audiweb - Joint Industry Committee per la rilevazione delle audience online
Enrico Grazzini, Blogger, Analista, Collaboratore Corriere Economia - Settimanale Economico Corriere della Sera
Marco Montemagno, Imprenditore, Conduttore Reporter Diffuso - Sky TG24
Layla Pavone, Blogger, Dirigente, Presidente IAB Forum - Interactive Advertising Bureau
Marco Palombi, Blogger, Imprenditore, Fondatore 1st Generation Network - Associazione imprenditori di prima generazione
Stefano Quintarelli, Blogger, Imprenditore, Past president AIIP - Associazione Italiana Internet Provider
Francesco Sacco, Blogger, Docente e Managing Director EntER - Centro studi per l’imprenditorialità - Università Bocconi
Francesco Siliato, Blogger, Docente Economia dei Media - Politecnico di Milano
Gigi Tagliapietra, Blogger, Imprenditore, Presidente Clusit - Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica
Guido Tripaldi, Blogger, Imprenditore, Presidente Voipex - Consorzio per l’interoperabilità dei servizi Internet

P.S: Ovviamente la Rete intelligente e pensante non è composta solo da questo manipolo di illustri rappresentanti, ma i firmatari di questa lettera sono fra le persone che sanno esprimerne l’essenza costruttiva. E’ possibile sottoscriverla su firmiamo.it.

Febbraio 27, 2008 Pubblicato da db | Internet, Mondo, media | | 1 Commento

Microsoft? No, grazie. Almeno per ora…

“Dopo un’attenta valutazione il board ritiene che la proposta di Microsoft sottovaluti in modo sostanziale Yahoo! in termini di brand globale, audience mondiale, recenti significativi investimenti in piattaforme commerciali e in termini di prospettive di crescita, cash flow e utili potenziali cosi come in termini di sostanziali investimenti non consolidati”.

Così una nota diffusa da Yahoo motiva il rifiuto - da parte del secondo search engine del mondo - dell’offerta da 44,6 miliardi di dollari formulata da Microsoft

La domanda è: Yahoo sta puntando ad un offerta superiore (si rumoreggia su una cifra di 56 miliardi) o sputando sul piattone offerto dal gruppo di Redmond? Nella motivazione ufficiale, sostanzialmente, si legge che l’offerta di Microsoft è troppo bassa e questo porterebbe a pensare che Yahoo miri ad un rilancio. In rete circolano rumors su nuove trattative con AOL, Disney e (guarda un po’) Google, ma anche queste notizie, che per un verso potrebbero far credere che Yahoo voglia muoversi per la propria strada e con una propria strategia,  per un altro verso potrebbero in realtà nascondere una mossa per spingere Microsoft al rialzo.

Mi incuriosisce come proseguirà questa storia, ma comunque sia:

  • se Microsoft vuole contrastare la continua espansione di Google (il “se” iniziale è abbastanza superfluo) deve muoversi alla conquista di quote di mercato della Rete. Riuscire a mettere le mani su Yahoo significherebbe accaparrarsene utenti, azionisti e inserzionisti, oltre che guadagnare posizioni nei confronti di Google;
  • Yahoo ha bisogno di un partner. AOL può essere adatto? Preso da solo forse no, ma sfruttato come testa di ponte per avere un appoggio commerciale (e magari qualcosa di più) da parte di Google (che di AOL ha una piccola quota), chissà. Però potrebbe farsi tentare anche da qualcun altro… 

Febbraio 12, 2008 Pubblicato da db | Internet, Mondo, media, news | | 2 Commenti

Spammometro

Dice che il tasso di spam nei messaggi e-mail è mediamente del 78,5%. E io che mi lamentavo del mio 70% (media degli ultimi sei mesi).

Febbraio 6, 2008 Pubblicato da db | Internet, Mondo | | 2 Commenti

Ancora un mese per Netscape

Come spiega Punto Informatico, l’addio ufficiale allo storico Navigator da parte di AOL è stato posticipato. Il decesso è atteso per il primo marzo:

Roma - Schiere di estimatori e appassionati storici della rete attendono con preoccupazione il momento in cui AOL staccherà la spina a Netscape Navigator, il pioniere dei browser, uno dei più amati navigatori della storia della rete: il primo febbraio, era stato annunciato, il respiratore sarebbe stato spento e con lui qualsiasi supporto da parte di AOL. Ma così non è.

Con una mossa non del tutto imprevedibile, AOL ha annunciato nelle scorse ore di voler estendere di un mese, precisamente fino al primo marzo, la claudicante vita del proprio software.

Non solo: proprio in questi giorni verrà rilasciato un ultimo update alla versione 9 del browser, pensato per agevolare, spiega AOL, il passaggio degli utenti Netscape ad altri browser, tra i quali viene citato anche Flock.

Gennaio 31, 2008 Pubblicato da db | Internet, Mondo, news | | Nessun Commento