Dario Bonacina

Tecnologia, cultura digitale e… altro

Redditi online e istituzioni offline

La pubblicazione su Internet dei redditi 2005 degli italiani da parte dell’Agenzia delle Entrate era destinata a suscitare polemiche e contropolemiche fin dalla sua nascita, ma nell’arco di un ponte (quello del primo maggio), questo “destino” è riuscito a superare le più nefaste aspettative: era prevedibile che l’iniziativa - ancorché fondata sull’articolo 69 del Dpr 600/1973, che consente la pubblicazione dei dati sui redditi dei contribuenti - potesse incontrare il parere contrario dei garantisti della privacy. Meno prevedibili, a mio avviso, erano le successive reazioni, che hanno mostrato ancora una volta - se mai ne avessimo sentito l’esigenza - la misura di quanto le Istituzioni di questo Stato non siano in grado di gestire le informazioni e una risorsa di comunicazione come Internet senza inciampare in ostacoli che esse stesse si pongono.

Sembra quasi una telenovela, che qui chiamerei Istituzioni Offline, per evidenziare il contrasto con la pubblicazione dei redditi online, ma anche per sottolineare quanto le istituzioni di questo Stato si dimostrino scollegate, sconnesse, e operino in modo completamente avulso dalle logiche della Rete che ormai è parte della vita di tutti noi, e che le istituzioni stesse mal utilizzano.

La vicenda, fin dalla prima “puntata” del 30 aprile, assume i connotati di un’autentica bufera. E’ mercoledì, infatti, quando l’Agenzia delle Entrate accende i motori dell’operazione trasparenza, pubblicando nel proprio sito web i dati principali (reddito imponibile, con relative imposte) delle dichiarazioni 2005 dei contribuenti italiani. Alle prime lagnanze espresse da varie fonti (associazioni di tutela dei consumatori, attuale maggioranza di governo), la direzione dell’Agenzia risponde che l’operazione è stata attuata facendo seguito a due decisioni (una del 2001 e una del 2003) del Garante della Privacy. L’Ufficio del Garante, però, si dichiara ignaro di tutto, si riunisce in Consiglio e, dopo due ore (seconda “puntata”), chiede la sospensione immediata della pubblicazione dei dati e l’Agenzia provvede, spiegando agli utenti che i dati non sono più disponibili a causa dell’elevato numero di accessi al sito dell’Agenzia e al fine di fornire ulteriori delucidazioni al Garante per la protezione dei dati personali. E qui si apre, a mio avviso, un primo aspetto non poco rilevante: l’Agenzia delle Entrate dice che per il garante della Privacy è tutto ok, mentre il Garante dice che di ok non c’è niente. Di conseguenza, una delle due Istituzioni mente, oppure ha mal interpretato i provvedimenti del Garante della Privacy. Quindi, già su queste basi ci si trova di fronte a Istituzioni che, nella migliore delle ipotesi, non sono in grado di comunicare tra loro in modo comprensibile ed inequivocabile.

Nelle ore in cui i dati sono a disposizione di chiunque abbia una connessione Internet, i dati sono consultabili e scaricabili. E com’era prevedibile (terza “puntata”), molti utenti, senza perdere tempo, li hanno immessi nel circuito peer-to-peer. Lo stop alla pubblicazione avviene quando ormai, come si suol dire, “i buoi sono usciti dalla stalla”: come spiega Alessandro Longo, attraverso eMule è possibile ottenere gli elenchi. Di cui i cittadini sembrano avere una sete inestinguibile, visti alcuni commenti che trasformano il post in una pagina di insoliti annunci economici (”qualcuno ha Viterbo?”, “Cagliari?”, “mettete Empoli”, “faenza?”, “mi serve tutta napoli e provincia”, “cerco files di Busto Arsizio”, “ragazzi mi serve torre del greco (na) urgentemente”, e così via per centinaia di commenti).

Chi non avrebbe potuto prevedere questa “fuga” di dati? Un’istituzione che non conosce Internet e le sue possibilità. O peggio ancora, che non considera Internet nel suo complesso, nella sua sottovalutata essenza di potentissimo e capillare strumento di comunicazione.

Sull’opportunità del provvedimento del Garante della Privacy, che blocca la pubblicazione degli elenchi, si può discutere quanto si vuole, così come si può discutere anche della questione che gli elenchi continuano ad essere consultabili presso i Comuni - possibilità introdotta 35 anni fa - e che la pubblicazione realizzata dall’Agenzia delle Entrate è la moderna versione di questa possibilità, che va incontro anche ai più pigri con il vantaggio di non richiedere l’identificazione. Un fatto però è certo: il provvedimento, al momento, è valido ed efficace per tutti (non solo per l’Agenzia delle Entrate). E su questo presupposto, ecco che la vicenda vive il suo momento clou (quarta “puntata”): come riferisce una notizia ANSA, la procura di Roma mette le mani sulla vicenda e apre “un fascicolo processuale, contro ignoti, ipotizzando il reato di violazione della privacy”. Ignoti? Perché, non si sa chi è stato a rendere pubblici gli elenchi con i dati delle dichiarazioni 2005? Non è stata l’Agenzia delle Entrate diretta da Massimo Romano, con il benestare del vice-ministro Vincenzo Visco?

Il nocciolo dell’intera questione, si legge ancora nella notizia dell’agenzia di stampa, sembrerebbe essere spiegato dall’ipotesi di lavoro degli inquirenti diella Procura:

La pubblicazione di dati, anche non sensibili (come ad esempio sono quelli sulla razza e sulla religione) è comunque sottoposta a cautele e modalità che non espongano a rischi i contribuenti. Secondo la stessa ipotesi di lavoro, se è vero che l’accessibilità a dati relativi ai redditi denunciati è regolamentata dalla stessa legge invocata dal vice ministro dell’Economia Vincenzo Visco, è altrettanto vero che la loro indiscriminata pubblicazione, ed internet è un veicolo di grande divulgazione, non solo non è consentita, ma potrebbe causare numerosi problemi, proprio per l’esposizione della posizione finanziaria, ai firmatari dei modelli 730 e 740.

Ignoti, o meglio innumerevoli, sono invece gli utenti che anche in questo momento si stanno scambiando i file con gli elenchi delle varie città come se fossero figurine. E alla cui opera si stanno aggiungendo anche alcune fra le più importanti testate giornalistiche nazionali, che però sembrano voler pubblicare i dati più per alimentare il gossip che per reali intenti di trasparenza: sul Sole 24 Ore, ad esempio, i dati vengono pubblicati in forma di classifica con un disclaimer che recita “I dati qui di seguito pubblicati non sono ufficiali. Si tratta di una elaborazione dei file scaricati dalle reti peer-to-peer di cui non possiamo garantire la completa autenticità”. E’ infatti possibile che gli elenchi circolanti nei circuiti P2P possano essere manipolati e taroccati, quindi la testata pubblica informazioni senza avere la reale possibilità di verificarne l’attendibilità. Insomma, i giornali potrebbero consapevolmente pubblicare anche delle bufale.

L’operazione trasparenza, a prescindere dalla sua opportunità, è sfuggita di mano alle persone e agli enti che l’hanno promossa e condotta. E ciò - a mio avviso - indica una cosa sola, e cioè che all’interno delle istituzioni italiane esiste ancora un digital divide culturale che ancora è duro a morire.

Maggio 3, 2008 Pubblicato da db | Internet, Mondo, news | | 5 Commenti

Google, arte messa da parte

Oggi il logo nella homepage di Google ha come sfondo un mazzo di tulipani cromati. Un’opera dell’artista kitsch Jeff Koons. Cliccandovi sopra, vengo portato alla pagina iGoogle - Temi d’artista, che mi spiega “cosa succede quando l’arte irrompe sull’home page di Google” (curiosità che, peraltro, non ho mai avuto). E qui faccio una grande scoperta artistica:

Ora puoi personalizzare la tua pagina Google con sfondi realizzati da artisti di fama internazionale. Puoi inoltre aggiungere alla pagina la tua email personale e la tua selezione di notizie, giochi e molto altro, per renderla tanto utile quanto bella.

Questa “galleria d’arte” offre opere che portano firme altisonanti, ma la parola “arte” qui ha un’accezione di spettro eccessivamente ampio e chi si aspettava un artista convenzionale (un pittore o uno scultore, ad esempio), rimarrà deluso: il primo nome è quello di Dolce & Gabbana (stilisti), a seguire ci sono Philippe Starck (architetto e designer; è impietoso dirlo, ma i suoi sanitari sono richiestissimi), i Beastie Boys (band hip hop), i Coldplay (band pop-rock), Yann Arthus Bertrand (fotografo), Tezuka Osamu (fumettista e animatore, di cui mi permetto di citare Astro Boy), il già citato Jeff Koons e Anne Geddes (fotografa).

Alcuni temi sono effettivamente accattivanti, ma personalmente mi trovo benissimo con una pagina iGoogle asettica, senza fronzoli e veloce da visualizzare. Se ho voglia di arte, quella vera (l’amante gelosa di Emerson), so già dove trovarla.

Aprile 30, 2008 Pubblicato da db | Internet, media, news | | Nessun Commento

PI Lavoro: pronti, partenza… via!!!

Parte oggi PI Lavoro di Punto Informatico, una nuova piattaforma che nasce da un progetto pensato - uso le parole della presentazione - per cambiare le regole della ricerca e della domanda di lavoro nell’ICT in Italia e offrire un servizio alla comunità degli sviluppatori, dei professionisti ICT, dei tanti free lance che popolano il mondo dell’informatica italiana.

Non è cosa da poco: come potete capire all’orizzonte c’è un obiettivo ambizioso, che non può fare a meno di un elemento fondamentale, la collaborazione.

PI Lavoro parte ufficialmente ora, ma (come in una sorta di “prevendita”) è stato preannunciato la scorsa settimana agli utenti della community di PI, che hanno potuto cominciare ad inserire i propri dati. E il risultato iniziale è molto promettente: i curriculum vitae arrivati in questi giorni sono quasi 400. E questo numero indica una fattore molto importante: PI Lavoro sta riscuotendo fiducia.

Dalla nota pubblicata oggi:

Tre i nodi fondamentali di PI Lavoro: non vengono inseriti né diffusi dati personali, non ci sono costosi abbonamenti di accesso perché la piattaforma si utilizza solo quando serve e punta tutto sulla riduzione dei costi e alla fruibilità, e i curriculum inseriti sono a scadenza. Questo significa che non rimarranno mai a disposizione CV di persone che non sono più interessate ad offrire le proprie competenze, perché ogni mese chi ha inserito il proprio CV dovrà confermare la propria disponibilità.

Contribuite anche voi a fare conoscere, ad utenti e aziende, questa nuova soluzione “job 2.0″.

L’invito vale per tutti. Perché oggi, o domani, potreste averne bisogno.

Aprile 18, 2008 Pubblicato da db | Internet, media, news | | Nessun Commento

Numeri da webusiness

E’ possibile incassare 2,6 milioni di dollari (quasi 1,7 milioni di euro) a fronte un investimento di soli 280 dollari, per di più dilazionato in 14 anni?

Possibile è possibile. Il “come” chiedetelo a Chris Clark: nel 1994, agli albori del world wide web e dell’e-commerce, ha registrato il dominio pizza.com, nella speranza di poterlo rivendere - attraverso la propria società di consulenza - ad un’azienda del settore, “a pizza firm”, come spiega BBC News.

Nessuna pizza firm si è però dimostrata interessata al dominio, ma Clark - che nel 2000 ha ceduto l’attività - ha continuato a tenersi il suo pizza.com, pagandone il canone annuo di 20 dollari e sfruttandolo a scopo pubblicitario. Dopo 14 anni, quando ha sentito che il dominio vodka.com era stato ceduto per 3 milioni di dollari nel 2006, ha pensato di metterlo all’asta. La prima offerta è stata di 100 dollari. L’ultima, quella decisiva, di 2,6 milioni.

E tu, che dominio avresti registrato negli anni ‘90?

(via Punto Informatico)

Aprile 6, 2008 Pubblicato da db | Internet, news | | 3 Commenti

Expo 2015: un altro portale è possibile

L’Expo 2015 è stato appena assegnato a Milano e già spuntano alcune piccole magagne. Intendiamoci, al momento non si tratta di nulla di critico e irrimediabile: si tratta di aspetti comunicativi e mediatici, che riguardano il modo in cui l’evento viene presentato su Internet.

Il sito ufficiale, innanzitutto, pecca di cacofonia sintattica fin dal dominio: www.milanoexpo-2015.com. Il primo ad accorgersene è stato Marco Camisani Calzolari, osservando quanto sia improponibile e poco pronunciabile quel dominio con il trattino (già mi vedo scene del tipo “a che indirizzo lo trovo?” “vuvuvvù punto milano expò tutto attaccato trattino duemilaquindici scritto in cifre punto com” “eeeeeeeehhh??? trattino quello col meno o quello basso? ma dovevano proprio scriverlo così??”).

Ci sarebbe parecchio da dire anche sui contenuti: quando MCC ha scritto il suo post (ma anche il giorno dopo), il portale ancora non dava alcuna comunicazione sul fatto che Milano si fosse aggiudicata l’Expo. Un po’ di tempestività non avrebbe certo guastato, vista la portata dell’iniziativa.

Ma anche la forma non è esattamente il massimo: lunedì sera, nei commenti al post di MCC, ho scritto che - nell’insieme - il portale mi ricorda il fu portalone turistico Italia.it e vedo che la mia impressione è largamente condivisa, tanto che Lo Spremiagrumi boccia senza appello il nuovo portale dell’Expo 2015:

gia col sito italia.it avevamo fatto ridere il resto del mondo, questa volta riderà il resto dell’universo, apriamo una petizione per farlo chiudere, per farlo rifare … voglio un risarcimento morale … rovinate l’immagine del paese con queste operazioni di basso profilo!!!

Ed ecco che MCC riparte lancia in resta e da’ un seguito a questo grido di doloro, lanciando un’iniziativa (che secondo me stava già maturando) quantomai opportuna: Facciamo tutti insieme il sito dell’Expo 2015.

Un sito creato dalla blogosfera italiana sappiamo che sarà un ottimo prodotto, moderno, aperto e sempre aggiornato.
Organizziamoci con gli strumenti che conosciamo, creiamo un team forte, efficiente e strutturato, facciamoci pagare e poi dividiamo equamente/socialmente.

L’opera è importante e imponente, ma il tempo e le risorse per fare le cose bene, con criterio e qualità, non mancano di certo!

SPIGOLATURE

Apro qui una sezione con qualche appunto, ma credo che prima o poi nascerà qualcosa di più organico (un newsgroup, un blog), se segnalazioni e critiche costruttive aumenteranno.

L’ortografia è un’opinione? No, ma come sottolinea Aghost (qui e anche nei commenti di questo post), l’utilizzo degli accenti non è proprio da Accademia della Crusca...

Comunque nei testi l’accento è utilizzato in modo corretto (si scrive perché, non perchè).

Aprile 2, 2008 Pubblicato da db | Internet, Mondo, media, news | | 11 Commenti

Oggi pesce

(immagine tratta da Wikipedia

Cosa si saranno inventati oggi i media come pesci d’aprile?

(seguiranno aggiornamenti)

Aprile 1, 2008 Pubblicato da db | Internet, Mondo | | Nessun Commento

Della “chance” perduta

Doppia citazione, più un’aggiunta del sottoscritto

Vittorio Bertola riprende da Repubblica.it un titolo ortograficamente non corretto, sottolineando l’errore:

repubblica-veltroni-ortografia.png

Dopo un’oretta, la testata corregge il titolo. Lo rileva Stefano Quintarelli, che commenta “Nel dubbio ortografico, è più facile cambiare frase”:

Un refuso può capitare, ma la virata sull’italiano fa pensare anche a me - come a Stefano - che non si sapesse bene dove mettere quella H. Ma anche non sapendo bene come scrivere la parola chance (problema risolvibile anche in Rete, grazie a Google e ad un’infinità di altre soluzioni), dal momento che l’articolo cita Newsweek, perché non dargli un’occhiata?

chance.jpg

Marzo 30, 2008 Pubblicato da db | Internet, Mondo, media, news | | 2 Commenti

Fumo negli occhi

Dal post La fiera dei luoghi comuni di Roberto Dadda:

Da ieri la versione di Google del Regno Unito ha lo sfondo nero.

Dicono di volere richiamare l’attenzione sul problema del risparmio energetico. Peccato che nei video LCD, la stragrande maggioranza, la retroilluminazione resta comunque accesa e il mantenimeto di un pixel al nero consuma molta più energia di quanto non consumi un pixel bianco!

In altre parole per sensibilizzare gli inglesi sul problema del consumo energetico li si porta a consumare più energia. Bizzarro!

Sottoscrivo e aggiungo che non ho ancora capito se questa trovata dal black background è frutto di ignoranza, oppure è semplicemente un modo per conquistare il consenso delle persone poco competenti in materia. Già, perché per raggiungere questo obiettivo è molto più facile paragonare lo sfondo nero ad una luce spenta, che offrire una spiegazione completa di come stanno realmente le cose (che in questo caso non è poi così complicato).

Nel medesimo post, Dadda sottolinea poi quanto sia stato gonfiato a dismisura l’allarmismo sulla mozzarella di bufala campana e, tra le righe, c’è un suggerimento per fare un buon affare:

In un bellissimo negozio del centro di Milano ieri mi sono comperato due mozzarellone di bufala campana ad un terzo del prezzo al quale mi erano state vendute l’altro ieri perché la gente non la compera più per via del fatto che in qualche allevamento sono stati trovati 3 picogrammi/grammo di diossina più del permesso senza tenere conto che si tratta comunque di una quantità infinitesima e che di diossina probabilmente ne assumo molta di più passeggiando per Milano e mangiando salmone e maiale. Quello che davvero è pericoloso nella mozzarella, se si esagera, è il grasso e per esagerare basta mangiarne MOLTO meno di quanto non renda pericoloso consumarla anche con la diossina a 6 pg/g (il valore massimo riscontrato a fronte di un massimo consentito nei latticini di 3).

Se i prezzi sono scesi così anche nei negozi della mia zona, domani vado a comprarmi anch’io un paio di mozzarellone (il pesce lo mangiavo anche prima).

Marzo 30, 2008 Pubblicato da db | (dis)informazione, Internet, Mondo, media | | Nessun Commento

Maldestro e comico, ma comunque da evitare

Ho già parlato in varie occasioni di phishing, ossia di quei messaggi di posta elettronica spediti massivamente per carpire dati sensibili (coordinate bancarie, numeri di carta di credito, credenziali di autenticazione, eccetera). E’ vero che ogni tanto capita di imbattersi in alcuni phisher davvero scaltri, ma mi è capitato di citare - anche su queste pagine - vari casi di phishing maldestro, in cui il truffatore confeziona talmente male le sue mail truffaldine che cascarci è un’impresa da utonti. Quella che ho ricevuto oggi, però, va oltre e mi fa sbellicare dalle risate:
malmacom.jpg

A parte il fatto che si tratta della classica traduzione automatica (che sarebbe inutile, se il mittente fosse effettivamente Poste Italiane), anche Thunderbird - il mio client di posta elettronica - nutre fondati sospetti che il messaggio in questione “possa essere un tentativo di frode”. Ma per tutti quei messaggi che possono generare dubbi nell’utente, ricordo una cosa fondamentale: un istituto bancario, una compagnia di assicurazion, Poste Italiane o altre organizzazioni non chiederebbero mai all’utente una conferma dei dati personali attraverso un link in una mail.

Quindi, se ricevete mail del genere, cestinatele. Prima, però, vi invito ad inoltrare una segnalazione alla Polizia Postale e delle Comunicazioni e ad Anti-Phishing Italia. Il phishing è un reato e chi se ne rende colpevole rischia l’arresto.

Marzo 29, 2008 Pubblicato da db | Internet, media, truffe&bufale | | 2 Commenti

Vista? Service Pack 1? Ma che fretta c’è?

 Da Punto Informatico, oggi:

Vista SP1 bisticcia con alcuni driver Intel

Vista SP1 incompatibile con un driver Intel molto diffuso

Roma - Nella lista dei driver con cui il Service Pack 1 (SP1) di Windows Vista non va d’accordo c’è anche quello del chipset 945G Express di Intel, un componente assai diffuso sui PC consumer.

Questo chipset con grafica integrata viene oggi impiegato da praticamente tutti i maggiori produttori di PC, e lo si trova su centinaia di modelli di desktop e di notebook. Microsoft ha fatto sapere che fino a che non risolverà l’incompatibilità, gli utenti di PC basati su 945G Express non potranno installare l’SP1 via Windows Update o Aggiornamenti automatici.

Alcuni utenti dell’SP1 hanno segnalato anche altri problemi, alcuni dei quali riportati in questo post del Windows Vista Team Blog.

Io manterrei la dicitura Beta ancora per qualche mese…

Marzo 24, 2008 Pubblicato da db | Internet, Mondo, news | | 2 Commenti

Blogbabel dice basta

Non so se la temporanea sospensione di Blogbabel (di cui ho appreso tramite Mantellini) sia una trovata pubblicitaria, come osserva Dario Denni. L’attività di BB, che la si apprezzi o meno, resta uno studio e un progetto interessante. Non voglio entrare nei dettagli di ciò che sta dietro al bailamme della vicenda, mi domando solo se qualcuno non stia soffrendo di ansia da prestazione.

P.S.: ma adesso qualcuno volterà pagina e rivolgerà la propria attenzione verso Wikio? Riconsidererà Technorati?

Marzo 23, 2008 Pubblicato da db | Blogosfera, Internet | | 3 Commenti

Elitel sta svanendo

Dopo un periodo alquanto tormentato, Elitel - operatore di telecomunicazioni appartenente al gruppo ViveLaVie - è in agonia: per la società, in liquidazione stando a quanto reso noto da un comunicato sindacale, è previsto un progetto di concordato preventivo presso il Tribunale di Milano, mentre presso quello di Roma pende un progetto di concordato preventivo per Elitel Telecom SpA. Anche in casa ViveLaVie la situazione è tutt’altro che facile: ViveLaVie, dalla scorsa settimana, in base ad un provvedimento emesso dal Tribunale di Milano a seguito di un ricorso presentato in base all’art. 2409 del Codice Civile, risulta essere sottoposta all’attività di controllo di un amministratore giudiziario, finalizzata a chiarire determinati episodi di gestione della Società.

Nel frattempo, Plexia - operatore di comunicazioni con sede a Genova - ieri ha diffuso un comunicato stampa annunciando di aver rilevato da Elitel i suoi 20mila clienti business.  Tra questi clienti non sembrano rientrare gli utenti consumer, ossia i privati (e a quanto pare ne esistono ancora, anche se in dichiarate situazioni di difficoltà, come si legge qui), ma non è chiaro nemmeno se nei numeri del porting tra Elitel e Plexia rientrino anche gli utenti dei servizi di posta, o i clienti di servizi di hosting e housing.

Oggi chi cerca il sito www.elitel.it / www.elitel.biz (domini storicamente legati al gruppo di cui portano il nome), viene condotto ad una subdirectory del sito Plexia.com. Elitel sta dunque scomparendo, anche dal web. Quindi, se qualcuno oggi non sapesse più a chi rivolgersi per capire come regolare (ripristinare o cessare) il proprio rapporto con Elitel, credo non possa fare altro che rivolgersi a Plexia, dal momento che l’azienda - nella pagina web a cui si giunge digitando www.elitel.it - dichiara:

PLEXIA acquisisce la titolarità dei contratti di Elitel S.r.l.

A seguito della cessione del business commerciale di Elitel S.r.l. a PLEXIA S.p.A., quest’ultima diventa titolare del vostro contratto, senza variare in alcun modo le condizioni generali sottoscritte.

In bocca al lupo, dunque, agli ex utenti Elitel e a Plexia!

Marzo 18, 2008 Pubblicato da db | Internet, Mondo, TLC, news, telefonia | | 5 Commenti

FTTH, per dare propulsione all’economia italiana

Negli ultimi anni  Cinquanta la politica ha ritenuto essenziale, per lo sviluppo economico del Paese, realizzare l’Autostrada del Sole. Nel 1964 il presidente Moro ha inaugurato l’Autostrada del Sole. Ecco: il costo di una rete in fibra, che colleghi tutte le abitazioni di tutti gli italiani, quindi un progetto enorme, capillare, costa - probabilmente - circa come l’Autostrada del Sole. Probabilmente meno. E sarebbe un motore che darebbe una propulsione enorme all’economia italiana.

(Stefano Quintarelli)

Io stasera, nel giro di due ore, ho avuto l’ADSL di casa a singhiozzo. Tempo di connessione complessivo: 32 minuti (nell’arco di due ore). Alle 20.30 mi ha abbandonato del tutto (ora sono in dial-up con il fido modem a 56 kbps).

Ultimamente la cosa si ripete con una certa frequenza. Con un’infrastruttura di telecomunicazioni in queste condizioni, dove vogliamo andare, noi italiani?

Marzo 17, 2008 Pubblicato da db | Internet, Mondo, TLC, tecnologia | | 1 Commento

Wikiteca

Qualche giorno fa alcuni giornalisti dell’Observer, parlando del blog di Beppe Grillo, sono riusciti a prendere fischi per fiaschi. Ma non compatiamo le testate estere, guardiamo anche le nostre: PdA segnala quella che definisce una nuova imperdibile chicca di Corriere.it, contenuta in un articolo che parla del raduno dei wikipediani italiani: 

Un vertice nazionale per i redattori della biblioteca di Internet che in numero di contatti supera anche YouTube

Son tanto prolifici, i wikipediani, che il debutto è lontano, ed è cosa remota, superflua, vacua. Finanche per i novizi. Tipo «Pietro Dn» e «Ramac», 13 e 14 anni. «L’esordio? Boh. Deve sapere che spediamo un’infinità di informazioni tecniche che traduciamo dall’inglese ». Ah. E le vostre mamme lo sanno?

E io che pensavo che fosse un’enciclopedia ibera. Ma secondo voi, tra i due vocaboli che riporto qui sotto (definizioni tratte dal dizionario De Mauro), quale definisce meglio Wikipedia, fermo restando l’aggettivo virtuale?

bi|blio||ca
s.f.
1 AU sala o edificio in cui sono raccolti e ordinati i libri destinati a consultazione, lettura, studio e sim.: studiare, far ricerche in b.; b. civica, nazionale, capitolare, universitaria | estens., raccolta ordinata di libri: b. pubblica, privata, di famiglia | fig., spec. scherz., b. ambulante, vivente, persona eruditissima e che sa tutto
2 BU collana di libri simili per argomento e formato o destinati a un pubblico particolare: b. dei classici, dei libri per ragazzi
3 BU libreria, mobile a scaffali per la collocazione dei libri

en|ci|clo|pe||a
s.f.
1 AD opera che raccoglie ed espone organicamente tutto il sapere o specifici ambiti di esso: e. sistematica, organizzata secondo un ordine logico; e. alfabetica, organizzata secondo l’ordine alfabetico | solo sing., per anton., spec. con iniz. maiusc., l’Encyclopédie francese di Diderot e d’Alembert | BU enciclopedismo, cultura enciclopedica
2 CO fig., scherz., persona di vastissima cultura: essere un’e. ambulante
3 TS ling., insieme delle esperienze e conoscenze acquisite che integrano la competenza linguistica del parlante

Marzo 11, 2008 Pubblicato da db | Internet, media, news | | 1 Commento

Mario??

Chi mi conosce sa che le classifiche relative ai blog - che osservo con rispetto - non generano in me interessi particolari, ne’ tensioni o aspettative.

Però mi sembra che quella dell’Observer sia condita di imprecisioni. Un esempio:

“Grillo’s name for Mario Mastella, leader of the Popular-UDEUR centre-right party, is Psychodwarf.” 

(via Wittgenstein)

Marzo 10, 2008 Pubblicato da db | Internet | | 2 Commenti

I Nine Inch Nails in Creative Commons

Dopo l’iniziativa dei Radiohead, che hanno deciso di distribuire online il loro ultimo ultimo album a prezzo libero, ecco che i Nine Inch Nails mantengono la promessa (ne avevo fatto cenno qui) e - come annuncia trionfalmente Lawrence Lessig - rilasciano il loro nuovo lavoro con licenza Creative Commons. In verità, il lancio dell’album Ghosts I - IV è alquanto articolato: nel sito dedicato al loro ultimo lavoro, i NIN offrono svariate opzioni a fan e curiosi che lo vogliono ascoltare.

L’aspetto più interessante riguarda Ghost I, ossia le prime nove tracce (l’intero album è composto da 36 brani), per le quali viene concesso il download gratuito. Questa opzione, anche se non comprende l’intero album, dovrebbe essere in grado di accontentare i palati e le orecchie più esigenti. I NIN dichiarano infatti:

Your free download includes:

- High-quality MP3 files

- 100% DRM-free, playable on any device capable of playing MP3s.
- encoded with LAME at 320 kbps.

- A 40-page PDF book covering the whole release
- The digital extras pack, with wallpapers, icons, and other graphics for your computer, website, profile, etc.

Anche fra le altre opzioni di vendita, comunque, ci sono possibilità interessantissime: l’intero album Ghost I - IV, con tutti i 36 brani, è disponibile in download al prezzo di 5 dollari (3,2935 euro al cambio odierno). Stessa qualità, sempre DRM-free, possibilità di riproduzione con e senza iTunes. Chi vuole l’edizione “standard” in doppio CD spende 10 dollari (poco più di 6,5 euro), poi ci sono le edizioni DeLuxe (75 dollari) ed Ultra-DeLuxe (300 dollari) per i fan che non vogliono rinunciare alle reliquie.

La prima opzione è dunque un assaggio di buona qualità e se il motto chi assaggia ritorna corrisponde a verità, i NIN potrebbero presto guadagnare nuovi fan disposti ad acquistare anche gli altri brani dell’album. In effetti l’iniziativa è già un successo quantomeno a livello di hype, come riferisce una nota sulla pagina che descrive le opzioni di vendita:

NOTICE: We are experiencing an extremely high volume of traffic and orders right now. We are working nonstop to improve site performance. If you have any problems attempting to order or download, please try again later today. Thanks for your patience.

Niente da dire, la musica è cambiata.

Marzo 3, 2008 Pubblicato da db | Internet, Mondo, media, news | | 1 Commento

WiMax, adesso inizia il bello?

Questa settimana si è conclusa la gara per l’assegnazione delle licenze WiMax. Dal punto di vista dello svolgimento, è stata una gara piena di sorprese:

  • nonostante i timori iniziali, giustificati almeno in teoria, le licenze non sono state assegnate ai “soliti noti”;
  • ha riscosso un successo inaspettato, raccogliendo oltre 136 milioni di euro (+176% sulla base d’asta);
  • Telecom Italia si trova solo al quarto posto nella claissifica degli investitori.

Nel mio articolo ho già avuto modo di dire come AriaDSL, ritenuto un outsider, abbia avuto in realtà un ruolo da protagonista, forte del supporto finanziario del fondo Gilo Ventures dell’israeliano Davidi Gilo, imprenditore che nel 1999 vendette per 1,6 miliardi di dollari la sua DSP Communications (con sede a Cupertino) ad Intel, consentendole di accelerare lo sviluppo di chipset 3G per la telefonia mobile. Il finanziere sembrerebbe avere dunque il pallino delle TLC, anche se ha cambiato settore.

La leggenda narra che mister Gilo ami l’Umbria e vi trascorra da anni le proprie vacanze. Volendo dotare la propria abitazione di connettività broad band, si sarebbe rivolto ad AriaDSL. Evidentemente un abbonamento non gli deve essere sembrato sufficiente e così ha rilevato il 75% del capitale dell’azienda.  

Battute a parte, è lecito chiedersi se il mattatore del WiMax sia davvero Davidi Gilo con la “sua” AriaDSL, oppure se il suo provvidenziale intervento sia l’espressione dell’interesse di altri soci nel business del broad band wireless italiano.

Staremo a vedere. Così come assisteremo con attenzione al modo in cui gli aggiudicatari delle licenze concretizzeranno i loro programmi e manterranno la promessa di portare il broad band laddove oggi non c’è. E, soprattutto, a quali condizioni (tecniche ed economiche) si proporranno agli utenti.

Febbraio 29, 2008 Pubblicato da db | Internet, TLC, media, tecnologia, telefonia | | 1 Commento

Lettera aperta a Bruno Vespa

Dopo la puntata del 21 febbraio di Porta a Porta, la Rete ha profondamente riflettuto e oggi risponde con una lettera aperta a Bruno Vespa.

Oggetto: Lettera aperta su Blog, Internet e mass media

Egregio Dott. Vespa,

Internet raggiunge nel mondo oltre un miliardo di utenti e in Italia circa 24 milioni di persone. Ogni giorno nascono circa 120.000 blog, per un totale di oltre 100 milioni di blog in tutto il mondo. Nel solo 2007, 44 milioni di persone si sono avvicinate con un ruolo partecipativo al più grande fenomeno sociale, culturale e democratico della storia recente,

In molti paesi autoritari i blogger difendono la libertà d’espressione e la democrazia sfidando la repressione e, talora, andando in prigione per questo. Nei paesi democratici i blogger estendono la libera circolazione delle idee, la comunicazione comunitaria e in definitiva la partecipazione alla vita sociale.

Il blog è diventato uno strumento di comunicazione di massa; piu’ del 25% della popolazione del Canada e del 20% di quella del Regno Unito partecipano a “reti sociali” basate su Internet. In Italia si stimano oltre mezzo milione di blogger, in maggioranza non adolescenti ma giovani e adulti. Sono noti blogger anche alcuni esponenti politici italiani (ricordiamo tra i vari l’on. Gentiloni, l’on. Di Pietro, l’on. Letta, l’on Pecoraro Scanio, l’on Lanzillotta, l’on Storace, l’on. Santachè, …), inclusi candidati premier alle prossime elezioni, e ben un terzo dei parlamentari britannici (incluso il primo ministro).

Ci sembra che demonizzare i blog e il social networking, che sono fondamentalmente espressione di libertà, di democrazia e di socializzazione, sia negativo e antistorico. Ancora peggio è criminalizzare i blog - come cercano talora di fare i paesi autoritari per giustificare le loro censure - solo perchè alcuni - giovani o no - lo usano male. Ci sembra che la trasmissione da lei curata del 21 febbraio 2008, peraltro dedicata ad un altro tema, abbia purtroppo (crediamo involontariamente) generato un sospetto generalizzato verso i blog e il social networking, se non addirittura verso la comunicazione via Internet. Sarebbe, a nostro parere, un errore grave analogo a quello di alcuni intellettuali aristocratici che, tanto tempo fa, condannavano in blocco la televisione perchè … fa male ai bambini e toglie anche del tempo prezioso agli adulti per leggere libri e giornali…

Internet, il social networking e i blog non sono solamente un fenomeno sociale, culturale e politico di enorme importanza. Sono anche diventati i servizi trainanti di un settore economico centrale e strategico per lo sviluppo economico delle economie avanzate: le telecomunicazioni. Le telecomunicazioni sono infatti da un lato un settore a sè stante - che di per sè porta ricchezza e occupazione qualificata e genera fenomeni finanziari economici di prima grandezza - e dall’altro sono un fattore propulsivo decisivo per l’economia nel suo complesso, e in particolare per la diffusione dell’innovazione presso le aziende e le famiglie.

La Commissaria UE Viviane Reding ha piu’ volte ricordato che ben il 50% della crescita del PIL europeo e’ legata allo sviluppo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (ICT), di cui Internet costituisce la spina dorsale. Anche il recente rapporto Attalì per lo sviluppo economico della Francia è pervaso da iniziative di impulso alle tecnologie della informazione e telecomunicazione.

In Italia purtroppo l’economia cresce meno dei nostri omologhi europei anche perché le telecomunicazioni sono nelle posizioni di coda nelle graduatorie internazionali, come del resto lo è la televisione digitale (terrestre, via Internet e via satellite). La scarsa diffusione della banda larga è forse l’indice più significativo della nostra arretratezza nel settore decisivo delle tlc.

Secondo i recentissimi dati diffusi dall’organizzazione degli operatori TLC europei ECTA, il quadro italiano relativo alla banda larga è il seguente:

1. Diffusione della banda larga: L’Italia (16,5) si sta allontanando dalla media UE (19, 8) ed è sempre più distante dai paesi comparabili come Francia, UK, Germania. Siamo lontanissimi, ovviamente, dai paesi nordici. Nell’Europa dei 15 siamo superati anche dall’Irlanda, e seguiti da vicino dal Portogallo. In sostanza, la banda larga in Italia è meno diffusa che in altri paesi, a prescindere da circostanze di omogeneità industriale e sociale.

2. Crescita della banda larga nel periodo settembre 2006-settembre 2007 : In Italia vi è stata una crescita del 3%, bassissima se paragonata con altri paesi comparabili, dove la crescita si attesta tra il 5% ed il 10%.

I dati italiani sono gravi non solo perché riflettono una situazione peggiore di altri paesi, ma anche perché indicano la difficoltà del Paese nel recuperare il gap. Anzi, la distanza con il resto d’Europea si va accentuando.

Una corretta comunicazione sui mezzi di informazione di massa riguardo le tecnologie ICT potrebbe contribuire in modo importante ad avvicinare sempre più persone alle telecomunicazioni, ad Internet e all’informatica con ricadute positive per l’intero sistema.

Vorremmo sottolineare che Internet è oggi il principale sistema di comunicazione mondiale assieme alla rete telefonica fissa e cellulare, e rispetto a queste ultime è molto più esteso nelle funzionalità. Come la rete telefonica, Internet viene impiegato per comunicazioni lecite come per quelle illecite. La differenza è che le comunicazioni e le funzionalità di Internet sono nella grande maggioranza dei casi pubbliche e rendono così visibili anche gli usi banali, deviati o addirittura illegali e criminali che purtroppo, proprio per la loro maggiore visibilità in rete, vengono additati come peculiari solo di Internet. Mai nessuno però, giustamente, ha pensato di criminalizzare in maniera generica la rete telefonica, pur essendo noto, antico, esteso e grave l’uso illecito e criminoso delle reti fisse e mobili, come è testimoniato dalle intercettazioni telefoniche rese pubbliche in diverse occasioni.

Discutere pubblicamente dei problemi sociali che Internet inevitabilmente riflette e, fortunatamente, spesso svela al pubblico, è importante ma va fatto mettendo nella giusta relazione gli effetti e le loro cause ed evitando considerazioni semplicistiche e condanne aprioristiche del mezzo.

Secondo noi è importante che non si criminalizzi la rete e che anzi se ne promuova l’uso e la diffusione estesa. La criminalizzazione di Internet tende a confondere gli effetti con le cause e non permette di affrontare adeguatamente i problemi negativi - sociali o criminali - che tutti desideriamo combattere. Una disinformazione su Internet non ne rallenterà la diffusione presso il pubblico competente ma ne frenerà l’adozione e la conoscenza proprio nel pubblico più bisognoso di informazione, spostando in là nel tempo l’occasione di far crescere questo Paese.

Viceversa, una corretta e approfondita informazione può contribuire decisivamente a massimizzare i benefici di Internet e a ridurre invece gli effetti negativi dei nuovi sistemi di comunicazione.

Fiduciosi che in futuro vorrà considerare anche i benefici di Internet e delle telecomunicazioni e non solo i problemi sociali, anche gravi, che essa rivela, le manifestiamo fin d’ora la nostra disponibiiltà a partecipare a un confronto su questi temi che a nostro parere sarebbe importante trattare in maniera approfondita e positiva in una delle prossime trasmissioni che a nostro parere sarebbe opportuno programmare e alla quale, se lei desidera, siamo pronti a dare il nostro contributo di esperienza e competenza.

Restiamo a sua disposizione per ogni eventuale chiarimento e approfondimento e nel frattempo Le porgiamo i nostri più cordiali saluti.

Marco Camisani Calzolari, Blogger, Imprenditore, Chairman Speakage
Gildo Campesato, Giornalista, Direttore del Corriere delle Comunicazioni
Mario Citelli, Blogger, Imprenditore, Direttore Beltel - Mensile di attualità per l’industria ICT
Lele Dainesi, Blogger, Giornalista, Executive Communication Cisco Systems Italy
Luca De Biase, Blogger, Giornalista, Caporedattore Nova24 - Settimanale di innovazione de Il Sole 24 ore
Juan Carlos De Martin, Blogger, Docente Politecnico di Torino - Responsabile italiano Creative Commons
Michele Ficara, Blogger, Imprenditore, Presidente Assodigitale - Associazione Italiana Industria Digitale
Paolo Forcellini, Imprenditore, Segretario Generale Consulta Digitale Assocomunicazione - Confindustria
Alfonso Fuggetta, Blogger, Docente Politecnico di Milano
Enrico Gasperini, Blogger, Imprenditore, Presidente Audiweb - Joint Industry Committee per la rilevazione delle audience online
Enrico Grazzini, Blogger, Analista, Collaboratore Corriere Economia - Settimanale Economico Corriere della Sera
Marco Montemagno, Imprenditore, Conduttore Reporter Diffuso - Sky TG24
Layla Pavone, Blogger, Dirigente, Presidente IAB Forum - Interactive Advertising Bureau
Marco Palombi, Blogger, Imprenditore, Fondatore 1st Generation Network - Associazione imprenditori di prima generazione
Stefano Quintarelli, Blogger, Imprenditore, Past president AIIP - Associazione Italiana Internet Provider
Francesco Sacco, Blogger, Docente e Managing Director EntER - Centro studi per l’imprenditorialità - Università Bocconi
Francesco Siliato, Blogger, Docente Economia dei Media - Politecnico di Milano
Gigi Tagliapietra, Blogger, Imprenditore, Presidente Clusit - Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica
Guido Tripaldi, Blogger, Imprenditore, Presidente Voipex - Consorzio per l’interoperabilità dei servizi Internet

P.S: Ovviamente la Rete intelligente e pensante non è composta solo da questo manipolo di illustri rappresentanti, ma i firmatari di questa lettera sono fra le persone che sanno esprimerne l’essenza costruttiva. E’ possibile sottoscriverla su firmiamo.it.

Febbraio 27, 2008 Pubblicato da db | Internet, Mondo, media | | 1 Commento

Phishing dell’altro mondo

Secondo voi, il mittente di questa mail (cliccare sull’immagine per ingrandire):

  1. è un’organizzazione extraterrestre
  2. è Oronzo Canà
  3. è uno sfigato

posteitaliene.jpg

Come ho già avuto modo di dire in occasioni del genere… non serve aggiungere che Poste Italiane non manda questo genere di messaggi con link assurdi, vero?

UPDATE: forse queste ridicolaggini presto spariranno e il phishing ci spiezzerà in due.

Febbraio 25, 2008 Pubblicato da db | Internet, truffe&bufale | | 2 Commenti

Quale Internet per gli italiani?

Mentre Marco Montemagno (a blog unificati) si rivolge a Berlusconi e Veltroni chiedendo loro “quale è la vostra strategia, il Vostro programma Internet per l’Italia?” (per par condicio questa stessa domanda andrebbe rivolta a tutti i candidati premier, che ormai sono quasi una dozzina, giusto per non creare esclusioni a priori), un manipolo di imprenditori (Stefano Quintarelli, Gianmarco Carnovale, Francesco Face e Guido Tripaldi) ha creato l’agorà di Wikidemocracy, “un ambiente collaborativo e democratico che non si pone contro i partiti, ma che anzi si pone l’obiettivo di aumentare la partecipazione dal basso; usando gli strumenti che sono propri della rete, WikiDemocracy nasce per portare ai candidati le proposte programmatiche del “popolo della rete”.

Il discorso deve essere mantenuto caldo e portato alla più capillare diffusione perché, come scrive Luca De Biase centrando perfettamente (a mio avviso) la definizione:

Internet non è un medium come la tv e i giornali. E’ piuttosto un ecosistema complesso di persone che si esprimono, si connettono, conversano e si scambiano idee, notizie e approfondimenti. Dal punto di vista mediatico, internet muta profondamente forma e funzione a seconda del modo in cui viene concepita: può essere vista come uno strumento per diffondere messaggi, o come un sistema per organizzare campagne di opinione e di azione, o come un archivio di informazioni, o come una piattaforma di trasmissione per contenuti editoriali, o come un luogo nel quale si incontrano i cittadini per aiutarsi nel difficile compito di elaborare una visione dei fatti. È tutte queste cose insieme: ma è particolarmente efficace solo quando è concepito come uno strumento che, prima di tutto, serve a liberare le capacità di espressione dei cittadini.

Febbraio 17, 2008 Pubblicato da db | Internet, news, tecnologia | | 5 Commenti