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Bei tempi

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Vent’anni fa non esistevano Explorer, Firefox, Chrome, Safari o Opera. Però c’era Mosaic, il primo browser “snello” per la navigazione multimediale in Internet, di cui il 22 aprile 1993 fu rilasciata la versione 1.0.

Lo volete o lo volete?

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Il sondaggio disponibile in fondo alla homepage del sito berlusconialquirinale.org è un piccolo capolavoro di coerenza.

Spam di san Silvestro

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Ho l’impressione che l’applicazione Midnight Message Delivery – offerta da Facebook per programmare l’invio automatico degli auguri di buon anno allo scoccare della mezzanotte del 31 dicembre – oltre ad essere una soluzione fredda e sbrigativa, porterà un sacco di spam.

Un nuovo caso Mattei (si fa per dire eh)

Qualche giorno fa ho scoperto da Mante che esiste il sito web di un Matteo Renzi di Civitanova Marche (http://www.matteorenzi.com) che pubblica le mail ricevute da suoi lettori, convinti però di scrivere all’altro Matteo Renzi (http://www.matteorenzi.it). La mia personalissima impressione – ma ovviamente mi potrei sbagliare – è che l’omonimo marchigiano si avvantaggi notevolmente dal possibile fraintendimento.

Quando il gossip diventa Scienza e Tecnologia

GNews11122012

Pensatela come volete, ma se nella sezione Scienza e Tecnologia di Google News si infilano anche notizie sulla relazione tra Antonella Mosetti e Aldo Montano - semplicemente perché contengono riferimenti a Twitter Facebook - significa che nel sistema di classificazione delle news c’è ancora parecchio da migliorare.

Il battito virtuale

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Dove batte il cuore di Internet è il nome di un nuovo spazio web pubblicato da Google per mostrare al mondo i suoi Data center, da dove tutti i nostri pc, smartphone e tablet sono passati.

Un doodle per Little Nemo

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Da non perdere il doodle interattivo che oggi Google dedica a Little Nemo di Winsor McCay, a 107 anni esatti dalla sua prima pubblicazione.

Cose che tranquillizzano

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Monetine? No, grazie!

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Lo scorso lunedì il sito messicano El Deforma ha pubblicato la notizia che Samsung, in seguito alla sentenza che la obbliga a pagare ad Apple un risarcimento di oltre un miliardo di dollari per violazione dei brevetti, avrebbe iniziato a “onorare il proprio debito” in modo beffardo, inviando a Cupertino – come acconto – una trentina di autocarri pieni di monete da cinque cent.

El Deforma scrive notizie dichiaratamente di fantasia e quella dell’originale pagamento di Samsung non è che una burla, come tante altre, rilanciata in lingua inglese il giorno dopo da un post del blog JMSL (autore: Jesús M. Sánchez L.), a sua volta amplificata dall’aggregatore Paperblog (che l’ha inserita nella categoria “Satira”) e, a cascata, da 9gag (questi ultimi due siti hanno solo fatto da cassa di risonanza, non sono quindi gli autori, come invece qualcuno ha scritto).

Da qui in poi la notizia ha fatto il giro del mondo e ieri, nonostante in tutte le fonti sopra citate esistesse un’indicazione che palesava la beffa, molte testate italiane sono andate dritte per la loro strada e hanno pubblicato la “geniale trovata” di Samsung, salvo poi aggiornare la news nelle ore successive, con una smentita fornita dall’azienda coreana (decisamente non necessaria a chi avesse letto la news con un briciolo di buon senso e a coloro che avessero aperto gli occhi fin da principio sulla natura della fonte originale, o sulla frase di JMSL, che in calce alle versioni in inglese diceva “Non credete che sia reale, vero? Però vi è piaciuta”).

Nelle news, però, gli update successivi e tardivi si possono riconoscere abbastanza facilmente, e – a chi ha tempo e voglia di scorrere i vari articoli – permettono di capire chi c’è cascato mani e piedi, nonostante goffi tentativi di salvare la faccia con frasi tipo “era chiaramente uno scherzo”…

Sarebbe materiale per la serie Notizie che non lo erano di Luca Sofri.

La TV fa male

Mai lasciarsi distrarre dalla TV sembra la morale di questo video, che mostra un “incidente sul lavoro” – ripreso da tre diverse telecamere – accaduto in un bar d’oltreoceano.

La botola che si vede è quella di un montacarichi: lui non si accorge che è spalancata finché non ci casca, distratto dalla TV.

Per sua fortuna, il malcapitato non si è rotto nulla.

Cinefili del web

La realtà di oggi vista in un film di 51 anni fa ;)

Social campus

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Il titolo crolla, gli investitori se ne vanno, un social network cinese lo accusa di plagio. Al quartier generale di Facebook sembra esserci molta carne al fuoco, che potrebbe essere abbastanza alto da farla bruciare, e Mark Zuckerberg di cosa si preoccupa? Del progetto per la realizzazione del nuovo campus, affidato al primo che gli è venuto in mente (incidentalmente, uno dei più celebrati architetti contemporanei).

Dopo lunga attesa

Finalmente oggi Google mi ha invitato a fare una ricerca scrivendo a mano libera

Caldo africano?

In Sudafrica c’è la neve, per dire.

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