Buon Natale!

Buon Natale e buone feste a tutti!

Istigazione a sbattersene

Roberto Saviano, dopo il clamore suscitato da un errore grammaticale di un suo tweet, ha deciso di emulare Pirandello e Landolfi. Speriamo che se la cava.

L’intelligenza artificiale al servizio di Google Maps

Il database di Street View, il servizio web che offre visualizzazioni panoramiche su base stradale riprese delle Google-car, è formato da un enorme patrimonio fotografico di località, ognuna con strade, edifici e altre caratteristiche. Ogni immagine contiene informazioni che, racchiuse nelle matrici di pixel che le compongono, non sono accessibili senza accedervi visivamente. A meno che non si ricorra ad applicazioni di intelligenza artificiale, in grado di estrarle ed elaborarle.

Alcuni ricercatori di Google e della Stanford University dichiarano di aver sviluppato una tecnologia che permette di individuare il numero civico di un edificio dalle foto di Street View. Il primo obiettivo potrebbe essere ottenere indicazioni stradali più precise, ma i sicuramente l’azienda di Mountain View ha in serbo qualche sorprese relative ai servizi di social networking e di geolocalizzazione… (continua a leggere su The New Blog Times)

Pubblicato in news. Lascia un commento »

Obama vieta Facebook alle figlie (e allora? Fa bene)

La notizia del divieto di iscrizione a Facebook  deciso da Barack Obama per le proprie due figlie mi sembra un argomento abbondantemente sopravvalutato dai media.

In primo luogo perché la figlia minore – che ha dieci anni – non potrebbe nemmeno iscriversi, dato che Facebook, nel rispetto della legge federale, impone il requisito dell’età minima di tredici anni compiuti. Certo, questo limite può essere aggirato semplicemente dichiarando il falso (e da una ricerca al riguardo è emerso che più della metà dei minori di tredici anni che si sono iscritti lo hanno fatto con la collaborazione dei genitori), ma dalla famiglia del Presidente degli Stati Uniti è lecito attendersi un comportamento esemplare, ossia di esempio.

In secondo luogo, credo che dalla famiglia del Presidente degli Stati Uniti sia semplicemente ovvio attendersi una certa cautela in materia di condivisione di informazioni personali. Non penso al rapporto tra utilizzo di Facebook e rendimento scolastico (da un recente studio di Reynold Junco emerge infatti che utilizzano il social network per condividere informazioni e relazionarsi con altre persone ottengono risultati migliori di coloro che si limitano ad aggiornare il proprio status), ma alle verosimili implicazioni in materia di sicurezza: evitare la pubblicazione di commenti e foto che riguardano vita privata, spostamenti, incontri e altri avvenimenti (che potrebbero avere risvolti non immediatamente percepibili) è semplicemente saggio, dal momento che ci sono dei rischi anche laddove i genitori esercitano un controllo.

In realtà la notizia sembra avere un altro obiettivo. Perché renderla “notizia”, ossia perché Barack Obama ha voluto rendere pubblico il fatto di aver impedito alle proprie figlie di iscriversi a Facebook? Io credo abbia voluto trasmettere un messaggio, diretto ai genitori americani e non, una sorta di esortazione all’educazione alla responsabilità e alla consapevolezza. C’è anche la possibilità che abbia voluto trasmettere un’immagine di rigore da buon padre di famiglia, che può solo giovare In questa notizia non serve spingersi a leggere una doppia morale: è vero che Obama, sia durante che dopo la sua campagna elettorale, ha sempre fatto largo uso di Internet e dei social network come strumento di comunicazione per raggiungere anche la popolazione più attenta alle nuove tecnologie, ma questo non significa l’inesistenza di limiti ragionevoli entro i quali muoversi.

Caro Diario di Facebook…

Rivoluzione natalizia, su Facebook: annunciata oggi e presentata come Il tuo nuovo diario, sta arrivando per tutti gli utenti la Timeline, la nuova pagina che riorganizza i contenuti condivisi dagli utenti seguendo l’ordine cronologico.

Considerando inoltre che nel team di Facebook stanno migrando gli sviluppatori di Gowalla, presto potrebbero maturare i tempi per tentare nuovamente un nuovo attacco ai servizi geolocalizzati, per contrastare la leadership detenuta da Foursquare.

TG decadence


  • Augusto Minzolini ha lasciato ieri la poltrona di direttore del TG1 (che, a quanto pare, occupava con una qualifica leggermente diversa, che ne impedirebbe il licenziamento aprendo la strada del trasferimento)
  • Enrico Mentana ha lasciato oggi la poltrona di direttore del TG La7 (ma è un abbandono verosimilmente passeggero)
  • Gli italiani non credono più ai TG e cercano sempre più un’informazione autonoma tramite Internet e social network

I problemi di Roma


A colpirmi più di tutte è l’ultima dichiarazione di Federico Moccia.

Deezer arriva anche in Italia

Da domani il catalogo di musica in streaming di Deezer sarà disponibile anche per il nostro Paese.

Pubblicato in news. Lascia un commento »

Faccia da Google

Nella competizione tra Facebook e Google+ c’è sempre da aspettarsi qualche novità, anche se il primo – nato sette anni fa, al momento giusto – è difficilmente raggiungibile nel campo dei social network generalisti (ossia non orientati ad una particolare fascia di mercato). Il secondo, comunque, ha un enorme margine di crescita e studia ogni occasione per conquistare utenti. L’ultima novità si chiama Find my face (trova la mia faccia) e permette ad un utente di trovare, nelle cerchie del social network, le foto che lo ritraggono. Guardando più in là del proprio naso (e avendo già superato quello di Facebook, che aveva introdotto la stessa funzione inaspettatamente senza pensare alla privacy degli utenti), Google ha pensato bene di mantenere questa opzione disabilitata per default.

La pensione è un’opinione

Alcuni giornali oggi invitano i propri lettori a scoprire quando andranno in pensione, offrendo loro tabelle e simulatori per ottenere un risultato evidentemente indicativo, ma che più di una persona riterrà attendibile (perché l’Italia è eterogenea). Dal momento che non è affatto detto che i criteri di oggi possano essere applicati anche nel medio-lungo termine, ho dato per curiosità un’occhiata sconsolata e ho scoperto che ognuno applica un criterio di calcolo differente: Repubblica crede che io ci possa andare a 63 anni con la pensione di anzianità, il Corriere esclude che ci possa andare prima dei 66.

Facebook arruola i cervelli di Gowalla

Gowalla chiuderà i battenti a fine gennaio 2012. Mark Zuckerberg ha pensato di prosciugarla: non la acquisisce, ma ha convinto i fondatori del servizio di geosocial networking ad unirsi al team di sviluppo di Facebook. L’obiettivo potrebbe essere quello di dare nuova linfa al fallimentare servizio Places, oppure per integrare la nuova Timeline.

Agli utenti di Gowalla, il CEO Josh Williams ha promesso di fornire presto uno strumento che consentirà loro di esportare tutti i dati relativi ai propri account. Probabilmente sarà possibile importarli in Facebook altrettanto agilmente, se serviranno ancora a qualcosa…

Kindle è in vendita anche in Italia

In tempo per farsi trovare impacchettato sotto l’albero di Natale, il Kindle di Amazon è ora in vendita ufficialmente anche in Italia nella sua versione base con display da 6 pollici, al prezzo di 99 euro, con un catalogo di e-book che include 16mila titoli, che possono essere scaricati via WiFi direttamente sul dispositivo.

L’autonomia dichiarata è di circa un mese mantenendo il wireless disattivato, mentre con “il wireless sempre attivato la carica dura fino a 3 settimane”. La capacità di archiviazione è pari a 2 GB: se siete abituati a sentire parlare di smartphone e tablet che hanno almeno 16 GB, tenete comunque presente che con lo storage disponibile sul Kindle è possibile memorizzare fino a 1.400 libri.

Se avete già un account su Kindle USA e volete fare acquisti dalla libreria italiana di Amazon, nessun problema: dovete solo trasferirvi sul Kindle Store italiano, operazione che Amazon spiega sul proprio sito.

Lo sbarco del Kindle potrebbe rappresentare l’atteso sdoganamento degli e-book e la crescita di un mercato che è stato aperto lo scorso anno, ma che finora non è ancora davvero decollato. Amazon ha stretto accordi commerciali con i più importanti nomi dell’editoria – tra cui spiccano i nomi di Rizzoli, Mondadori, Gems, Feltrinelli – e tenta anche in Italia di accelerare la smaterializzazione dei prodotti editoriali (sul mercato dei contenuti multimediali il processo è già in atto da tempo). La disponibilità di un catalogo italiano e di un lettore venduto ad un prezzo che sfiora i 100 euro potrebbe rappresentare la svolta.

Follow

Get every new post delivered to your Inbox.

Join 80 other followers