Home » 2011 » settembre

Monthly Archives: settembre 2011

Asta tosta

Si prevedeva di raccogliere 2,4 miliardi di euro, ma si sono sfiorati i 4 miliardi: l’asta per le frequenze 4G – che permetteranno alle reti di telefonia mobile italiana di allargare la banda disponibile – porterà nelle casse dello Stato un po’ di risorse finanziarie in più. E speriamo che vengano davvero impiegate nelle tecnologie che spingeranno la crescita.

Uscire dal tunnel

E’ possibile che da oggi possa cambiare qualcosa, nei comunicati del MIUR:

MIUR: ZENNARO SI DIMETTE DA PORTAVOCE MINISTRO GELMINI

(ASCA) – Roma, 29 set – Massimo Zennaro ha rassegnato le dimissioni da portavoce del ministro dell’Istruzione universita’ e ricerca Mariastella Gelmini.

La decisione arriva a distanza di qualche giorno dalla gaffe del ‘tunnel tra Ginevra e il Gran Sasso’ in riferimento alla scoperta fatta dal Cern relativa alla velocita’ raggiunta da un fascio di neutrini sparati daGinevra verso il centro di ricerca del Gran Sasso.

Massimo Zennaro, contattato telefonicamente, ha spiegato che la sua decisione e’ ”irrevocabile” confermando anche di voler mantenere l’incarico di direttore generale del Miur.

iDate

La chiamata è precisa: martedì 4 ottobre, ore 10 al nr. 1 di Infinite Loop a Cupertino (California – USA, quindi alle 19 ore italiana). Tema: iPhone.

 

 

La spia nel palmo della mano

Si stava meglio quando si stava peggio: quando si diffuse la notizia della memorizzazione frequente e costante, a bordo di iPhone e iPad, della posizione dell’utente in un file non criptato e accessibile senza troppi artifici, molti puntarono il dito contro Apple, accusandola di spiare gli utenti. Poi si è scoperto che anche Google ha inserito in Android una funzione analoga, e allora tutti a dare degli spioni anche a loro, e ad interrogarsi su chi giocasse sporco.

Sta’ a vedere – mi ha detto un giorno un amico – che l’unica a salvarsi da queste accuse è Microsoft… su Windows Phone non si sono mai sentite ‘ste cose“. Adesso sì.

 

Quer pasticciaccio brutto de viale Trastevere (aka #tunnelgelmini )

Il risultato scientifico di cui ho fatto cenno nel post precedente si è guadagnato il plauso del ministro Mariastella Gelmini che, con un comunicato diffuso dall’Ufficio Stampa del ministero, ha tenuto a congratularsi con gli autori dell’esperimento (con un click è possibile ingrandire per leggerlo integralmente):

Il comunicato contiene due elementi oggettivi e non equivocabili: il primo è la paternità maternità della dichiarazione, che fin dall’incipit è attribuita alla persona del ministro, con relative virgolette (simboli che vengono appunto impiegati per non lasciare dubbi al riguardo, e poco importa se l’autore materiale sia un addetto dell’ufficio stampa). Il secondo è questa frase: Alla costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso, attraverso il quale si è svolto l’esperimento, l’Italia ha contribuito con uno stanziamento oggi stimabile intorno ai 45 milioni di euro.

Senza necessità di interpretazione della lingua italiana, chiunque sia in grado di comprendere l’espressione costruzione del tunnel tra il Cern ed i laboratori del Gran Sasso vi legge una cosa non vera, cioè che esisterebbe un tunnel che unisce il CERN – che si trova in Svizzera, a Ginevra – e i Laboratori Nazionali del Gran Sasso in Abruzzo, distanti tra loro oltre 700 km, una galleria realizzata chissà quando e nel silenzio, con buona pace di gruppi e movimenti che protestano contro lo sventramento dell’ambiente.

Non c’è alcuna metafora o semplificazione e – con buonismo interpretativo – si può eventualmente pensare ad un lapsus occorso all’autore del comunicato, che forse si riferiva al tunnel (lungo però solo un km, ma effettivamente orientato verso il Gran Sasso) percorso dai neutrini emessi dai protoni accelerati nel Super Proton Synchrotron (SPS).

Per questo motivo, il secondo comunicato con cui il ministero ha pensato di spegnere il fuoco delle polemiche con una pezza, appare solo un tentativo di free climbing on the glasses:

Ergo, si potrebbe anche discutere di quanto siano ridicole le polemiche sulla vicenda, ma dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca (e non dal Ministero della Semplificazione), ritengo sia lecito attendersi comunicazioni più autorevoli e meno raffazzonate.

“Lamiaimpresaonline”, un’occhiata dall’Antitrust non guasterebbe

Google, in collaborazione con Register, Poste Italiane e Seat – Pagine Gialle ha promosso l’iniziativa LaMiaImpresaOnLine per offrire alle aziende (in forma gratuita per il primo anno di adesione al servizio) la registrazione di un nome a dominio e uno spazio web, più altri servizi accessori caratteristici delle aziende partner del progetto.

Assoprovider ha segnalato l’iniziativa all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato perché anche questo progetto risulta espressione dell’invadenza di Google in settori “che si trovano a monte o a valle del suo principale ed originario business (i motori di ricerca) ed anche per il fatto che lo stesso progetto è stato già  realizzato in altri paesi europei e non (v. la Gran Bretagna) in cui ha avuto un esito devastante per il mercato”.

Vedremo quale seguito avrà l’iniziativa di Assoprovider, focalizzata su un tema che sfugge a molti, ma non per questo deve essere accantonato dalle istituzioni…

Neutrini come Superman

Avete presente la frase “Via, più veloce della luce!” pronunciata da Superman prima di spiccare il volo? Bene, potrebbe non essere più fantascienza: agenzie e testate giornalistiche riferiscono infatti che la velocità della luce è stata superata, secondo quanto emerso dai risultati dell’esperimento OPERA.

Nel pomeriggio di oggi, in un seminario che si terrà alle ore 16 (vi si potrà assistere anche in streaming), se ne saprà di più. Forse si riuscirà anche a capire se è vero che la velocità della luce non è un limite invalicabile, e quindi – al di là della possibilità di Superman – se la teoria della relatività di Einstein sia da rivedere.

E se ci scappa è anche peggio

Google+, pronto al social entertainment

Dopo dodici settimane, la fase sperimentale – o meglio, di field trial – è terminata: Google+, il social network lanciato da Mountain View per contrastare Facebook, da oggi è aperto al pubblico e non è più necessario accedervi attraverso il meccanismo degli inviti. I nuovi utenti beneficeranno dgli oltre 100 aggiornamenti apportati dallo staff di sviluppo in questo periodo, che suggellano l’ultima novità relativa a gli hangouts, cioè all’applicazione Videoritrovi.

La feature ora è pronta per smartphone e tablet, è già disponibile per quelli dotati di sistema operativo Android, (dalla versione 2.3), ma lo sarà a breve anche per iOS. Ma di cosa si tratta? A spiegarlo è Vic Gundotra, che a Mountain View ricopre la carica di Senior Vice President of Engineering e può essere considerato il papà di Google+:

I videoritrovi avvicinano le persone, facendole incontrare faccia faccia attraverso le videochiamate dal vivo. Fin dal primo giorno la community ha ridefinito e superato i limiti di questa funzionalità in modi strabilianti, offrendo lezioni di cucina, quiz o concerti. È nostra intenzione mantenere questo slancio e continuare a sviluppare nuovi modi di comunicare, pertanto ci auguriamo che apprezzerete la serie di novità apportate ai videoritrovi.

 Si tratta di una videochat multiutente, ma che – grazie ai nuovi videoritrovi in diretta – offre in più la possibilità di aprire la propria trasmissione ad una platea ancor più ampia di quella rappresentata dalle cerchie dell’utente. In pratica in Google+ ora è possibile aprire un canale visibile al pubblico e ciò significa che la piattaforma è pronta a fare il salto verso il social entertainment.

E’ verosimile immaginare, infatti, che questa funzione – oltre agli utilizzi domestici e familiari – possa essere vista con particolare interesse dalle community e dal mondo del business: la sua versatilità apre a vari impieghi, dalle videoconferenze aziendali alla trasmissione di contenuti multimediali.

Già mi sembra di intravedere all’orizzonte nuovi programmi televisivi (dai più casti ai più hot), ovviamente corredati da infiniti rulli di spot pubblicitari, e dal momento che esistono API (Application Program Interface) disponibili agli sviluppatori, sui Videoritrovi c’è la possibilità di costruire molto.

Lo sviluppo di Google+, quindi, è sempre in corso e in corsa. E solo ora si cominciano a vedere le prime vere innovazioni, che potrebbero dare seriamente fastidio alla concorrenza.

IVA al 21%, idee confuse?

Questo è uno di quei rari post in cui scrivo un’informazione non propriamente tecnologica, ma che molti troveranno comunque utile in seguito all’introduzione della nuova aliquota IVA al 21% in vigore da sabato 17 settembre, novità che anche tra vari colleghi ha generato dubbi e false convinzioni.

Il principio di base è che, a partire da quella data, tutte le prestazioni o cessioni con aliquota ordinaria andranno fatturate con IVA al 21%, ma esistono fattispecie particolari.

  • Fatture di acconto: se un acconto è stato incassato prima del 17 settembre, l’emissione della relativa fattura deve avvenire con aliquota al 20%, mentre la fattura di saldo – se emessa dal 17 settembre in poi – dovrà essere emessa con IVA al 21%.
  • Fatture differite: se la merce è stata consegnata con DDT entro il 16 settembre, la relativa fattura dovrà essere emessa con aliquota al 20%, proprio perché – per il principio seguito dalla norma – è la data di consegna dei beni che fa fede.
  • Note di credito: si applica sempre l’aliquota che era in vigore al momento dell’operazione oggetto di variazione (il 20% per fatture emesse con IVA al 20%).
Le tre fattispecie indicate sopra riguardano le operazioni di cessioni di beni mobili, in cui fa fede la data di consegna del bene. Per le cessioni di beni immobili, a far fede è la data della stipula. Per le prestazioni di servizi, invece, fa fede la data del pagamento o della fatturazione (se avvengono entro il 16 settembre, IVA al 20%, altrimenti IVA al 21%). Se un professionista emette una nota che anticipa una parcella (proforma, preavviso, o altra forma di comunicazione non formale che “non costituisce fattura o altro documento fiscale”), ovviamente fa fede la data della fattura che sarà emessa.
Non poche persone trascurano il fatto che l’aliquota del 21%  non viene applicata su tutto ciò che si acquista o si vende. Esistono infatti anche l’aliquota minima del 4%, che si applica ai cosiddetti beni di prima necessità (tra i quali alcuni generi alimentari, stampa quotidiana o periodica, fertilizzanti, mangimi vegetali; case non di lusso ad uso di abitazione principale, costruzioni rurali destinate ad uso abitativo, apparecchi di ortopedia, protesi, poltrone e veicoli simili per invalidi, alimenti e bevande somministrati nelle mense o in distributori automatici, eccetera) e l’aliquota ridotta del 10% (che riguarda ad esempio altri generi alimentari, acqua, legna da ardere, energia elettrioca ad uso domestico, gas metano  per usi civili fino a 480 metri cubi annui, affitto di abitazioni in edilizia convenzionata, eccetera).
Inutile dire che, a mio avviso, tutti i servizi di telecomunicazioni (telefonia, accesso ad Internet, eccetera), essendo di prima necessità andrebbero fatturati per legge al 4%.
Altre indicazioni utili si possono trovare ad esempio su Leggioggi.it, Fiscoetasse.com ed Ecodeldenaro.it.

La finestra sul tablet

Con il nuovo Windows 8 – il cui rilascio al pubblico è previsto per il prossimo anno – Microsoft si orienta con decisione verso il mondo dei tablet.

Windows 8, la sfida di Microsoft ad Apple – The New Blog Times

 

Però non ha il parcheggio

Bologna, via Rizzoli 16

Finalmente in Italia aprono un Apple Store fuori da un centro commerciale.

Ma non dovevamo vederci più?

Carol Bartz non è più CEO di Yahoo!, il presidente Timothy Morse l’ha chiamata al telefono per licenziarla e lei si congeda dai colleghi via mail.

[via Manteblog]

Hanno ammazzato il SISTRI, il SISTRI è vivo. Forse

Ho parlato troppo presto. Ma è sempre così, quando una notizia soffre di recentismo e non ha carattere definitivo: in ogni momento può accadere tutto e il contrario di tutto. Accade così anche nel caso di leggi in discussione al Parlamento: finché non vengono promulgate ed entrano effettivamente in vigore, può accadere di tutto. Così si possono verificare eventualità impensabili, come la cancellazione del SISTRI nella manovra bis varata a Ferragosto, e l’approvazione del suo ripristino con un emendamento approvato dalla Commissione  Bilancio del Senato.

Resta comunque ancora tutto da confermare, in attesa della conversione in legge del decreto di Ferragosto, che ne certificherà la morte effettiva o la sua… rianimazione.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 760 follower

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: