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Archivio mensile:maggio 2011

Una mail per salvare la cabina telefonica

 

La cabina telefonica e – più in generale – il telefono pubblico, sono un pezzo di storia contemporanea. La prima in Italia fu installata nel 1952  in piazza san Babila a Milano dalla Stipel (nome della concessionaria che negli anni ’60, insieme a Telve, Timo, Teti e Setcon sarebbe confluita nella Sip Elettrica, che a sua volta – con Iritel, Italcable, Telespazio e SIRM – negli anni ’90 avrebbe contribuito alla nascita di Telecom Italia).

Con l’avvento della telefonia mobile, l’utilizzo dei telefoni pubblici si è ridotto drasticamente e oggi, rispetto a 10 – 15 anni fa, si stima che il crollo sia pari al 90%: significa che, in una cabina telefonica in cui un tempo si facevano 100 telefonate, oggi se ne fanno 10. Da questa constatazione trova motivazione il piano di smantellamento delle cabine telefoniche di cui si legge in questi giorni, partito in realtà l’anno scorso, in seguito ad una delibera dell’AGCOM – Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni (pubblicata nella gazzetta ufficiale numero 77 del 2 gennaio 2010) che autorizza Telecom Italia alla rimozione dei telefoni pubblici ritenuti in esubero ad eccezione degli impianti presenti in scuole, ospedali e caserme.

Lo smantellamento è progressivo e sulle cabine telefoniche che Telecom Italia intende eliminare viene apposto un cartello rosso come quello riportato nella figura, che indica la data di disattivazione e un indirizzo e-mail, a cui i cittadini si possono eventualmente rivolgere per chiedere la grazia:

Questa cabina sarà rimossa dal giorno gg/mm/aaaa
Gentile cittadino, per chiedere che questo telefono pubblico resti attivo, puoi inviare una mail all’indirizzo cabinatelefonica @ agcom.it entro 30 giorni dalla data di affissione di questo avviso, indicando i tuoi dati, un recapito, l’indirizzo della cabina e le motivazioni della richiesta.

 

 

Datele una A

Lo so, è un refuso innocente e sottolinearlo fa molto maestrina dalla penna rossa, ma mi faceva ridere…

Asus PadFone, lo smartphone è dentro il tablet

Pare che al Computex di Taiwan stia per essere presentata la nuova gamma di smartphone e tablet Asus 

che potrebbe distinguersi per questa intrigante caratteristica:

UPDATE: ecco la presentazione ufficiale

eG8: e quindi?

Ha chiuso i battenti il primo eG8 forum, che secondo il presidente francese Sarkozy è stato il primo G8 di Internet.

Vi hanno preso parte i protagonisti politico-economici della Rete, ma non vi hanno partecipato le associazioni degli utenti, ne’ gruppi come il Civil Society Internet Governance Caucus (IGC), che hanno lamentato la prevalenza di interlocutori “di parte”, ad eccezione forse di Lawrence Lessig (il suo intervento è nel video inserito a fine post).

Alla fine non mi è parso che siano state tratte conclusioni concrete: i difensori del copyright non si scollano da un modello di business che ormai ha segnato il passo; le aziende di telecomunicazioni continuano a pretendere dai grandi nomi di Internet (Google, Facebook, eccetera) di accollarsi gli investimenti in infrastrutture (che senza i servizi diffusi anche da quei big, però, non avrebbero ragione di esistere) e regolano, secondo i propri interessi, un mercato in cui nessuna istituzione è in grado di proporre una vera governance.

Nel seguito, l’intervento di Lawrence Lessig:

Da questo keynote emerge una certa diffidenza nei confronti delle istituzioni, che condivido soprattutto per i precedenti tentativi di regolamentazione attuati anche nel nostro Paese. Però personalmente, non escluderei a priori che un governo realmente competente (o ben supportato) in materia di Rete possa dare un contributo più collaborativo che distruttivo. Parlando del futuro, ovviamente.

 

Un’immagine vale più di mille parole…

…l’importante è che sia quella giusta!

Da La Padania di giovedì 19 maggio 2011, pagina 16:

Si parla dei vertici di Al Qaeda e delle conseguenze della scomparsa di Bin Laden: nella prima foto c’è Saif al-Adel, nella seconda c’è un superficiale fotomontaggio preso da Internet con una foto di Al Zawahiri in cui è stato inserito il volto di Umberto Eco. Se non l’hanno fatto apposta (anche se il 1° aprile è passato da un pezzo), significa che sono messi peggio che al bollettino parrocchiale di Montegalda

[via Wittgenstein]

Current bandita da Sky?

Pare che Sky preveda di bandire Current dalla propria piattaforma. Chi volesse contribuire a bloccare questa rimodulazione, può seguire queste indicazioni:

P.S.: io sono convinto che Current rimarrà comunque su Sky, a prescindere. Se le cose andassero diversamente, le alternative non mancano, dal digitale terrestre alle piattaforme su Internet

Quo vadis, SISTRI?

Una settimana dopo il “click day”, dopo i numeri e le valutazioni del Ministero che intende procedere fiducioso, ecco i numeri e le motivazioni delle imprese che chiedono di fermare il countdown:

La preoccupazione è fortissima e il malumore generalizzato. Dal prossimo primo giugno, 360.000 aziende non potranno infatti produrre, trasportare e smaltire i rifiuti se non utilizzando le nuove procedure informatiche, pena gravi e onerose sanzioni. Da diversi mesi le imprese testavano le nuove procedure, riferendone innumerevoli inconvenienti e malfunzionamenti. Per questo abbiamo verificato direttamente, in una giornata di test che si è svolta l’11 maggio, la situazione effettiva. Il 90% delle imprese ha denunciato disfunzioni di ogni genere:  inutilizzabilità dei dispositivi informatici forniti dal Ministero, ore e ore di impossibilità di accedere al sistema, interruzioni nei collegamenti, procedure lunghissime. Nell’insieme, la nostra valutazione è che il test ha dato un esito che difficilmente avrebbe potuto essere peggiore.

Visto le precedenti iniziative – non esattamente andate a buon fine – varate da Cina e Germania in sistemi di tracciabilità dei rifiuti, esprimo cauto pessimismo sul destino del SISTRI. Comunque il 1° giugno partirà senza ulteriori proroghe, il che (considerando il ponte del 2 giugno, festa nazionale della Repubblica) significherà che nessuno ci lavorerà fino a lunedì 6. Verosimilmente, dunque, nei primi cinque giorni di operatività è possibile che non vengano rilevati problemi. Dalla settimana successiva vedremo quanto realmente resisterà.

Arrivano i Chromebook

E’ giunta l’ora dei Chromebook, ossia dei netbook quasi-notebook dotati di Chrome OS, il sistema operativo sviluppato da Google per lavorare completamente in cloud che andrà ad equipaggiare i Samsung Serie 5.

Prima riflessione: i prezzi non sono proprio popolari. 399 euro per la versione solo WiFi e 449 euro per la versione WiFi+3G. Ci sono netbook con scheda WiFi e con lo stesso display che hanno più RAM, hard disk più che dignitosi e la possibilità di lavorare anche offline.

Seconda riflessione: prima Android (per smartphone, tablet e netbook), poi Chrome (per i cloud netbook). A quando un sistema operativo per server, da usare anche su macchine da adibire a centralino?

Il web è come la piazza…

Sul SISTRI click day di ieri si registrano opinioni contrastanti, come nelle manifestazioni di protesta in piazza. Cambiano solo alcuni protagonisti: i numeri ufficiali della partecipazione non li fornisce la Questura, ma il Ministero dell’Ambiente, che dichiara il “pieno successo” dell’operazione.

Peccato che quei numeri richiedano una lettura meno superficiale: accesso e utilizzo esprimono concetti differenti.

Roma città allarmata

Dal momento che ho a cuore la sorte dei miei amici che stanno a Roma e che per oggi è previsto il terremoto che la colpirà, seguirò con trepidazione il liveblogging di Query (la rivista del CICAP).

UPDATE: le previsioni avevano sbagliato mira

SISTRI click day

Oggi è il SISTRI click day, giornata che le aziende tenute all’utilizzo del nuovo Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti potranno dedicare alla prova generale del sistema per capire se dal 1° giugno – data definitiva di entrata in vigore del SISTRI – andrà tutto bene.

Il timore – molto diffuso e giustificato – è che questo innovativo sistema di informatizzazione e tracciabilità, introdotto dal Ministero dell’Ambiente nel 2009, non sia affatto pronto. Se dal test di oggi dovessero emergere feedback positivi, significherà che il sistema è stato messo a punto e dal 1° giugno si potrà partire regolarmente. Ma se il risultato del click day dovesse concretizzarsi in un gigantesco Denial of Service, sarà l’ennesimo esempio di malainnovazione (innovazione mal gestita) introdotta dalle istituzioni.

Microsoft Skype

E’ ufficiale: Microsoft ha annunciato l’acquisizione di Skype. Il comunicato ufficiale a questo link.

Doverosamente, tutti si buttano sulla notizia appena uscita. Chi con calma, chi con più fretta:

Annunci economici (perché costano poco o nulla)

Dal Messaggero:

Brunetta: wi-fi in ogni scuola entro 2012
Il piano toccherà 10mila istituti in un anno

L’annucio del ministro alla 22esima edizione del Forum P. A.

Lodevole iniziativa, come sempre quando si tende a portare innovazione, benché condividere un accesso WiFi possa dare prestazioni inferiori alla disponibilità di un collegamento individuale via cavo. Al netto di questa considerazione, però, c’è un altro problema – anzi un insieme di problemi – parzialmente descritto nei commenti al medesimo articolo, che evidenzia la necessità di un riequilibrio delle risorse disponibili:

In ogni caso, mi risulta (e chi ne sa più di me è pregato di correggermi in caso di errore) che chi sovvenziona un istituto scolastico possa poi operare la relativa detrazione dalla propria dichiarazione dei redditi, purché il versamento sia effettuato in banca o in posta (in applicazione della Legge 40/2007, art. 13, comma 3).  Quindi non acquistare direttamente la carta, ma finanziarne l’acquisto, consentirebbe anche un vantaggio fiscale: non sarà una cifra considerevole, ma – come si dice da queste parti – meglio di due dita negli occhi…

Oops, non ho messo il PaperPhone nel portafoglio

E’ leggero, flessibile e sottile come un foglio di carta, ma è dotato di caratteristiche che lo rendono uno stretto parente degli smartphone. Sviluppato da alcuni ricercatori della canadese Queen’s University, sarà presentato domani – martedì 10 maggio - a Vancouver e promette di rivoluzionare il mercato. Il suo nome è Paperphone.

Anche se il suo nome – almeno a chi non ha presente il significato anglosassone del prefisso paper – potrebbe evocare una fantasiosa invenzione di Archimede Pitagorico, questo dispositivo è realtà. Non si tratta di un concept, ne’ di un mock-up (termine con cui si indica generalmente un modello non funzionante che materializza un’idea o un progetto in fase di realizzazione): il Paperphone è funzionante e può racchiudere in se’ le feature che contraddistinguono i supercellulari di oggi. Con il plusdi un display sottile e flessibile che stravolge il concetto di interfaccia touchscreen in quanto consente di gestire determinate funzioni non semplicemente perché viene toccato, ma in quanto opportunamente piegato o sfogliato.

Quali funzioni? Tutte quelle ormai consolidate sugli smartphone: da quelle telefoniche (conversazioni, messaggi) a quelle multimediali (riprodurre contenuti musicali o video), dalla memorizzazione di dati all’accesso a Internet, fino alla riproduzione di e-book

Tecnicamente si tratta di un display digitale da 9,5 pollici con tecnologia e-ink (quella utilizzata appunto negli e-reader come il Kindle, che ha il vantaggio di riprodurre l’effetto della carta stampata e non comporta affaticamento visivo), integrato da un circuito stampato elastico e flessibile con cinque sensori in grado di ricevere comandi (dati dall’utente appunto piegando o sfogliando il display) e trasformarli in istruzioni da seguire grazie ad un software in grado di tradurre posizione e direzione.

“Questo è il futuro. Ogni dispositivo mobile sarà simile a questo entro cinque anni” ha dichiarato con convinzione Roel Vertegaal, direttore del Queen’s University Human Media Lab e responsabile del team che ha sviluppato la nuova tecnica, definita bend gestures. Su Androidcommunity.com, in base ai menu visualizzati nel video riprodotto nel seguito, si suppone che alla base di questa tecnologia ci sia il sistema operativo Android.

Maggiori dettagli tecnici e altre informazioni saranno probabilmente rese note domani, in occasione della presentazione che avrà luogo durante la conferenza dell’Association for Computing Machinery’s Computer Human Interaction a Vancouver, in Canada. Sarà particolarmente interessante coglierne il seguito, per capire quale futuro potrebbe avere l’applicazione di questa tecnologia nel mondo dei dispositivi mobili.

Per il momento si tratta di un’intrigante novità, ma è prematuro parlare ora di che impatto potrebbe avere sul mercato degli smartphone: il primo passo da compiere è catturare l’interesse di almeno un produttore. Il resto si vedrà.

[pubblicato oggi dal sottoscritto su The New Blog Times]

Wiredless

Per annunciare il suo prossimo logout da WiredRiccardo Luna ha scelto Twitter e Facebook. In bocca al lupo a Riccardo per la sua futura avventura e a Carlo Antonelli, che lo sostituirà.

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