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Monthly Archives: giugno 2010

Cosa cerca l’utente in Internet?

“Finalmente una classifica tecnologica nella quale noi italiani sappiamo farci valere” commenta Massimo Mantellini nell’esporre i numeri della ricercaThe State of Social Porn” pubblicata su Woork up da Antonio Lupetti.

Finalmente qualcosa in cui l’Italia può primeggiare, osserverà qualcuno…

Perdonali, James…

L’aspetto più sapido nelle tracce dei temi della Maturità 2010 è dato dalla trasformazione del titolo di una mitica serie fantascientifica (televisiva e cinematografica) in un titolo degno di campeggiare sull’etichetta di un VHS pirata:

“Lo scenario futuro non somiglierà a quello consolante definito da Star Treck, di un universo popolato da molte specie di umanoidi, con una scienza ed una tecnologia avanzate ma fondamentalmente statiche. Credo che invece saremo soli e che incrementeremo molto, e molto in fretta, la complessità biologica ed elettronica”

(questa citazione estratta della traccia – che contiene cinque differenti citazioni – temo voglia essere un tentativo di sintesi più o meno fedele a questo discorso di Stephen Hawking, i cui contenuti sono richiamati nel libro “L’universo in un guscio di noce”. Dove però Star Trek è scritto correttamente).

Ah, bene

Dobbiamo proprio ringraziare Google, che con il doodle di oggi ci segnala l’inizio dell’estate. Più astronomica che meteorologica, per il momento.

In bocca al lupo, Tekneco!

Ho sempre letto con interesse ciò che scrive Alessandro Longo, perché cerca sempre – riuscendovi, a mio avviso – di far comprendere al lettore ciò di cui sta parlando, anche se l’argomento è intrinsecamente tecnico e il lettore non sempre lo è. Il fatto che ora assuma la guida di Tekneco in veste di direttore responsabile, mi spinge a mandare innanzitutto a lui un grosso in bocca al lupo, e a voi l’invito a leggerlo.

FT fa suonare la sveglia per Telecom Italia

Telecom Italia dovrebbe svegliarsi, sentire il profumo del caffé, accantonare le proprie tendenze monopolistiche e unirsi al consorzio”. Non lo dico (solo) io, ma un editoriale del Financial Times, a firma di Paul Betts. Il riferimento è al consorzio per la banda larga formato da Fastweb, Vodafone e Wind (a cui si è unita Tiscali), alla base del progetto Fibra per l’Italia e recentemente presentato a Bruxelles a Neelie Kroes, commissario UE per l’Agenda Digitale.

L’articolo evidenzia come, mentre in altri Stati ci siano risorse sufficienti per avere più reti di nuova generazione, l’Italia possa permettersene solo una. Il problema è che è necessario strutturare un progetto che non può e non deve essere in mano al solo ex monopolista, che sogna di realizzare sul territorio una propria rete (vincolata sull’utilizzo di una tecnologia mirato a favorire la propria posizione dominante).

Considerando che ha già difficoltà a mantenere efficiente la rete esistente, la scelta migliore nell’interesse di tutti (anche della stessa Telecom, è una questione di sopravvivenza) consisterebbe nell’aderire al patto siglato dagli altri competitor e dare il proprio contributo ad una rete efficiente, di nuova generazione, in fibra ottica, che può avere un ruolo di primo rilievo per lo sviluppo del Paese.

Mac Mini reloaded

Presa video HDMI, slot per memorie flash SD, alimentatore interno, scheda grafica Nvidia GeForce 320M. Con un telecomando, ecco pronto il Mac Mini da salotto da collegare ad uno schermo full-HD.

Altri sapidi dettagli (prezzi inclusi) su The New Blog Times.

Body scanner nelle stazioni?

L’intento dichiarato dal ministro Roberto Maroni di installare body scanner anche nelle stazioni ferroviarie mi lascia molto perplesso, e questo credo valga per chiunque abbia una vaga idea di cosa significhi accedere ad una stazione per partire (o per arrivare) in treno. Vedo molti fattori critici che renderebbero poco efficace questa contromisura, ma soprattutto poco verosimile la fattibilità di questa idea. Ovviamente questo è un parere del sottoscritto, che è stato ed è un viaggiatore e ha lavorato per un’azienda di produzione di veicoli ferroviari, ma temo che i problemi si moltiplichino agli occhi di chi si occupa professionalmente di organizzazione e gestione del traffico ferroviario e delle stazioni.

Già, le stazioni. Sono punti di accesso che consentono ai passeggeri di accedere ai treni. In Italia esistono 13 grandi stazioni (gestite dalla società Grandi Stazioni SpA) attraversate da 600 milioni di persone ogni anno e 103 stazioni di medie dimensioni (gestite dalla società Centostazioni SpA) frequentate da altri 500 milioni di persone. Pensare di dotare di body scanner solo le stazioni delle grandi città è limitativo, perché è vero che esistono luoghi a più alto rischio di altri, ma è altrettanto vero che un malintenzionato può salire su un treno accedendo alla rete ferroviaria da una qualunque delle oltre 2.270 stazioni presenti sul territorio, molte delle quali ad accesso libero per chiunque, ossia senza alcun filtro all’ingresso. Per non parlare del fatto che la rete è comunque fisicamente accessibile in virtù di numerose aperture, fisiologiche (ad esempio i passaggi a livello) e accidentali (recinzioni basse, divelte, danneggiate).

Per il considerevole volume di viaggiatori dato dai numeri citati sopra (sono tutti dati ufficiali dichiarati dalle società del gruppo Ferrovie dello Stato), credo che anche un numero adeguato di body scanner  installato in una stazione rappresenti un collo di bottiglia estremamente vincolante per la fluidità della circolazione dei passeggeri.

Questi sono, a mio avviso, impedimenti di carattere pratico e organizzativo alquanto limitanti. Non mi soffermo a parlare di quelli di carattere  tecnico, men che meno di quelli di tipo economico, che non si limiterebbero solamente alla copertura finanziaria per l’acquisto dei body scanner, ma anche all’adeguamento dell’infrastruttura ai requisiti di sicurezza. Ammesso e non concesso che il body scanner sia di per se’ efficace.

Ci vorrebbe la fibra

Interessante analisi di Stefano sulla condizione della Rete in Italia e l’importanza – in termini tecnici, ma anche economici – di dotare il Paese di una rete in fibra:

(Fibra per l’Italia: perché è importante e quali sono gli ostacoli from Stefano Quintarelli on Vimeo)

Google, lo sfondo rimarrà un optional

La homepage di Google è tornata in bianco per default. Stando a quanto spiegato dal blog ufficiale, c’è stato un misunderstanding:

Today, we ran a special “doodle” that showcased this functionality by featuring a series of images as the background for our homepage. We had planned to run an explanation of the showcase alongside it—in the form of a link on our homepage. Due to a bug, the explanatory link did not appear for most users. As a result, many people thought we had permanently changed our homepage, so we decided to stop today’s series early. We appreciate your feedback and patience as we experiment and iterate.

A Mountain View avevano dunque previsto di pubblicare una spiegazione della nuova opzione, mediante un link nella homepage, ma a causa di un bug, quel link non è stato visto da tutti gli utenti. “Di conseguenza, molti hanno ritenuto che avessimo definitivamente cambiato la homepage, quindi abbiamo deciso di interrompere prima del previsto la serie di oggi (la serie di immagini che avevano previsto di pubblicare nella giornata, ndD)”.

In effetti ieri ho intravisto quel link quando ho utilizzato Safari, meravigliandomi del fatto che fosse l’unico dei miei cinque browser a permettermi di vedere la home di Google con sfondo bianco. Ma resta il fatto che il processo di Bingizzazione continua…

Google in bianco

Trovo legittimo che si effettuino ricerche su Google dalla home page del motore di ricerca anziché dall’apposita casella inserita in qualche toolbar. E’ legittimo anche il fatto che Google abbia voluto ancora una volta Binghizzarsi e proporre un’immagine di sfondo nella homepage di Google.it.

A beneficio di chi – come il sottoscritto – preferisce la cara, vecchia, pulita homepage con background bianco, nello stesso stile in cui oggi si trova anche la home di google.com (ma declinata in italiano), segnalo un indirizzo da salvare nei preferiti: http://74.125.43.104/

iPhone 4G: videochiamate e pubblicità interattiva

100 nuove funzioni, molte più istruzioni per i programmatori. In realtà il nuovo iPhone 4G svelato ieri da un entusiasta Steve Jobs si presenta con alcune novità evidenti, come la possibilità di averlo anche nel colore bianco (che si affianca al nero già disponibile), la funzione FaceTime, ossia la videochiamata, feature che esiste da tempo sui cellulari 3G e che non ha mai avuto il boom auspicato dagli operatori. Il boss di Apple ora tenta di riportarla in auge sdoganandola via WiFi.

Tra le novità meno evidenti (ma forse più apprezzate dagli utenti) c’è la maggiore apertura al multitasking, per cui – come sentivo dire ieri sera in treno in un gustoso paradosso – ora mentre ascolti un brano MP3 puoi anche telefonare. Sarà invece sicuramente apprezzato da Steve Jobs iAd, il programma di pubblicità interattiva che aprirà ad Apple nuovi orizzonti di business.

iPedestre

L’iPad è in vendita negli USA da poco più di un mese e in altre parti del mondo (Italia inclusa) da quasi una settimana. In Cina si è già materializzato il suo clone low-cost, con sistema operativo Android e cpu Intel. Si chiama (sigh) iPed, qui nel video di una TV giapponese.

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