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Archivio mensile:maggio 2010

Notizie tecnoscandalistiche

Ci sono molti criteri validi che è possibile seguire per il confezionamento di una notizia scientifica o di sapore scientifico. In ogni caso sarebbe anche importante non passare dalla scienza alla fantascienza, ma c’è chi lo fa senza accorgersene.

Un esempio è una notizia data da varie testate nei giorni scorsi, partita da BBC News, che giovedì scorso ha titolato First human ‘infected with computer virus’.

Ripresa con sollecitudine anche da noti giornali italiani come Repubblica e il Corriere della Sera, la notizia ha sostanzialmente trasmesso il messaggio che un uomo è stato infettato dal virus di un computer. Una notizia che descrive un’ipotesi improbabile e fuorviante, perché un tag RFID passivo può portare con se’ solo dati (pochi o tanti che siano) ed è dunque impossibile che esegua un’azione, ne’ malevola, ne’ benevola.

Un virus, eventualmente, potrebbe colpire i dispositivi destinati a leggere tali informazioni, ma non l’essere umano che ospita il chip. Con molta chiarezza Graham Culey tecnology consultant di Sophos (azienda specializzata in soluzioni antivirus e di sicurezza) lo ha spiegato osservando: “Gli scienziati dovrebbero essere responsabili di come presentano la propria ricerca, invece di alimentare minacce per arrivare ai titoli sui giornali”.

Per la cronaca, il giornalista della BBC Rory Cellan-Jones – autore della notizia originale – in seguito alle critiche ricevute da esperti e addetti ai lavori si è premurato di scrivere alcune precisazioni, facendo sostanzialmente marcia indietro sui toni allarmistici utilizzati per parlare delle ricerche del dottor Gasson. Sulle testate che avevano citato la BBC non ho ancora visto nulla, auspicabilmente per mia disattenzione.

Careless fact checking

Internet può essere un’utilissima fonte di informazioni. Ma, come tutti gli strumenti, va utilizzata cum grano salis. Altrimenti si rischiano tremendi errori di superficialità, come quello commesso ieri dal TG1 (edizione delle 13.30): nel dare la notizia dei tre italiani arrestati in India ha mostrato la foto di una persona assolutamente estranea ai fatti. L’immagine è stata trovata su Facebook, nel profilo di un maresciallo dei Carabinieri in pensione, omonimo di uno dei tre:

Digitando il nome di Giovanni Cecconello su Facebook, appare la foto di un uomo con i baffi e una maglietta rossa, la stessa trasmessa dal tg1. “Ma quello è il maresciallo”, ha detto il suo legale, l’avvocato Gianfranco Ercolani, aggiungendo che Cecconello non usa mai Facebbok e che il suo profilo sul social network era stato “un regalo della figlia per Natale” (fonte)

Nel ragionevole dubbio che un’immagine non appartenga alla persona giusta – e in quel caso non poteva esservi alcuna certezza - si può benissimo scegliere di non utilizzarla. Salvando la (propria) faccia.

P.S: sì, nella citazione riportata sopra c’è un refuso che non ho corretto. Meglio errori come quello che uno scambio di persona in una notizia di cronaca

L’iPad sbarca in Europa

Prende il via oggi la commercializzazione europea dell‘iPad di Apple. Chi fosse in procinto di recarsi in un Apple Store italiano può trovare qualche notiziola utile su The New Blog Times.

A cosa serve un iPad?

Social changing

Facebook inizia a tentare di porre rimedio a quel sacco di errori commessi sulla gestione della privacy, che Mark Zuckerberg ha riconosciuto qualche giorno fa: ieri sono state presentate le nuove impostazioni che nelle prossime settimane gli utenti potranno modificare, definendo – in modo dichiaratamente semplice – i dati e i contenuti che verranno resi pubblici e in quali direzioni (a tutto il social network, agli amici, agli amici degli amici, a siti Internet e applicazioni).

I criteri scelti dall’utente saranno applicati su tutto ciò che è stato pubblicato finora e anche “alle impostazioni dei nuovi prodotti che lanceremo”. Le novità non finiscono qui, dunque, anche se la cosa non ci stupisce: alle sorprese da parte di Facebook ci stiamo abituando, e proprio di questo – visto che spesso si sono tradotte in minacce alla riservatezza degli utenti – molti si stanno stancando, tanto da aver organizzato il Quit Facebook Day.

Mark Zuckerberg ha realizzato di non potersi permettere la diffidenza dei propri utenti, ci mette la faccia (in questo periodo si espone molto di più di quanto abbia fatto negli anni scorsi) e prova a correggere il tiro con l’obiettivo di placare critiche e proteste.

E’ un passo nella direzione giusta, ma Dick Costolo di Twitter è decisamente più avanti. E, a motivo di alcune novità che lo riguardano, anche Twitter è da tenere sott’occhio quanto a chiarezza e trasparenza (ma siamo ben lungi dai perplimenti problemi di privacy di Facebook): nelle nuove condizioni di servizio si prevede, con una certa vaghezza, la richiesta di un compenso per gli utenti (aziende) che utilizzeranno la piattaforma di microblogging per fare pubblicità e marketing. In sostanza c’è un’idea di estensione del business ancora da definire, fondamentalmente basata su un principio di revenue sharing., che potrebbe essere interessante analizzare nel prossimo futuro.

Nokia offrirà servizi Ovi powered by Yahoo!

Il mercato dei servizi su rete mobile si arricchisce di una nuova alleanza: quella annunciata oggi tra Nokia e Yahoo, che si concretizzerà con il lancio di una nuova serie di servizi Ovi per quanto riguarda mappe, servizi di navigazione e geolocalizzazione, e-mail e chat, che saranno powered by Yahoo!

E’ un mercato in costante fermento, i competitor sono agguerriti e l’unione fa la forza: Nokia ha intorno a se’ produttori in grado di proporsi con dispositivi accattivanti e servizi innovativi, mentre Yahoo! ha di fronte a se’ un gigante come Google, che fa di tutto e di più, ma soprattutto ha già un piede nella telefonia mobile grazie ad Android.

In quest’ottica le alleanze diventano di vitale importanza (si veda quella già siglata da Yahoo con Microsoft), ma devono sfociare in progetti validi, per questo sarà interessante vedere cosa uscirà dal cilindro dei due partner.

Crediamoci

Mail scritta da M. Zuckerberg a R. Scoble

Resosi conto di qualche problemino di Facebook in ordine alla privacy, in una mail scritta a Robert Scoble, il fondatore Mark Zuckerberg ammette “Sappiamo di aver commesso un sacco di errori” e promette un’inversione di rotta già da questa settimana.

La NGAN parte da Roma

Certo, è importante che partano. Speriamo non si fermino…

Telecom: partono a Roma servizi nuova generazione su fibra ottica – Adnkronos

Partono a Roma i servizi di nuova generazione su fibra ottica. Lo annuncia Telecom Italia. Gia’ oggi oltre 15 mila unita’ immobiliari del quartiere Prati sono raggiunte dalla rete in fibra e diventeranno oltre 80 mila entro l’anno interessando anche le zone servite dalle centrali di Belle Arti, Appia e Pontelungo. Nel biennio 2011/2012 la rete coprira’ le principali aree di centrale all’interno del raccordo anulare e circa 350.000 unita’ immobiliari saranno raggiunte dalla nuova rete in fibra. Questa iniziativa si inserisce nel piano di investimenti sulla fibra di Telecom Italia per la realizzazione della rete Ngan (Next Generation Access Network) che prevede di rendere disponibili i collegamenti in fibra a circa 1.300.000 clienti in 13 citta’ italiane entro il 2012 per arrivare ad oltre 10 milioni di clienti entro il 2016. A partire dalla prossima settimana un primo gruppo di clienti di Telecom Italia potra’ iniziare a sperimentare connessioni fino a 100 Megabit al secondo che rendono molto piu’ performanti gli attuali servizi a larga banda e abilitano nuovi servizi come ad esempio la Tv ad alta definizione, la domotica, la telepresenza (videocomunicazione di ultima generazione) e i servizi di cloud computing. L’obiettivo e’ quello di collegare progressivamente fino a 1.000 clienti sperimentali.

30 anni e non sentirli

Google festeggia il compleanno di Pac man con un logo dedicato. Attendendo un po’, o cliccando su insert coin (pulsante che sostituisce il solito “I feel lucky – Mi sento fortunato”), diventa anche interattivo e ci riporta al 1980.

Da Google, Sony e Intel nasce GoogleTV

Le mire espansionistiche di Google non conoscono confini e spingono gli interessi di business della profittevole raccolta pubblicitaria anche all’intrattenimento televisivo. D’altro canto, nonostante oggi sia possibile vedere la TV su vari dispositivi (dal PC allo smartphone), nulla batte la godibilità di uno schermo di dimensioni ragionevoli da godersi comodamente seduti.

Da questi interessi nasce la GoogleTV, un dispositivo HD prodotto dall’alleato Sony dotato di una CPU Atom di Intel (fa parte della stessa famiglia di processori che equipaggia i netbook) e un bel lettore per DVD e Blu-ray Disc. L’utente troverà a bordo il sistema operativo Android e il browser Chrome per accedere ad Internet e ovviamente ad Android Market, ricco di app, giochi e – verosimilmente – contenuti fruibili mediante il nuovo device.

Waterworld Revenge

Ai tempi di Waterworld, nel budget del film erano stati inclusi anche i costi per lo sviluppo e la realizzazione di un impianto per la depurazione dell’acqua marina. Kevin Costner, che fin da qull’epoca aveva contribuito a finanziare il team di ricercatori guidati dal fratello Dan entrando nella Ocean Therapy Solutions. Ora BP ha deciso di di utilizzare sei di quelle speciali centrifughe nel tentativo di porre parziale rimedio al disastro ambientale del Golfo del Messico.

Street View e privacy, il Garante indaga

Prima conseguenza italica dell’inconsapevole raccolta di dati effettuata da Google dalle reti WiFi aperte, dal comunicato stampa del Garante della Privacy:

Google: Garante Privacy avvia istruttoria su Street View

[...] Il procedimento dell’Autorita’ e’ stato aperto in merito alla raccolta effettuata dalla societa’ sul territorio italiano e che, secondo quanto ammesso dalla stessa Google Italia, ha riguardato, oltre che immagini, anche dati relativi alla presenza di reti wireless e di apparati di rete radiomobile, nonche’ frammenti di comunicazioni elettroniche, eventualmente trasmesse dagli utenti su reti wireless non protette. Riguardo a quest’ultima tipologia di dati, l’Autorita’ ha invitato la societa’ a sospendere qualsiasi trattamento fino a diversa direttiva dello stesso Garante.

Bene. Però Mi da l’impressione che potrebbe trattarsi della classica bolla di sapone, perché…

Con particolare riferimento a tutti i dati eventualmente “captati” dalle “Google cars”, la società dovrà comunicare al Garante la data di inizio della raccolta delle informazioni, per quali finalità e con quali modalità essa è stata realizzata, per quanto tempo e in quali banche dati queste informazioni sono conservate.

Non vedo problemi per le finalità ufficiali che Google dovrà dichiarare (non c’era finalità, ha dichiarato che si è trattato di un errore), ne’ per i tempi e per le banche dati in cui i dati sono stati conservati e (come Google ha assicurato) segregati.  Però…

Google dovrà chiarire, inoltre, l’eventuale impiego di apparecchiature o software “ad hoc” per la raccolta di dati sulle reti WiFi e sugli apparati di telefonia mobile. La società dovrà comunicare, infine, se i dati raccolti siano accessibili a terzi e con quali modalità, o se siano stati ceduti.

Perché le auto dotate di impianto fotografico panoramico e di apparati wireless erano in grado di raccogliere i dati in transito sulle reti WiFi aperte che si trovavano nel loro raggio d’azione? Non avrebbero dovuto limitarsi ad interfacciarsi con dispositivi Google dedicati al servizio?

Attivate? Richieste? Certificate?

Nella homepage del sito postacertificata.gov.it – dati aggiornati ad oggi, ore 9.30 – sono state dichiarate 63.373 caselle di Posta Certificata attivate, su un totale di 204.856 richieste. Nel blog del ministro Renato Brunetta – in un post pubblicato alle 9.42 di oggi – si legge invece: “sono 197.412 le caselle di Posta elettronica certificata (Pec) attivate dai cittadini fino ad oggi”.

Soprassedendo sul fatto che non si tratta precisamente di una casella PEC – come spiegato qui – ma volendo comunque ricevere una notizia attendibile da fonte autorevole, quale dobbiamo prendere?

ZombieTV

La città in cui vivo è annoverata tra i comuni lombardi in cui oggi – entro le 10.00 - Rai2 e Rete4 sarebbero dovuti passare definitivamente al digitale terrestre. Questo, almeno, è quanto mi risulta.

Per quale motivo stasera, a casa mia, vedo ancora benissimo entrambi i canali con segnale analogico?

Táonews

La conferma che l’Apple MacBook sta per essere aggiornato arriva ancora una volta dal Vietnam, con uno scoop che proviene dal forum Tinhte, lo stesso su cui è comparso l’iPhone 4G qualche giorno fa.

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