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Monthly Archives: dicembre 2009

Buon 2010 a tutti

Auckland

Ottimo nuovo anno a tutti!

(nella foto, i fuochi d’artificio sparati dalla Sky Tower di Auckland, Nuova Zelanda; nel video a seguire, il benvenuto di Sidney al nuovo anno)

A reti unificate

Domani, 31 dicembre, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano terrà come di consueto il suo messaggio di fine anno, che sarà trasmesso dalle principali emittenti televisive. E, per la prima volta, anche attraverso il nuovo canale aperto dal Quirinale su YouTube e attivo proprio da domani.

Ci sono tutte le premesse perché parli della Rete in modo costruttivo e propositivo. Speriamo che le aspettative non rimangano disattese.

Da scoop a bufala in poche ore

Potenza della rete: il clamoroso scoop di TMZ, la foto che avrebbe potuto cambiare la storia, illustrata (con il supporto di esperti) come un momento di relax di John Fitzgerald Kennedy in barca con quattro donne nude negli anni ’50, è stato smascherato come bufala nel giro di poche ore.

Su The Smoking Gun i dettagli: la foto originale a colori, invecchiata con poca fatica prima di essere data in pasto a TMZ, faceva parte di un servizio pubblicato nel 1967 da Playboy.

USA, si fa strada Gov 2.0

Vi è mai capitato di viaggiare in treno, su una carrozza particolarmente affollata e calda da star male?

Un treno molto affollato

Be’, su un mezzo pubblico di San Francisco è capitato anche a Craig Newmark, fondatore di Craigslist, che invece di lamentarsi tra se’ e se’ – sterilmente – dell’inconveniente, ha sfoderato il suo iPhone, fotografato l’interno della carrozza e, con l’applicazione SeeClickFix, ha inviato un reclamo (con tanto di coordinate GPS) all’amministrazione municipale. Tempo una settimana e a Newmark giunge una cortese e-mail di risposta, in cui si legge che il problema è conosciuto e verranno prese le opportune contromisure.

E’ l’inizio di un interessante articolo pubblicato su CNN.com, intitolato Cities embrace mobile apps, ‘Gov 2.0′, che potrebbe offrire più di qualche spunto a chi sta pensando all’evoluzione del servizio pubblico del nostro Paese nell’era digitale…

La rete del riciclo natalizio

Notizia diffusa sabato dall’ANSA:

Francesi rivendono regali sul web
Videogames, dvd e libri non graditi finiscono subito online

I siti web francesi di vendita online sono stati presi d’assalto gia’ da ieri da chi vuole rivendere i regali di Natale non graditi. Il sito PriceMinister.fr, ad esempio, ha registrato un aumento degli annunci di vendita del 30% e una crescita del 35% dei suoi utenti rispetto al 25 dicembre 2008. I regali piu’ rivenduti sono i video-giochi, i dvd e i libri, soprattutto, sottolinea PriceMinister, ”quelli che hanno maggiore successo nel commercio tradizionale”.

Letta così sembrava una notizia curiosa anche perché proveniente da oltralpe. Tempo due giorni e arrivano i dati, tutt’altro che trascurabili, dal fronte italiano:

Natale: 5 mln mettono regali su eBay
Aumenta tentazione di ricavare qualcosa da presenti non graditi
Oltre che sulla scelta dei doni fatti, la crisi economica ora si riflette anche sulla destinazione dei doni ricevuti.
Sono infatti 13 milioni gli italiani che vorrebbero riciclare i regali trovati sotto l’albero e, tra questi, 5 milioni hanno intenzione di venderli utilizzando come canale preferenziale eBay.it. Lo rivela un’indagine condotta da Tns Italia per la stessa eBay.

Accadde oggi (2)

Altra osservazione degna di nota è che l’ampiamente prevista (quindi trattasi di una non-notizia) neve caduta oggi sull’Italia ha messo in crisi i trasporti: aerei e treni nel caos, alcune città paralizzate. Con tutto ciò che è accaduto (e chi è salito su un aereo o un treno ne è ben consapevole) c’è chi, in modo opinabilmente disinteressato, ha affermato coraggiosamente che “il sistema ferroviario italiano non ha registrato alcun blocco nonostante le eccezionali condizioni meteorologiche: non ci sono mai stati problemi di sicurezza e pur di evitare le cancellazioni si e’ preferito far viaggiare i treni in ritardo con un impegno di tutta l’azienda 24 ore su 24″.

Forse sarebbe da chiarire il concetto di blocco. Se qualcosa si ferma in modo imprevisto e poi riparte (magari anche dopo parecchio tempo), ciò che sta nel mezzo è un blocco. Come questo: Il Frecciarossa fermo per un’ora in galleria per il freddo. E a corollario delle notizie ufficiali, posso riportare varie testimonianze che oggi, sul medesimo treno (9603 Milano – Roma), già a Bologna si erano verificati un guasto all’impianto di riscaldamento e l’allagamento di una carrozza per la tracimazione di un gabinetto. E tutto ciò mina non poco la fiducia degli utenti a cui viene detto che certi malfunzionamenti sono imputabili alle condizioni meteo e non a negligenze di manutenzione.

Nessun blocco? Sarà… Io però ho avuto il privilegio di fruire dei servizi di Trenitalia proprio oggi e, francamente, ho perso il conto dei treni cancellati e soppressi di cui hanno dato notizia i display delle stazioni ferroviarie in cui sono transitato. Per non parlare di convogli che – causa malfunzionamenti dovuti a manutenzione carente aggravata dalle condizioni atmosferiche – hanno accumulato oltre 100 minuti di ritardo, che verosimilmente alla fine della giornata hanno ulteriormente ritardato o provocato la soppressione di altri treni.

In tutto questo bailamme, sono a l’unico a percepire un forte contrasto tra l’ottimismo dell’AD di Trenitalia Mauto Moretti e la realtà dei fatti? Ma soprattutto: se non si sono verificati blocchi (e i passeggeri che sono rimasti fermi ore su un treno fermo tra due stazioni hanno evidentemente avuto un incubo), qual è l’utilità di consigli del tipo “portatevi panini e coperte” elargiti dallo stesso Moretti?

Accadde oggi (1)

Per le news tecnologiche, vi rimando al numero di oggi del New Blog Times. L’altra notizia degna di nota è che dalle 21 di questa sera è online il sito web di Carlo Massarini, la cui homepage ha tutta l’aria di essere un aperitivo che prelude a contenuti succulenti e interessanti. Sul vostro browser, Mister Fantasy vale senz’altro un bookmark

Fastweb va incontro a BT Italia

BT Italia e Fastweb si parlano: tra le due aziende (entrambe operative sul mercato italiano, ma controllate da operatori stranieri) è in corso una trattativa per la cessione a Fastweb di una parte della clientela di BT (che probabilmente tratterrà i grandi clienti come Fiat, Ansaldo, BNL, Mediaset).

Si parla di servizi di connettività e telefonia fissa, ma anche mobile, dato che BT Italia opera come MVNO in partnership con Vodafone. Anche Fastweb è operatore virtuale, ma si appoggia alla rete di 3 Italia, pertanto è probabile che quella parte di clientela che dovesse passare a Fastweb migri tecnicamente verso H3G.

Fair play

Appena incassato l’apprezzamento di Asa Dotzler di Mozilla, che per quanto riguarda la privacy ha dichiarato di preferirlo a Google, Bing contraccambia con subliminale gratitudine:

(nella foto proposta oggi dal motore di ricerca di Microsoft, un bell’esemplare di Panda Rosso, in inglese Firefox).

Cinguettatore

Twitter parla italiano, nel senso che ora la sua interfaccia è fruibile anche nella nostra lingua. I followers sono rimasti tali, anche se – in applicazione alle regole dell’Accademia della Crusca – hanno perso la “s” del plurale, e forse è meglio così: il rischio poteva essere quello di incappare in “seguaci”e “seguiti”.

Cosa cambia e perché questa notizia è degna di nota? Per chi già utilizza questa piattaforma di microblogging non cambia nulla, perché questa novità ha un altro target: Twitter nel nostro Paese non ha ancora sfondato e tenta di accalappiare nuovi utenti che hanno poca (o nulla) familiarità con l’inglese e ambisce a diventare “una piattaforma di comunicazione globale”.

In realtà, trattandosi di uno strumento molto semplice, anche prima Twitter non richiedeva una gran dimestichezza con l’inglese, ma per molti utenti un sito che parla la loro lingua è un fattore che infonde maggiore sicurezza e dunque può senz’altro contribuire a far raggiungere l’obiettivo dichiarato.

Da più parti leggo che ora Twitter sarebbe in grado di sfidare Facebook sul mercato italiano. Io vedo la sfida semplicemente sul piano di un business da inseguire in parallelo, perché i due servizi non sono realmente in competizione tra loro: mentre Facebook è un vero social network, Twitter è microblogging, comunicazione spiccia a colpi di 140 caratteri per volta a beneficio dei follower(s).

Le due piattaforme hanno però in comune lo stream, che su Twitter ha carattere pubblico (perché permette di diffondere informazioni a chiccessia), mentre Facebook implica un link consensuale tra gli utenti prima di condividere le informazioni. E chissà che le future evoluzioni dello sviluppo di questi servizi non spingano per convergere in un’unica direzione.

Le Living Stories che ravvivano le news

Lucida e approfondita come sempre, la riflessione di Luca De Biase (Google, Murdoch, giornalismo e lingue biforcute) delinea un quadro abbastanza preciso delle evoluzioni che stanno toccando il mondo dell’informazione e al suo mercato.

In questo quadro in continuo cambiamento mi sembra si inserisca bene (anzi, critengo reerà ulteriore movimento) Living Stories, il nuovo progetto dei Google Labs (condotto in collaborazione con New York Times e Washington Post e aperto ad altri protagonisti dell’informazione) che vuole rivoluzionare l’approccio che gli utenti hanno verso le news:

(The New Blog Times)

Prima di baciare la sposa

Siete iscritti a Facebook? Avete aggiornato la vostra situazione sentimentale? Questo novello sposo lo ha fatto diligentemente in tempo reale, invitando la sposa a fare la stessa cosa…

Net-dipendenza? Originalità? Dabbenaggine? Fate voi…

Consigli per la navigazione

A Bing il ruolo di “motore di ricerca di Microsoft” va sempre più stretto. Nella sua rincorsa alle spalle di Google, parallelamente all’orientamento social, si è posta l’obiettivo di offrire servizi complementari e ora è possibile accedere al nuovo Bing Maps, che utilizza mappe Navteq (gruppo Nokia), differenziandosi da Google Maps che sfrutta invece quelle di Tele Atlas (che fa parte di TomTom International).

Anche qui è possibile avere la visualizzazione delle location desiderate con foto satellitari, mentre – per il momento – fuori dagli USA non c’è la possibilità di scendere a terra con un servizio analogo a Google Street View (Per alcune metropoli americane c’è però l’analogo servizio StreetSide). Per poterlo fare, Microsoft dovrebbe sguinzagliare per il mondo auto e tricicli dotati di apparecchiature fotografiche panoramiche e far fronte ai noti problemi di privacy già incontrati da Google.

Questo servizio non si fermerà ovviamente a pc e notebook: già vedo la sua estensione al mondo mobile sugli smartphone ed è verosimile pensare che Microsoft faccia in modo di integrarlo con servizi advertising-based e proporlo in forma preferenziale su quelli dotati di sistema operativo Windows Mobile e modulo GPS.

Si affolla l’orbita di Facebook e dei social network

Ieri, nel parlare dei termini più ricercati su Google, scrivevo che il social networking tiene banco e che i motori di ricerca si stanno spingendo in quella direzione, citando l’articolo scritto per The New Blog Times in cui ho parlato di Cuil (motore di ricerca nato da alcuni transfughi di Mountain View) e della nuova feature di social networking contestuale, per integrare i risultati delle ricerche effettuate con informazioni tratte da Facebook.

Oggi apprendiamo che, entro la prima metà del 2010, anche Yahoo si legherà al popolare social network:

L’ha appena annunciato direttamente Yahoo!, con un comunicato stampa, anzi, un post tondo tondo, sul celebre Yodel Anecdotal: “abbiamo buone notizie da condividere con tutti coloro che usano Yahoo! e Facebook – nella prima metà del 2010 apriremo le porte tra le due maggiori comunità Internet online. Si potrà vedere l’attività dei propri amici di Facebook su Yahoo! e condividere i contenuti di Yahoo! – classifiche, foto, commenti ad articoli ed altro – direttamente sul vostro stream Facebook. Stiamo realizzando tutto ciò attraverso una profonda integrazione con un servizio chiamato Facebook Connect nelle proprietà Web di Yahoo! in tutto il mondo e lo stiamo annunciando oggi”, si legge sul sito.

A questo si deve aggiungere l’intenzione di Flickr di utilizzare Facebook Connect, come si legge su AllThingsDigital.

Considerando che Flickr fa parte del gruppo Yahoo! e che quest’ultima è partner di Microsoft nel settore della ricerca su Internet, e che Bing si è già dichiarato pronto alla social integration, con accordi firmati con Facebook e Twitter per includere nei risultati di ricerca gli aggiornamenti di stato dei due network, si può ben dire che nel web mondiale sta prendendo forma un polo della social integration di dimensioni considerevoli.

Banda larga e benefici sull’occupazione

Stefano Quintarelli ha pubblicato un post molto interessante circa un tema a cui avevo fatto cenno un mese fa: parlando dell’intenzione, da parte del governo, di congelare i fondi per lo sviluppo della banda larga, dicevo che la realizzazione di progetti di nuove infrastrutture di telecomunicazioni avrebbe avuto, tra l’altro, riflessi immediati e tangibili anche sullo sviluppo occupazionale del settore.

Il post di Quinta si chiama Incentivi alla banda larga ed effetti sull’occupazione e spiega il contenuto di due documenti (un articolo di LSE Enterprise e ITIF e uno studio di Massimo Chiriatti su Broadband ed occupazione in Italia):

Nello studio viene presentato in modo semplice l’applicazione del modello ITIF per un investimento di 800 milioni di euro nella banda larga.

Grazie allo studio, si capisce come, dall’investimento in questione, si possa generare occupazione per più di 59.000 addetti. Teniamo presente che il “network effect”, stimato nello studio a 1, in altri paesi (USA) è stimato ad 1,7, per cui lo studio risulta cautelativo.

Il numero di occupati non va inteso come “nuovi posti di lavoro”, bensi’ come occupazione in Full Time Equivalents, che puo’ tradursi in nuova occupazione, riduzione del numero dei licenziamenti o dei part-time, riduzione del ricorso a sostegni pubblici diretti. In ogni caso, un effetto benefico.

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