Il fatto che Windows 7 consenta di lavorare in XP Mode (grazie ad un componente disponibile per il download da questa pagina web) è molto significativo. Non è solo un tributo alla migliore versione di Windows mai patchata sviluppata da Microsoft: la sua sopravvivenza in una macchina virtuale utilizzabile su Seven sembra soprattutto mirata anche a far dimenticare al più presto Vista e i suoi effetti collaterali.
Che gli U2 conoscano benissimo le potenzialità pubblicitarie di Internet è cosa nota: da qualche tempo fa notizia, e non a caso, il binomio (anche fonetico) che unisce il loro nome a quello di YouTube per via di numerose anticipazioni – più o meno incontrollate – che alcuni pirati avrebbero pubblicato in relazioni ad alcuni brani della band irlandese.
Ora il binomio acquista un sapore da joint-venture, o quantomeno da partnership, dal momento che il concerto che domenica prossima gli U2 terranno al Rose Bowl di Pasadena sarà interamente trasmesso in streaming proprio su YouTube. L’unico sacrificio chiesto ai fan italiani (dotati di connessione broad band) sarà la levataccia, dal momento che l’evento andrà in onda online alle 20.30 ora locale e legale (che in Italia, già in ora solare, dovrebbe corrispondere alle 4.30 del mattino, se non erro).
Se non puoi combatterli, unisciti a loro.
E’ questo il sunto della strategia pensata da Sky per il mercato della tv digitale terrestre: da dicembre, il decoder satellitare del gruppo di Rupert Murdoch potrà integrare anche funzioni di zapper per il digitale terrestre, grazie ad una digital key (‘na chiavetta USB, insomma) da collegare al dispositivo. Ne parla questa notizia ASCA:
A partire da dicembre, per consentire ai propri abbonati di completare il passaggio alla tv digitale accedendo anche ai canali gratuiti disponibili sul digitale terrestre, Sky lancera’ sul mercato la ‘Digital Key’, una piccola penna Usb con funzione di sintonizzatore tv digitale terrestre che, collegata al decoder Sky Hd, o My Sky Hd, consentira’ di accedere a tutti i canali in chiaro disponibili sul digitale terrestre in modo semplice ed economico. La ‘Digital Key integrera’ nella Guida Tv Sky la programmazione dei canali digitali consentendo di fare zapping su tutta l’offerta digitale in chiaro senza cambiare telecomando.
Due piccioni con una fava: Sky, con questa offerta, accontenta i propri clienti (che in questo modo non si vedranno costretti ad aggiungere un altro decoder al proprio televisore) e concretizza, con l’artificio della chiavetta USB, l’obiettivo del decoder unico che consente al cliente Sky di fruire anche dei vari canali Rai diffusi sul digitale terrestre, con buona pace della TV di Stato che la scorsa estate ha abbandonato la piattaforma satellitare.
Ma a parte quella che da un lato sembra un’astuta sceltra di business e dall’altro una contraddizione apparentemente inspiegabile, il punto è un altro, come spiega Mauro Vergari:
Peccato che così facendo vengono lesi due diritti fondamentali degli utenti. Il primo è quello di garantire al consumatore la libera scelta della piattaforma trasmissiva da utilizzare, il secondo , di garantire ai 3.000.000 e passa di utenti che non ricevono il segnale terrestre di vedere tutti i canali televisivi attraverso la parabola. Ma a SKY, come agli altri broadcaster, non interessa nulla delle persone, a loro interessa solo farsi guerra.
Agcom se ci sei batti un colpo.
Banda larga garantita per legge in Finlandia, dove l’accesso ad Internet a 1 Mb – dalla prossima estate – sarà un diritto istituzionalmente riconosciuto ai cittadini. Yle.fi riferisce infatti che dal prossimo luglio a ogni utente finlandese sarà assicurato il diritto ad avere un accesso broad band da 1 Mbps. Entro il 2015, inoltre, si prevede che tale diritto possa essere esteso, tanto da garantire a tutti i cittadini accesso da 100 Mb.
E in Italia? I problemi della rete nostrana sono ben noti agli addetti ai lavori e anche a chi legge questo blog. Tuttavia c’è chi annuncia una svolta clamorosa. Renato Brunetta, ministro per l’Innovazione e la Pubblica Amministrazione, dai microfoni della trasmissione radiofonica Il Brunetta della Domenica, in onda su RTL, oggi ha dichiarato: “Conto di avere due mega di banda larga per tutti a partire dal 2010″.
Considerando che al 2010 mancano poco più di due mesi, e che – come ogni anno solare – ne durerà 12, considero difficile conseguire entro la fine del prossimo anno questo obiettivo, di cui peraltro la stampa parla senza aggiungere contorni e dettagli, se non un piano di investimenti per 800 milioni di euro, cifra che auspico resti destinata allo scopo dichiarato. Intendiamoci, io sarei ben contento che questo risultato fosse raggiungibile in tempi così brevi: faccio il tifo per chiunque si batta per questa causa e sono pronto a fare un passo indietro dal mio scetticismo e ad applaudire con ammirazione chi avrà il merito di riuscirvi, ma considerando i vari fattori di digital divide che ancora oggi caratterizzano il mercato del nostro Paese, ritengo ardua l’impresa di portare “due mega di banda larga per tutti a partire dal 2010″.
Ammesso e non concesso che con “due mega” si intenda 2 Mbps, altrimenti tutto è possibile.
Negli ultimi tempi avete riscontrato problemi con Google Docs? Niente paura: da Mountain View giungono ampie rassicurazioni.
* Writely è il word processor web-based sviluppato dall’omonima società, che Google acquistò nel 2006 per dar vita a Google Docs & Speadsheets.
Alcuni anni fa ho scritto un articolo sulla storia di Internet, ancora oggi – con mio sommo stupore – letto via web da numerosi utenti. Essendo una ricostruzione sintetica non è esente da lacune, ma pare che una sia piuttosto importante: secondo quanto leggo da .mau. – che riporta un articoletto del Corriere della Sera – io (insieme ad altri che si sono cimentati in ricostruzioni anche molto più approfondite della mia) mi sarei dimenticato di citare colui che avrebbe fatto nascere Internet da una propria brillantissima intuizione, Al Gore.
Questa attribuzione di paternità giunge da Daniele Manca, vicedirettore del Corriere. Che non sa – o non ricorda – che si tratta della reminescenza di una bufala datata 1999.
La deprecabile prassi di riciclare documenti (magari scaduti) per attivare procedure di number portability ai danni di utenti ignari e inconsapevoli ha colpito una vittima illustre, Andrea D’Ambra. Considerando la sua nota tenacia nel perorare cause importanti, prevedo – anzi, auspico – conseguenze risonanti.
Seppur impegnato (ancora per qualche giorno) in un progetto “tosto” i cui postumi quotidiani, nelle ore serali, mi fanno preferire molte altre attività all’utilizzo di un computer, non mi faccio mai mancare una lettura a ciò che accade nel mondo e in Rete. E noto che, se il tema della libertà di stampa sta scaldando gli animi di lettori, giornalisti ed editori, quello della qualità di stampa (che comunque vi si correla) dovrebbe nondimeno interessare i medesimi soggetti interessati. Qualcuno sembra però ignorarlo, come si deduce dall’emblematica segnalazione che Massimo Mantellini ha raccolto:
Giorgio mi segnala questo articolo de IlSole24ore composto prendendo di peso una voce di Wikipedia sul Lodo Mondadori ed aggiungendo un paio di aggettivi e di virgole. Alla fine del pezzo fra parentesi c’e’ scritto “Rielaborazione da Wikipedia”. Poco piu’ sotto c’e’ invece “Riproduzione riservata”. Direi che proprio non ci siamo.
Sottoscrivo, per tutte le testate che insistono con l’inserimento della dicitura © RIPRODUZIONE RISERVATA anche sotto i comunicati stampa copiaincollati.