Home » 2009 » aprile

Archivio mensile:aprile 2009

Good news: abrogato l’emendamento D’Alia

Buone nuove dal Parlamento: il contestatissimo emendamento D’Alia è stato abrogato.

Si allunga la vita del diritto d’autore

Come scrive Gaia su Punto Informatico, il Parlamento Europeo ha votato a favore dell’estensione a 70 anni della durata del diritto d’autore, dai precedenti 50 anni:

gli attuali 50 anni di tutela e di raccolta delle royalty non permetterebbero ai canuti artisti e ai loro eredi di godere dei frutti dell’estro artistico che li animava in passato. Balere e nostalgici dovrebbero continuare a sfamarli, a garantire loro un sereno invecchiare. Si tratterebbe in primo luogo di una questione di caratura morale. McCreevy proponeva un sostanziale raddoppio della durata della raccolta delle royalty, da 50 anni a 95 anni di tutela a partire dalla pubblicazione.

Non ho ancora le idee chiare su come questa novità possa essere recepita in Italia, ne’ se possa riguardare anche opere per cui il diritto d’autore si è appena estinto, ma sarei curioso di sapere – tanto per fare un esempio non trascurabile – se questa estensione consentirà agli eredi di Modugno (e a Franco Migliacci) di chiedere le royalties sull’esecuzione di Nel blu dipinto di blu (Volare) per altri vent’anni.

Google va verso il social networking?

Così pare, vista l’introduzione dei nuovi e più ricchi profili utente (nuove forme di identità elettronica) che consentono la condivisione di dati personali e contenuti pubblicati con altri iscritti. Somiglia un po’ a Facebook e ad altri servizi analoghi, anche se per Google questo sembra essere uno strumento in più per veicolare i propri utenti verso specifiche inserzioni di AdSense.

Del resto, la pubblicità è l’anima del commercio, e per Google il commercio e la pubblicità sono business.

Al buio di un polmone

Da qualche giorno circola in rete, diffusa dalle agenzie di stampa, la notizia di un abete di cinque centimetri rimosso dal polmone di un uomo russo di 28 anni.

Il giovane era stato sottoposto ad intervento chirurgico perché gli era stato diagnosticato un tumore maligno, che si è poi scoperto essere una piccola conifera, un abete rosso. I medici pensano che l’uomo possa aver inalato un seme, che sarebbe poi germogliato nel polmone.

Come questo fenomeno sia stato possibile non è dato saperlo. Non ho la competenza per affermare che si tratti di una bufala, ma ho qualche motivo – credo legittimo – di dubitare della notizia. Ne cito solo un paio:

  1. è vero che l’abete rosso resiste a bassissime temperature, ma a scuola mi hanno insegnato che una pianta come quella ha bisogno di luce per la fotosintesi clorofilliana e in un polmone c’è buio
  2. siamo in aprile e la notizia potrebbe essere in circolazione da 17 giorni

UPDATE

Poteva mancare un contributo scientifico? No. Ecco quello offerto da Paolo Attivissimo, che oltre a segnalare una trascrizione del 14 aprile che già riporta il parere categorico di un’esperta di botanica che definisce impossibile l’evento, aggiunge:

Per fortuna in questo panorama di giornalismo poco cauto spicca la canadese CBC News, che fa la cosa più logica: consulta gli esperti e scopre come stanno davvero le cose. Non solo i botanici confermano che un abete non può crescere in quel modo dentro un polmone umano, ma il radiologo contattato dalla CBC News nota che la radiografia mostra un abete ben più grande di quello mostrato nella foto e soprattutto nota che la spalla, nella radiografia, ha una zona di accrescimento nella spalla che non si è fusa e quindi appartiene a un paziente pediatrico, non a un ventottenne.

Dopo questi indizi, la CBC cala l’asso: la notizia è stata pubblicata dai giornali russi nel giorno che, nel calendario giuliano in uso in quelle regioni, corrisponde al primo d’aprile nel calendario gregoriano (quello usato in Occidente), come indicato qui. Sarà un caso?

Analogical Guru

Leggo da Aghost un nuovo esempio di malatelevisione:

Per caso sono incappato nel programma “Insieme sul Due” di Rai2, rotocalco quotidiano sui “temi caldi affrontati ogni giorno dalle famiglie italiane e l’incontro con la grande attualità e l’informazione” condotto da Milo Infante.

Mi sono fermato ad ascoltare perché si parlava di internet. Dopo pochi secondi si è capito subito il taglio del prato: “Internet è aberrante, Facebook tremendo perché è un sorrogato della realtà che viene sostituito dal virtuale…” e via con altre facezie simili.

Chi proclamava, con ammirevole sicumera, queste trite e ritrite stupidaggini? Sempre i soliti zombie del cimiteriale teatrino televisivo: Alba Parietti più siliconata che mai (è detta anche “Silicon Valley”), Francesco Alberoni noto più per il suo celebre riporto che per le “alberonate” scritte nei libri, la direttrice di scemenze “Diva e donna” Silvana Giacobini e l’attore (?) ormai arruolato carabiniere Andrea Roncato. Il programma, e non poteva essere diversamente, è un programma dell’ineffabile Michele Guardì.

Ora, che siano costoro, che sopravvivono solo grazie al canone obbligatorio, a fare la predica delle presunte aberrazioni di internet, è davvero grottesco. Proprio loro, che abitano da sempre nel teatrino virtuale televisivo, degli zombi che stanno insieme col silicone e che non potrebbero concepire, tra una pietosa ospitata e l’altra, null’altra esistenza al di fuori del tubo catodico, vengono a descriverci le aberrazioni di internet? Essù, un minimo di pudore no?

Meno male che non ho visto la trasmissione. Per superficialità di contenuti ed esperienza dei contributi, mi ricorda una puntata di Porta a Porta di un anno fa.

Un solo pensiero: Barack Obama, con il suo staff, ha organizzato una campagna elettorale di successo sfruttando i nuovi strumenti di comunicazione offerti da Internet per raccogliere ciò che la popolazione aveva da dire, e ancora adesso mostra di riconoscere la fondamentale importanza della Rete. Mi è già capitato in altre occasioni di considerare che Il mondo corre e l’Italia sta a guardare e quanto riferito da Aghost in ordine alla trasmissione da lui citata dimostra per l’ennesima volta che – ahimé – c’è una diffusa ignoranza sul tema.

Detto questo, voi come definireste una persona che ha un sito web (proprio, o strettamente legato alla propria attività professionale) e va in TV ad affermare “Internet è aberrante”?

Serena Pasqua a tutti

resurrezione_fraangelico

In questo periodo non può essere buona per tutti, ma a tutti auguro una Pasqua serena.

Giornalismo d’accatto

Cattiva Maestra segnala un servizio trasmesso da Matrix piuttosto imbarazzante. Per una trasmissione giornalistica.

Dottrina Sarkozy, così com’è non passa

Pare che ieri, al Parlamento francese, ci sia stato un fuggi-fuggi di deputati proprio quando era in votazione il progetto di legge sulla “Protezione dei diritti in Internet”, la cosiddetta dottrina dei tre schiaffi tanto voluta dal presidente francese che, con con 21 voti contrari e 15 favorevoli, non è stata approvata.

Nessuno può ancora saltare per la gioia: il provvedimento, che istituisce quell’autorità chiamata HADOPI preposta a decidere di tagliare la connessione Internet (anche per un anno) a chi sarà ritenuto colpevole di download illegale, sarà ripresentata con alcuni emendamenti il 28 aprile. Ciò non toglie che il popolo della Rete francese, nell’uovo di Pasqua, si sia trovato una gradita sorpresa.

Ne hanno ricevuti abbastanza

Bombardato di e-mail di protesta perché accusato dagli spettatori di sciacallaggio mediatico per aver vantato ascolti da record nelle edizioni che davano ampio spazio agli eventi legati al terremoto in Abruzzo, il TG1 assicura di aver recepito il messaggio, e lo dice sia dalla propria pagina su Facebook che sul sito web:

tg1abruzzofb

abruzzotg1web

Detto questo, nessuno contesta la professionalità degli inviati e dei giornalisti, che stanno svolgendo un ottimo lavoro in condizioni di emergenza, ma temo anch’io che la scelta di snocciolare i risultati d’ascolto davanti alle telecamere sia stata davvero di pessimo gusto. Ne farà ammenda in TV?

UPDATE: dal sito web la scritta in rosso è stata rimossa. Si saranno accorti che nell’ultima riga mancava una elle?

Curiosità sull’assemblea Telecom?

… Stefano Quintarelli è presente e sta facendo liveblogging (in altri tempi avremmo parlato di servizio stenografico, ma questo ha un notevole valore aggiunto).

PS: la cronologia è invertita (l’intervento più recente compare in alto)

L’Aquila, gli avvoltoi e gli sciacalli

Non ci sono parole per qualificare le persone che si rendono colpevoli di atti di sciacallaggio dopo le scosse di terremoto che hanno colpito L’Aquila e altre località in Abruzzo. A quanto pare queste persone erano già in azione in città pochi minuti dopo la grande scossa: interi palazzi abbandonati in fretta e furia, porte aperte o varchi spalancati per il crollo di detriti sono un invito a nozze per persone senza scrupoli che non esitano a trasformarsi in predatori che si approfittano della vulnerabilità, della paura, del dolore e della morte. Qualcuno è già stato arrestato, ma episodi come questi si ripeteranno facilmente e occorre molta attenzione.

Ma agli sciacalli tradizionali – segno dei tempi – si sono affiancati nuovi avvoltoi virtuali (che si avventano su prede reali).

Fra i vari episodi segnalati c’è l’appello pubblicato su Facebook dal sedicente Marco Pellegatti, che – sfruttando una ricetta consolidata e sempre di effetto, i cui ingredienti si chiamano iniziativa benefica e testimonial famosi – si presenta come nipote del giornalista sportivo Carlo Pellegatti. Questo Marco ha aperto una fasulla raccolta fondi che, citando un’inesistente patrocinio di Mediaset e AC Milan, invita a versare denaro su una Carta Lottomaticard. Le due società si sono dichiarate assolutamente estranee all’iniziativa, così come Carlo Pellegatti che – tra l’altro – non ha nipoti che si chiamino Marco. Naturalmente esistono anche i classici (nell’epoca di Internet ed e-mail) casi di phishing, da cui bisogna diffidare come del Gatto e la Volpe: un esempio eclatante sono i falsi messaggi di solidarietà opportunamente segnalati da Abruzzo24ore.

Purtroppo non ci possiamo più permettere di meravigliarci di questo tipo di vicende. Ma proprio per questo è necessario tenere gli occhi bene aperti…

P.S. in tutto questo trovo semplicemente stomachevole il fatto che il TG1, nelle edizioni trasmesse in questi giorni, voglia condividere con gli spettatori un inutile orgasmo derivante dal lapalissiano susseguirsi di ascolti da record. Il titolo di queste righe si ispira anche a questo.

Donazioni, nessuna tassa sugli SMS solidali

Tanto per fugare dubbi e perplessità manifestate da più parti in rete, segnalo che gli SMS solidali che potete inviare al 48580, donando un euro per ogni “messaggino”, non sono tassati. Non è una supposizione, ma una disposizione di legge valida tutt’oggi, stabilita a fine 2004 in seguito alle iniziative benefiche a favore delle vittime dello Tsunami. E’ contenuta nell’articolo 10 del Decreto-legge n.315 del 30 dicembre 2004, poi convertito nella Legge n. 21 del 28 febbraio 2005:

Gli addebiti, in qualunque forma effettuati a decorrere dal 26 dicembre 2004 dai soggetti che forniscono servizi di telefonia, degli importi destinati dai loro clienti ad aiuti a popolazioni colpite da catastrofi naturali sono esclusi dal campo di applicazione dell’imposta sul valore aggiunto.

Per ogni messaggio, dunque, gli operatori di telefonia verseranno un euro pieno, netto, senza alcuna tassa, nemmeno l’IVA) al Dipartimento della Protezione Civile per il soccorso e l’assistenza alle popolazioni colpite dalla catastrofe. Potete inviarne quanti ne volete, ad ogni ora, tutti i giorni. E’ uno strumento immediato e semplice da utilizzare, alla portata di tutti e non vi costringe a fare alcuna coda.

Per ogni chiamata al 48580 da telefono fisso saranno donati due euro.

Altre possibilità di donazione:

Raccolta fondi Croce Rossa Italiana:

  • Conto corrente bancario C/C n. 218020 presso BNL – Roma, intestato a CRI – codice IBAN IT66 – C010 0503 3820 0000 0218020, causale: Pro terremoto Abruzzo;
  • Conto corrente postale n. 300004 intestato a CRI causale: pro terremoto Abruzzo;
  • Versamenti on line sul sito: www.cri.it/donazioni.html

Oltre ai riferimenti citati sopra, il sole 24 Ore pubblica un nutrito elenco di iniziative benefiche:

Sisma, ecco come effettuare le donazioni di solidarietà

con i riferimenti di tutto ciò che è stato organizzato da Unicredit, Monte dei Paschi di Siena, Gruppo Intesa Sanpaolo, Banca Mediolanum, Poste Italiane, Fondazione Banco Alimentare Onlus, Fondazione La Stampa – Specchio dei tempi, Partido Democratico e Popolo delle Libertà.

La Rete per il terremoto

Luca De Biase sottolinea come, in seguito alla devastante scossa di stanotte, la notizia sia rimbalzata in tutto il mondo grazie a grazie a Twitter e come CNN e BBC abbiano fatto ricorso alla medesima risorsa per reperire informazioni di prima mano. E osserva:

Un’occasione terribile per trovare un esempio del rapporto di collaborazione che può emergere tra il sistema delle news professionali e le informazioni che si scambiano le persone. I giornali che ne vogliano fare buon uso dovrebbero conoscerne bene le possibilità.

E’ soprattutto in momenti come questo che si deve fare un buon uso delle possibilità offerte dalla Rete. La rete non è solo un’opportunità che i media devono cogliere per svolgere il proprio lavoro di informatori: deve essere utilizzata dalle Istituzioni, dalle Unità di Crisi e da chi si occupa di portare soccorso e conforto alla popolazione colpita dalla tragedia e bisognosa di aiuto.

Qualcuno ci sta già pensando: su Facebook stanno già nascendo iniziative che vanno in questo senso. I gruppi Aiutiamo l’Abruzzo e Aiutiamo l’Abruzzo dopo il Terremoto pubblicano informazioni utili su contatti della Protezione Civile, riferimenti per donazioni,  trasfusioni di sangue, richieste di infermieri qualificati. Sono buoni esempi di utilizzo di uno strumento che ha svariati utilizzi, dai più faceti ai più utili.

Come segnala Paul The Wine Guy, sempre su Facebook c’è anche una proliferazione di gruppi completamente inutili. Ignoriamoli e puntiamo la nostra attenzione su chi si sta rimboccando le maniche (reali o virtuali) per fare qualcosa di concreto.

L’uomo che ascoltava la terra

La scorsa settimana Giampaolo Giuliani aveva preannunciato l’arrivo imminente di un terremoto disastroso. Il terremoto, nelle ore successive, non si è verificato e Giuliani – che non sembra un veggente, ma pare essere un ricercatore presso i Laboratori nazionali del Gran Sasso – è stato accusato di aver scatenato una psicosi da catastrofe ed è stato colpito da una denuncia per procurato allarme.

Oggi, una settimana dopo:

Terremoto in Abruzzo: 27 morti accertati, migliaia di sfollati e centinaia di feriti

Crollati molti edifici: 45-50 mila sfollati. Il sisma, di 5,8 gradi Richter, avvertito alle 3,32 in tutto il Centro Italia

Leggo anche:

Bertolaso: «Era impossibile prevederlo» Berlusconi firma lo stato d’emergenza

«Non avremmo mai immaginato di dover evacuare una intera regione senza sapere quello che sarebbe accaduto»

Alla luce di quanto è accaduto, sembrerebbe che la previsione della catastrofe non fosse affatto impossibile, ma molto difficile da collocare dal punto di vista temporale e, a questo punto, mi chiedo se il sistema brevettato da Giuliani non debba essere valutato dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, prima di bollarlo come inutile: se è vero che nella zona interessata dal sisma Bertolaso ha ragione nel dire “è ben evidente che non avremmo mai immaginato di dover evacuare un’intera regione come l’Abruzzo senza sapere quello che sarebbe accaduto successivamente” e che l’alto numero di vittime è dovuto al crollo di abitazioni mal tenute o costruite senza alcuna precauzione antisismica, è altrettanto vero che si potrebbe valutare – sempre che già non sia stato fatto – l’avvio di una collaborazione con chi ha elaborato il precursore sismico per migliorare il sistema e avere previsioni più attendibili.

Io, di fondo, resto un po’ scettico. Ma non ho la competenza per escludere nulla.

Questione di pulizia mentale

Altra ANSA da collezionare:

Cervello: il sonno lo appesantisce

Secondo uno studio dormire lo ripulisce

Il titolo dice una cosa, il sottotitolo fa pensare al contrario. L’articolo conferma in sostanza il sottotitolo:

Non dormendo, nel cervello si accumulano proteine in eccesso sui ponti di contatto tra neuroni, le sinapsi, appesantendone il funzionamento. Lo hanno scoperto scienziati italiani superesperti della scienza del sonno. Pubblicata sulla rivista Science, la scoperta e’ importante perche’ rappresenta una prova diretta della teoria secondo cui il sonno e’ il momento in cui il cervello fa ordine dentro di se’, incasellando le informazioni accumulate il giorno precedente ed eliminando il superfluo.

Quando ero bambino, mio nonno materno diceva: “Dormi, domani avrai la mente sgombra”. Era un tipografo, non un superesperto della scienza del sonno.

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Unisciti agli altri 675 follower

%d bloggers like this: