La crisi colpisce anche la cultura

Stamattina nella mia mailbox è comparso un messaggio pubblicitario che mi propone, senza impegno d’acquisto eh, intendiamoci, di chiedere informazioni – anche commerciali – su un’edizione particolare (a tre volumi) della prestigiosa Enciclopedia Italiana di Scienze, Lettere ed Arti,  in cambio di una chiavetta USB dal design moderno ed essenziale.

Il messaggio contiene un link che rimanda ad un sito web che presenta l’opera. Incuriosito, ma certo di trovare una presentazione degna della reputazione dell’Istituto che è editore dell’enciclopedia, clicco e cosa trovo? Onde evitare che vi sfugga lo strafalcione, l’ho evidenziato in giallo:

Eccezzionale (con due zeta)! Incredibbile (con due b)! Roba da far accapponare i capelli! In primis perché un errore simile non può essere commesso dall’Istituto dell’Enciclopedia italiana. In secondo luogo perché – questo almeno è ciò che si percepisce – questa iniziativa commerciale ha tutta l’aria di essere finalizzata non tanto a rendere più abbordabile una preziosa e ricercata risorsa enciclopedica (che per il suo costo, fino ad oggi, è sempre stata sugli scaffali di biblioteche pubbliche o private), quanto a soddisfare la necessità di allargare il proprio business in un mercato sempre meno florido. Chissà che avrebbe detto il fondatore

Speriamo che questi tre volumi non siano scritti nello stesso italiano di questa pubblicità! E poi, diciamocela tutta, la Treccani è un’enciclopedia tradizionalmente maestosa. Una Treccani a tre volumi è come una Ferrari Station Wagon: inguardabile.

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