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La carta simpatica

Finalmente, dopo qualche anticipazione, Xerox ha presentato la carta con stampa a scomparsa. La cui utilità si fonda su questo presupposto: la carta, nonostante i sistemi di archiviazione digitale con relative soluzioni di gestione documentale, resta il supporto preferito da chi deve realizzare un rapporto, un documento, una tabella, una comunicazione anche se ha validità temporanea. Infatti Xerox ha riscontrato che il 40 per cento dei documenti stampati vengono usati per meno di 24 ore, superate le quali conservano valore talmente di rado da essere quasi sempre distrutte.

Questa soluzione evita dunque quella che molti chiamano archiviazione verticale, ossia il cestino. Questa carta cancellabile, rivestita di speciali composti chimici, reagisce a specifiche lunghezze d’onda luminose e va utilizzata insieme ad apposite stampanti che con la luce cancellano i fogli prima di riutilizzarli per nuove stampe. Il testo scompare in ogni caso dopo 24 ore, indipendentemente dal fatto che venga esposto alla luce o meno.

Una carta simpatica insomma. Da utilizzare ad esempio per il prossimo contratto da siglare con un partner antipatico.

Ma, battute a parte, letta così la notizia sembra interessante dal punto di vista tecnologico e riporta un’idea che, attuando un riciclo immediato della carta utilizzata per le stampe, potrebbe riscuotere ampi consensi dagli ambientalisti. Secondo me, però, è necessario avere le idee chiare su alcuni aspetti. Questi sono quelli che mi vengono in mente:

  1. Questa carta  è in realtà rivestita di sostanze chimiche, quindi a fine utilizzo potrebbe essere considerata un rifiuto speciale, da trattare in modo ben diverso dalla carta ordinaria. Inoltre, non credo sia noto quanto sarà eco-compatibile il processo produttivo.
  2. La vita utile di questi fogli non è illimitata, un foglio potrebbe essere utilizzato per qualche decina di stampe (diciamo una cinquantina), quindi ci vuole una certa accortezza nel riutilizzarli. Ad esempio, se oggi ne inseriamo una risma nella nostra superstampante, nel giro di qualche giorno o settimana, il cassetto/vassoio destinato alla carta “simpatica” potrebbe essere pieno di fogli di età variabile in ordine sparso (fogli nuovi, qualche foglio già utilizzato qualche volta, fogli arrivati a “fine carriera”) e potremmo dunque trovarci a stampare su fogli di qualità eterogenea e quindi rischiare di ottenere stampe leggibili e stampe meno leggibili. Una possibile soluzione al problema potrebbe essere l’adozione di un criterio First In First Out (per gli amici FIFO) nell’inserimento della carta da riutilizzare nell’apposito vassoio/cassetto (che generalmente viene utilizzato in modalità Last In First Out (LIFO). Ma se i fogli non vengono re-inseriti puntualmente ogni 24 ore (io potrei ad esempio dimenticarmi sulla scrivania qualche foglio per uno o più giorni) il giro quotidiano salta. Inoltre c’è da considerare che, all’atto pratico, verosimilmente poche persone rispetterebbero il criterio FIFO: uno dovrebbe ogni volta aprire il cassetto e sollevare la risma presente, per riporvi i fogli stampati più recentemente. Oggi lo fa, domani forse lo farà, ma dopodomani secondo me se ne sarà già stufato.
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1 commento

  1. [...] presenta la carta a scomparsa, che permette di stampare più volte sullo stesso foglio. Dario Bonacina ne valuta i pro e i [...]

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