Risolvere

Una piccola e utile lezioncina di Gaspar Torriero sull’utilizzo del file hosts presente sul PC.

Nella cartella “C:\WINDOWS\system32\drivers\etc” del tuo PC trovi un file che si chiama “hosts” (senza estensione), che puoi aprire e modificare con Notepad.
Questo file contiene, su ogni riga, un indirizzo IP seguito da uno spazio e da un indirizzo web.
Quando tu vai a un sito chiamandolo per nome, Widows come prima cosa cerca l’IP corrispondente nel file “hosts”, e solo se non lo trova lo chiede a un server DNS.
Il file “hosts” si presta quindi a molti usi. Ad esempio, per impedire al browser di andare su siti dove non vuoi che vada: la riga “127.0.0.1 www.pubblicità.com” redirige tutte le chiamate al sito
pubblicità.com verso il local loop, dove appunto le pubblicità non ci sono.
E ovviamente, puoi usarlo per permettere al browser di andare su siti dove ti impediscono che vada: la riga “83.140.65.11 thepiratebay.org” risolve correttamente un indirizzo IP che i server ufficiali risolvono in modo sbagliato.
Tutto questo per dire: internet routes around obstacles. Se ne facciano una ragione. 

Da parte di MVP, invece, ecco invece una soluzione più radicale.

un computer neanche troppo nuovo, con neanche troppa memoria, con un hard disk anche piccolino e una scheda di rete. Non serve ambiente grafico, non occorre nulla di sofisticato, basta una qualsiasi distribuzione Linux. La si installa, si installa il software BIND, si installa Webmin per amministrare il tutto via rete ed ecco pronto il proprio DNS privato, a cui si avrà cura di non inserire alcun forwarder, in modo che la risoluzione sia sempre svolta partendo dal root domain.

E la censura, come una macchia, se ne va.

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