Sur le point de mourir

A volte accade che dal fallimento di un’azienda si arrivi ad una rinascita, con un’altra proprietà, nuovi capitali e una diversa gestione. Una possibilità che non toccherà Vive La Vie – società che controllava Elitel, di cui potete trovare notizie in questo blog – la cui procedura concorsuale è arrivata ad un punto morto. Nella homepage del sito dell’operatore è infatti comparso questo comunicato (i grassetti sono miei):

Il curatore fallimentare ritiene doveroso di informare la clientela che, nonostante l’interesse di vari soggetti, non è stato possibile procedere all’affitto a terzi del ramo d’azienda di proprietà della fallita Vive La Vie s.p.a., per cui l’attività aziendale deve necessariamente cessare.

I servizi di telefonia fissa, servizi web e posta elettronica verranno garantiti per 30 giorni dalla data odierna, periodo quest’ultimo nel quale la clientela potrà attivarsi per trovare un fornitore alternativo.

Per i servizi di telefonia mobile, ad oggi, per fatti del tutto indipendenti dalla volontà di questa curatela, non è possibile dare garanzie circa la continuità del servizio.

il curatore

( avv. Gerolamo Bonfanti Palazzi )

ViveLaVie è dunque clinicamente morta e la clientela superstite (pare che ce ne siano ancora) che non ne fosse stata messa al corrente farà meglio ad affrettarsi a scappare, visto che la nave ha iniziato ad affondare parecchio tempo fa.

Per quanto riguarda Plexia, che qualche mese fa aveva rilevato l’utenza business di Elitel, al momento non sono in grado di fornire aggiornamenti. Ho ricevuto solamente alcune segnalazioni che sto verificando: il dato di fatto acquisito è che i disservizi evidenziati dagli utenti non si sono risolti nel giro di pochi giorni, come l’azienda mi aveva risposto in luglio. E questo, purtroppo, non è un sintomo positivo. Non lo è per l’azienda, non lo è per gli utenti e non lo è per il mercato italiano delle telecomunicazioni, in cui le aziende in grado di rimanere a galla sono sempre meno.

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