Brunetta fa rima con vignetta

Mi era sfuggita – ma rimedio parlandone subito – l’apertura di un concorso, promosso dal Ministero per la Pubblica Amministrazione e l’Innovazione, sulla vignette satiriche dedicate a Renato Brunetta. Il concorso, che si chiude il 10 agosto, viene così motivato (cito dal regolamento):

Da diverse settimane consultiamo tutti i quotidiani e le riviste in edicola alla ricerca di una qualsiasi vignetta che metta alla berlina il ministro Renato Brunetta e la sua politica di riforma della Pubblica Amministrazione. Invano. Abbiamo così deciso di rivolgerci al Paese per superare questa anomalia senza precedenti.

Chi può parteciparvi? Tutti i cittadini, al concorso possono infatti accedere “anche i dipendenti pubblici, beninteso a condizione che la vignetta sia stata da loro pensata e disegnata durante le ferie, la pausa pranzo o i permessi per malattia”. E che diamine.

Dall’11 agosto le vignette saranno pubblicate tutte sul sito web del ministero e l’autore della vignetta più votata sarà premiato in settembre dal ministro Brunetta in persona (che secondo il Corriere – come si legge a pagina 2 di questo ritaglio – proprio in quel periodo cederà la branca dell’Innovazione Tecnologica a Lucio stanca, che se ne farà carico in veste di ministro). Ci sarà anche un premio? Non è dato saperlo.

Ma perché non organizzare un concorso di più ampio respiro, dedicato a tutti i componenti del governo? Così, per par condicio.

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Street view non guarda in faccia a nessuno

Street View è inevitabilmente destinato a fare parlare di se’. Il servizio di Google Maps, che offre visioni panoramiche delle strade e consente escursioni virtuali via Internet (una sorta di Grande Fratello in differita su cui già c’è stata qualche polemica), è l’argomento di un documento realizzato dal National Legal and Policy Cente, di cui parla Paolo Attivissimo. Con il documento in questione, il NLPC sembrerebbe voler dimostrare che anche la privacy degli stessi boss di Google è minacciata dalla loro creatura: questa immagine, ad esempio, mette in vetrina il posto auto del co-fondatore Larry Page con tutti i dettagli.

Non solo: senza muoversi dalla propria scrivania, collegandosi a Internet e sfruttando Street View è possibile conoscere senza difficoltà l’itinerario automobilistico più verosimile che lo stesso Page percorre per recarsi al lavoro.

In effetti il nome di Larry Page non compare mai in chiaro, dal momento che l’autore di questo rapporto ha pensato bene di metterci delle pecette nere a beneficio della sua privacy. Peccato che, come ben sappiamo da tempo, anche in un PDF questo espediente sia un tantino inefficace (basta un copia+incolla e il testo diviene leggibile integralmente).

Questa vicenda ha comunque due chiavi di lettura: la prima ci induce a credere che a Google, nella persona dei suoi fondatori, tutto ciò non interessi e il fatto che queste informazioni personali relative a Larry Page siano agevolmente reperibili su Internet potrebbe essere un’ulteriore conferma della loro dichiarata e ostentata vocazione alla trasparenza; la seconda ci suggerisce invece che Street View sia un po’ sfuggito di mano ai suoi genitori e ora la questione richieda mooolta attenzione… Tra l’altro, nei pochi minuti intercorsi da quando ho iniziato a scrivere questo post ad ora, le pagine web del sito NLPC che ho linkato qui sopra sono diventate irraggiungibili.

Comunque ecco qualche altro link su cui si può leggere di questo rapporto.