Vicenda tosta, quella che vede Mediaset impegnata a chiedere a Google un poderoso risarcimento per i suoi video ripubblicati da YouTube. L’azione (supportata, come riferisce TopLegal, dagli avvocati Gaetano Morazzoni, Vincenzo Sangalli, Stefano Previti e Alessandro La Rosa) si basa su un’immane perizia condotta da Matteo Flora (i più attenti lettori di Punto Informatico lo ricorderanno senz’altro per i suoi interessanti contributi), che per questo lavoro si è rintanato in casa e piazzato davanti al PC per settimane.
Stefano Quintarelli osserva giustamente che i video, “se stavano su youtube erano per definizione gia’ stati trasmessi, ergo le persone se li erano gia’ persi”. Quindi come sono stati monetizzati gli “almeno 4.643 filmati” di proprietà Mediaset e le “ben 315.672 giornate di visione da parte dei telespettatori”? A mio avviso, partendo dal citato presupposto che quei video sono stati pubblicati dagli utenti che li hanno visti in quanto trasmessi dalle stesse reti Mediaset, questi dati andrebbero rapportati alle tariffe di Mediaset Rivideo (che consente di rivedere a pagamento i programmi televisivi già proposti dai palinsesti del gruppo), o meglio ai profitti che gli stessi contenuti video avrebbero potuto generare se fossero stati fruiti dal servizio.
E’ presto per capire come si evolverà la vicenda, anche se è verosimile ipotizzare che i due attori (Mediaset e Google) alla fine giungano ad una trattativa per raggiungere un compromesso di reciproca soddisfazione. Già, perché anche in molte trasmissioni Mediaset (telegiornali, Striscia la Notizia, Matrix, e altri ancora) vengono proposti filmati presi da YouTube senza particolari citazioni. E se è vero che i video oggetto della contestazione milionaria sono “di proprietà Mediaset”, è altrettanto vero che YouTube – per quanto attiene al copyright – spiega piuttosto chiaramente che l’utilizzo dei contenuti pubblicati è consentito per fini personali e non commerciali e che ogni video “non può essere scaricato, copiato, riprodotto, distribuito, trasmesso, diffuso, visualizzato, venduto, concesso in licenza o in altro modo sfruttato per qualsiasi altra finalità senza il previo consenso scritto di YouTube o dei licenziatari di YouTube”.



