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Archivio mensile:maggio 2008

Topi col ciuffo

Dall’Ansa una notizia sull’ennesima possibilità di utilizzo delle cellule staminali:

Potrebbero arrivare entro la fine del 2009 i primi risultati del trapianto di cellule staminali sull’uomo contro la calvizie. L’annuncio è stato dato da Liudmila Korkina, biologa dell’Istituto dermopatico dell’Immacolata di Roma, in occasione del convegno della Società internazionale della chirurgia della calvizie (Ishrs) organizzato nella Capitale. Il suo gruppo ha messo a punto sui topi una tecnica per far ricrescere i capelli partendo dalle staminali adulte del bulbo pilifero.

La geografia è un’opinione

Se vi capitasse di leggere che Giovanni Allevi darà (ormai lo ha dato, il 24 maggio) un concerto a Lanciano (CH), dove lo localizzereste? In Abruzzo o in Svizzera? Come ha segnalato Alfonso Fuggetta, nel numero di maggio di una rivista (che potete sfogliare anche online qui, vedere pagina 27) c’è questa pregevole chicca:

Si vede che il vento a favore doveva rendere più agevole il passaggio dalla Svizzera alla Campania in un solo giorno… Tra l’altro, mi dicono che la tappa svizzera dell’Allevilive c’è effettivamente stata. In aprile, a Bellinzona (TI) ;)

P.S.: per chi avesse dubbi, Lanciano (CH) è qui

Off topic

Navigando in Internet, stamattina, penso di aver capito due cose:

  • perché in TV la cronaca nera fa spettacolo
  • il motivo per cui sotto il logo di Google News c’è ancora scritto BETA

La tecnologia non rovina la lingua

Il progresso e la tecnologia sono stati assolti dall’Accademia della Crusca dall’accusa di abbrutimento della lingua italiana : “Radio, TV, SMS, Internet, non stanno rovinando l’italiano. Sfatiamo questa convinzione”. Parola di Nicoletta Maraschio, primo presidente donna dell’Accademia della Crusca dal 1582, che addirittura riconosce un merito ai messaggini: “Hanno moltiplicato le occasioni per scrivere. Ce n’era bisogno. Anch’io li uso moltissimo”.

Era ora che qualcuno dicesse le cose come stanno: nn 6 d’accordo?

2010, l’anno del Windows Tuca-Tuca

Ecco una facile previsione di mercato: nel 2010, se non prima, PC e notebook avranno i video touchscreen. Questo è quanto avverrà entro un paio d’anni se Bill Gates e Steve Ballmer manterranno la promessa formulata ieri: nella conferenza che ha aperto D: All Things Digital, l’incontro che il Wall Street Journal organizza ogni anno, i due boss di Redmond hanno ammesso – confermando indiscrezioni in circolazione da tempo – che Windows 7 avrà il supporto della tecnologia touch screen con multi-touch e che, come chiarisce Punto Informatico, sarà offerto come alternativa alle periferiche di input tradizionali (tastiera, mouse, comando vocale).

Sarebbe perfettamente inutile lanciare questo tipo di piattaforma senza poter contare su un adeguato supporto hardware… va da se’ che tra non molto i produttori di hardware dovranno essere in grado di offrire macchine con video e display adeguati, con la stessa tecnologia che oggi è già presente su PC industriali, Tablet e altri dispositivi analoghi, utilizzati anche in negozi, supermercati e ristoranti. Usciranno prima del nuovo Windows, con tanto di adesivo “Windows 7 capable”.

“Microsoft – commentano da Thomson-Reuters – sta cercando di recuperare il vantaggio di Apple, che ha fatto del software touch screen una delle chiavi del successo del suo iPhone, che ha venduto 6 milioni di pezzi in 11 mesi”. Bill Gates ha affermato:

“Siamo in una congiuntura interessante dove quasi tutta l’interazione al momento avviene tra pc e mouse… Negli anni a venire il ruolo della parola, della visione e dell’inchiostro diventerà fondamentale”

A vedere questo video di presentazione, si direbbe che la filosofia di Surface, condita con un (congruo) pizzico di iPhone-style, stia investendo anche il nuovo sistema operativo di Microsoft…

Il nuovo Windows sarà dunque… da toccare con mano. Sperando che gli schermi dei PC non si opacizzino diventando unti e bisunti: già, perché se oggi le tastiere sono un ricettacolo di germi e batteri, domani il problema si potrebbe estendere anche ai video. Avere le mani pulite sarà quindi necessario, per vedere bene ciò a cui si sta lavorando.

Mostruoso

D’acchito mi sembrava un generatore per saldatura. Ma se qualcuno mi avesse detto che era la confezione del kit “costruisci il tuo Gundam” non mi sarei meravigliato più di tanto. L’ho guardato un po’ meglio e ho pensato “ah, no, dev’essere una specie di proiettore“.

Poi mi sono accorto che, su quella che sembra essere la parte frontale, c’è incastonato il logo Acer (che con l’ipotesi del proiettore sarebbe stato comunque compatibilissimo). Scoprire che si chiama Predator e – soprattutto – che si tratta di un pc espressamente concepito per il gaming mi ha lasciato un po’ basito. Anche perché non regge il confronto con gli Alienware, sono su un altro pianeta (!)

Punto Tremila

Prima che qualcuno sia tratto in inganno dal titolo e pensi ad una svolta gossip di Punto Informatico, preciso solamente che oggi – come segnala Paolo – il più autorevole quotidiano di informazione su Internet e Tecnologia in Italia è arrivato al numero 3.000 (traguardo raggiunto in dodici anni).

Europei, convocazione con nomination

E’ risaputo quanto poco mi interessi il calcio, ma la partecipazione della nazionale italiana ad un torneo importante non mi sfugge. Ciò che mi sfugge, invece (probabilmente sempre per il mio scarso interesse alla materia), è il motivo per cui nelle convocazioni agli Europei è stato seguito uno schema da reality-show: Roberto Donadoni ha convocato 24 calciatori, ma la lista definitiva da consegnare all’UEFA annovererà solo 23 nomi.

Insomma, uno di loro è stato scelto, domenica andrà a Coverciano insieme a tutti gli altri e dopo un paio di giorni – comunque prima degli Europei per cui è stato chiamato – verrà salutato e tante grazie. Sembra di essere al Grande Fratello, quando nella casa vengono fatte entrare 13 persone, una delle quali viene però eliminata subito.

Ma come si decide chi lasciare a casa? Con un’attenta valutazione delle sue condizioni psico-fisiche, unite al contributo che riuscirà a dare al team che si sta preparando? Con un’estrazione a sorte? Con il televoto?

Alcuni articoli pubblicati nei giorni scorsi danno per probabile la nomination (e la conseguente eliminazione dalla lista) di Montolivo. Certo, se tra gli altri convocati qualcuno si dovesse infortunare il suo posto sarebbe salvo… per cui non mi stupirei se a quest’ora – in risposta a tutte ‘ste gufate – stesse già preparando riti voodoo con 23 bamboline.

Non c’è un messaggio per te, non chiamare l’899

L’Antitrust, sabato scorso, ha annunciato di aver emanato un provvedimento d’urgenza (datato 7 maggio 2008 ) per vietare l’invio di SMS ingannevoli agli utenti con l’invito a chiamare una numerazione a sovrapprezzo 899 (ne ho parlato in questo articolo). Nel testo del provvedimento si leggono le motivazioni della disposizione dell’Authority, che sono in sostanza due: la mancanza, nei messaggi di testo, di indicazioni sui costi della telefonata (scrivere “info e costi su http://www.eccetera.biz”; non assolve affatto all’obbligo di informativa, dal momento che – tra l’altro – un utente potrebbe non avere la possibilità di accedere ad Internet) e l’ingannevolezza del messaggio (scrivere “un amico ha lasciato un messaggio per te” spinge a credere ad un messaggio in segreteria telefonica, mentre lo scopo reale è di indurre l’utente a chiamare un numero a sovrapprezzo per pagare un servizio mai richiesto).

Di conseguenza, questo messaggio ricevuto stamattina è stato inviato in violazione del provvedimento dell’Antitrust:

Messaggi per te! Un amico ti ha invitato su xxxxxx. Chiama da telefono fisso 89-9xx-xx-xx e ascolta la voce registrata. Info-costi del servizio http://www.nomedelsito.tv

C’è l’indicazione dei costi? No. C’è un messaggio per me? Più o meno: non me l’ha lasciato un amico, ma un’azienda che, con la telefonata, vende (attenzione, non propone, vende proprio) un pacchetto di 300 SMS (da utilizzare nella quantità di 10 al giorno) per 15 euro (il costo della telefonata). La questione non verte sul fatto che l’offerta sia più o meno vantaggiosa, bensì sul fatto che l’utente venga spinto all’acquisto di un servizio che non ha richiesto.

Aggravante: il sito è scritto esclusivamente in italiano e non ottempera ad alcun obbligo di trasparenza (tanto per dire due cose non c’è il nome della società, ne’ la partita IVA) e sembra proprio che faccia capo ad una società estera… il TLD del sito è tv – che significa Tuvalu – e la registrazione è avvenuta con Tucows da un reseller canadese. Tutto questo è poco indicativo (anch’io potrei registrarmi un sito così), ma lo è di più il mittente dell’SMS che si presenta con il numero +601939xxxyx (+60… Malaysia?). L’899 però l’hanno ottenuto da una società italiana.

Chi può fare come il sottoscritto, cioè andare a visitare il sito web indicato, può accorgersene e non cadere nel tranello. Ma uno che riceve l’SMS mentre si trova, ad esempio, mentre è in auto, o sta correndo a prendere il treno o l’autobus, o mentre si trova al supermercato a fare la spesa, crede semplicemente che qualcuno gli abbia lasciato un messaggio in segreteria (“torna indietro, hai dimenticato le chiavi” oppure “comprami anche un etto di prosciutto crudo”, con il rischio aggiuntivo di essere ignorati dal salumiere). E se non dispone di alcun accesso ad Internet non può fare alcuna verifica.

E’ ingannevole? Secondo me sì e per questo va segnalato all’Antitrust. Cosa che ho appena fatto, allegando tutte le informazioni che ho potuto ottenere.

iPhone 3G, conferme ufficiose

Ne avevo già parlato in altre occasioni (qui, quo e qua): l’ipotesi più accreditata sulla nuova versione 3G dell’iPhone (quella che sarà dotata di supporto almeno UMTS) è che il lancio da parte di Apple avvenga in occasione dell’Apple Worldwide Developers Conference. Oggi Gizmodo ne sembra particolarmente sicuro e annuncia:

L’avevamo sospettato tutti, ma adesso è confermato: qualcuno molto, molto vicino all’iPhone 3G ci ha detto che Apple annuncerà il nuovo modello durante il keynote del WWDC il 9 giugno prossimo. La seconda generazione di iPhone sarà disponibile in tutto il paese già dal giorno successivo, o addirittura, poche ore dopo.
Il nuovo smartphone arriverà a breve distanza dal lancio ufficiale anche in Europa e avrà schemi di lancio simili. In Spagna, per esempio, sarà disponibile dal 18 giugno, giorno dell’inaugurazione del megastore di Telefonica nella storica palazzina della Gran Via di Madrid. Questo avvalora la nostra tesi secondo la quale giugno è anche il mese in cui arriverà in Italia.

Secondo altre fonti, l’iPhone 3G non sarà più in vendita ad un prezzo imposto, almeno in alcuni paesi, e il suo lancio sarà accompagnato dall’avvio delle nuove politiche di vendita. Ciò significa, probabilmente, che dato che ormai è un prodotto affermato sul mercato, potrà permettersi di essere integrato nel normale sistema di vendita degli operatori, con offerte speciali, servizi inclusi, sconti per chi cambia operatore e cose del genere.

Meglio una gallina domani

A quanto pare non tutti gli studenti hanno gradito la presenza di Steve Ballmer – CEO di Microsoft – invitato per un seminario alla Budapesti Corvinus Egyetem (l’Università Corvinus di Budapest):

(notare la camicia del contestatore e la generale indifferenza degli astanti).

La prossima volta sarà meglio spiazzare tutti ed entrare in scena con più verve:

Inter Net Citizen

Chi lo legge via feed potrebbe non essersene accorto, ma il blog di un propugnatore della net neutrality oggi sfoggia una livrea decisamente poco neutrale :-D

Quo vadis Yahoo?

Riassunto delle  puntate precedenti: Microsoft vuole Yahoo e formula una mega-offerta di 44,6 miliardi di dollari per rilevarla. Yahoo rifiuta (“perché io valgo” è, in sostanza, la sua risposta). Microsoft allora rilancia (“va be’, mettiamo sul piatto altri 5 miliardi in più. contenti? ci state?”), ma Yahoo ri-rifiuta (“ma per chi c’avete preso?”). Fine dei giochi? Giammai! Ecco, da Blogosfere High Tech, gli ultimi aggiornamenti sulla telenovela:

La situazione di Yahoo! è ancora in stallo dopo l’uscita di Carl Icahn, o meglio l’entrata di Icahn che intende riportare la società sulla retta via della fusione con Microsoft prendendo le redini del cda.

Ma chi è Carl Icahn? E’ uno degli uomini più ricchi del mondo, ma questo è ovvio visto che si è detto disposto a investire 50 milioni di dollari in azioni Yahoo!, così da avviare una scalata interna alla società di cui già è azionista.

L’ha comunicato lo stesso Icahn con una missiva, l’ennesima dell’affaire MicroHoo dopo quelle di Ballmer e le relative risposte di Yang. Ecco la lettera di Icahn, pubblicata anche dal solito TechCrunch, che comincia così:

  • “Dal mio punto di vista è chiaro che il cda di Yahoo! ha agito irrazionalmente e ha perso la fiducia degli azionisti e di Microsoft. E’ abbastanza ovvio che l’offerta di Microsoft di $33 per azione sia una prospettiva migliore per Yahoo! rispetto alla posisbilità di continuare da soli”.

Icahn continua (qui la lettera integrale, in inglese) dicendosi perplesso e giudicando irresponsabile la scelta del management di nascondersi dietro a prospettive largamente ottimistiche.

Ma soprattutto risulta incomprensibile la scelta di non consultare gli azionisti che non hanno potuto valutare un’offerta comunque positiva, dato che premiava Yahoo! riconoscendogli un 72% in più rispetto al valore di $19 per azione, registrato in borsa nel rpimo giorno di trattative.

Nel frattempo è arrivata la (lunghissima) risposta di Yahoo!.

VentureBeat la definisce un poema alla Guerra e Pace, mentre la lettera di Icahn assomigliava di più a un’agile novella, senza troppi peli sulla lingua. La risposta di Yahoo, nella persona di Roy Bostock, Chairman of the Board, sostiene che la posizione di Icahn si basi si un fraintendimento.

Riuscirà il colpo di coda di Icahn a riportare Ballmer sui suoi passi? Si aspettano repliche da Microsoft, che se ancora interessata a Yahoo! non tarderà a farsi sentire.

Ma mentre Jerry Yang tenta di calmare le agitate acque di casa Yahoo (“ragazzi, non sta succedendo niente, continuate a lavorare”), ecco che il New York Post diffonde la notizia di un accordo imminente. Con Microsoft? No, con Google.

Alla prossima puntata…

Provacy ancora Google

Sbarcano nel Vecchio Continente i problemi di privacy di Google Street View, la feature di Google Maps che consente di “visitare” virtualmente un luogo. Come riferisce Punto Informatico, Peter Hustinx – supervisore europeo per la protezione dei dati – non vede di buon occhio il servizio:

“Fare foto su una strada in molti casi non è un problema, ma far foto ognidove è senz’altro destinato a causare alcuni problemi. Sono sicuro che [a Google] lo sappiano”.

Lo sanno, dal momento che hanno introdotto un sistema di riconoscimento facciale per apporre una provvidenziale sfocatura sui volti delle persone ritratte nelle foto. Il problema è che il sistema è automatico e, come ogni automatismo, non è perfetto:

CBS si mangia Cnet

Il mercato dell’informazione si sta concentrando e globalizzando, i giganti dell’editoria diventano colossi. Dopo l’acquisto di Reuters da parte di Thomson (un’operazione da 17 miliardi di dollari) e del Wall Street Journal da parte della News Corp di Rupert Murdoch (5 miliardi di dollari), ecco un altro accorpamento, di minore rilevanza finanziaria, ma comunque di notevole impatto, visto che coinvolge un protagonista della Rete: CBS, uno dei maggiori network USA ha acquistato per 1,8 miliardi di dollari Cnet, una società quotata al NASDAQ che è nota come uno dei più grandi Internet News Provider, di cui fanno parte anche ZDNet, TV.com, MP3.com, news.com, TechRepublic, Search.com, GameSpot.com.

Con i suoi 160 milioni di utenti al mese in tutto il mondo, Cnet è un gran bel boccone per CBS che, con questa operazione, entrerà nella Top 10 delle Internet Companies degli Stati Uniti.

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