Dario Bonacina

Tecnologia, cultura digitale e… altro

Quale Internet per gli italiani?

Mentre Marco Montemagno (a blog unificati) si rivolge a Berlusconi e Veltroni chiedendo loro “quale è la vostra strategia, il Vostro programma Internet per l’Italia?” (per par condicio questa stessa domanda andrebbe rivolta a tutti i candidati premier, che ormai sono quasi una dozzina, giusto per non creare esclusioni a priori), un manipolo di imprenditori (Stefano Quintarelli, Gianmarco Carnovale, Francesco Face e Guido Tripaldi) ha creato l’agorà di Wikidemocracy, “un ambiente collaborativo e democratico che non si pone contro i partiti, ma che anzi si pone l’obiettivo di aumentare la partecipazione dal basso; usando gli strumenti che sono propri della rete, WikiDemocracy nasce per portare ai candidati le proposte programmatiche del “popolo della rete”.

Il discorso deve essere mantenuto caldo e portato alla più capillare diffusione perché, come scrive Luca De Biase centrando perfettamente (a mio avviso) la definizione:

Internet non è un medium come la tv e i giornali. E’ piuttosto un ecosistema complesso di persone che si esprimono, si connettono, conversano e si scambiano idee, notizie e approfondimenti. Dal punto di vista mediatico, internet muta profondamente forma e funzione a seconda del modo in cui viene concepita: può essere vista come uno strumento per diffondere messaggi, o come un sistema per organizzare campagne di opinione e di azione, o come un archivio di informazioni, o come una piattaforma di trasmissione per contenuti editoriali, o come un luogo nel quale si incontrano i cittadini per aiutarsi nel difficile compito di elaborare una visione dei fatti. È tutte queste cose insieme: ma è particolarmente efficace solo quando è concepito come uno strumento che, prima di tutto, serve a liberare le capacità di espressione dei cittadini.

Febbraio 17, 2008 Pubblicato da db | Internet, news, tecnologia | | 5 Commenti