Rimodulazioni, multe in arrivo?
Nel momento in cui scrivo la notizia non ha ancora carattere di ufficialità, ma Ultimo Miglio.news dice che
A distanza di sei mesi, arriva finalmente un pronunciamento dell’Agcom sulla rimodulazione del piano tariffario Wind 10. La notizia non e’ ufficiale, indiscrezioni pervenuteci dall’Autorita’ delle comunicazioni parlano di una condanna ad oltre 100mila euro di Wind per il mancato rispetto dell’articolo 70 comma 4 del Codice delle comunicazioni. Nell’aprile scorso, il gestore comunico’ agli utenti tramite sms, che il piano tariffario ‘Wind 10′ sarebbe stato trasformato nel piu’ oneroso ‘Wind 12′. Tale modalita’ e’ stata ritenuta non conforme dall’Agcom. L’Autorita’ e’ stata investita in questi mesi da migliaia di reclami, a distanza di mesi arriva una conferma che le lagnanze degli utenti erano perlomeno fondate. Wind 10-12 fu la prima rimodulazione tariffaria effettuata da un gestore dopo l’entrata in vigore del decreto Bersani - che ha abolito i costi di ricarica delle schede - a questa ne seguirono altre da parte della stessa Wind e di 3 Italia.
Cosa significa “il mancato rispetto dell’articolo 70 comma 4 del Codice delle comunicazioni”? Leggiamolo:
Gli abbonati hanno il diritto di recedere dal contratto, senza penali, all'atto della notifica di proposte di modifiche delle condizioni contrattuali. Gli abbonati sono informati con adeguato preavviso, non inferiore a un mese, di tali eventuali modifiche e sono informati nel contempo del loro diritto di recedere dal contratto, senza penali, qualora non accettino le nuove condizioni.
Il provvedimento dell’Authority TLC non dice che la rimodulazione è illegale, ma che Wind non ha adeguatamente informato i propri utenti. Quindi, se altri operatori hanno operato una rimodulazione tariffaria (ad esempio 3 Italia) e si rileva che ciò è avvenuto nel rispetto di quanto stabilito dal Codice delle Comunicazioni, non si potrà applicare lo stesso criterio sanzionatorio.