Dario Bonacina

Tecnologia, cultura digitale e… altro

Doccia fredda sul WiMax

Agcom per il WiMax ha prodotto un regolamento da medioevo della Società dell’Informazione; ovvero un regolamento basato su principi tecnologici di gestione dello spettro concepiti in USA prima ancora che fosse inventato il transistor, e che già sappiamo essere obsoleti; e principi sociali analoghi a quelli con cui il bullo di quartiere nella Roma papale decideva arbitrariamente durante la passatella chi doveva bere e chi no.

E’ con queste parole che Michele Favara Pedarsi inizia un’interessante spiegazione sul perché  il WiMax, con tutta probabilità, in Italia partirà castrato.

Da leggere. Sigh :(

Maggio 23, 2007 - Pubblicato da db | media, news | , , | 6 Commenti

6 Commenti »

  1. E’ sempre così: il governo e le autority ci illudono di aver studiato soluzioni, in nome della trasparenza, del libero mercato e della concorrenzialità.
    Tutte balle!

    Commento di Orio | Maggio 23, 2007

  2. io castrerei quelli dell’Authority :)))

    Commento di aghost | Maggio 24, 2007

  3. se ci fosse qualcosa da castrare…

    Commento di anonimo | Maggio 24, 2007

  4. Io, purtroppo, non mi meraviglio: è da tempo che scrivo queste cose.
    Spero solo di non rassegnarmi :(

    Commento di Alberto | Maggio 24, 2007

  5. come volevasi dimostrare…

    Commento di Antonio Vergara | Maggio 24, 2007

  6. Io la cosa che non capisco è come fanno a ignorare il fatto che la Commissione europea e l’industria europea vuole almeno un terzo maket driven, gli esperti dicono almeno un terzo open spectrum, ci rendiamo tutti conto che comunque una parte a gestione tradizionale può essere utile per questioni di stato (polizia, aerei, esercito, autoambulanze, etc). Boh, a me sembra lineare: 1/3, 1/3, 1/3… salomonico, può funzionare da testbed in vista dello spegnimento della tv analogica, può farci sviluppare qualche tecnologia italiana… insomma, telco a parte, abbiamo solo che da guadagnarci.
    Posso capire l’AGCOM (capisco e mi fa schifo), ma onestamente non capirei il governo (con quel programma elettorale) e non capirei il ministro (che comunque a botte di decreti qualcosa può fare anche da solo). Fare una legge costa… è vero… costa tutto, è un dare avere politico incredibile… ma diavolo, stiamo parlando di TLC… non saranno la legge elettorale o il conflitto d’interessi… ma porca miseria, è certamente una priorità. Per quanto mi riguarda se nemmeno il ministro ci mette una pezza, ho la certezza che anche lui (lui, non il partito o il governo) mi stà prendendo per il culo (alla fine Gentiloni fino ad ora ha firmato soltanto l’attuazione del decreto anti-pedofilia fatto dal precedente governo… non ho idea se potesse evitarlo ma preferisco lasciargli il beneficio del dubbio; ma sul WiMax è tutta farina del suo sacco).

    Commento di MFP | Maggio 25, 2007

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