All’ombra della grande torre

L’assemblea degli azionisti di Telecom Italia ha avuto inizio stamattina. Un evento senza precedenti, per l’azienda. Moltissimi, si sa, gli azionisti presenti e/o rappresentati (a questo indirizzo – via Quinta’ s weblog – c’è l’elenco dei partecipanti all’assemblea con capitale rappresentato). Tra gli assenti, inaspettatamente, Marco Tronchetti Provera.

Stefano Quintarelli ha compilato un’efficace blog-cronaca di quanto è avvenuto – e sta accadendo ora – a Rozzano. Direi che fra gli interventi, tutti degni di nota, si sono distinti quelli dei molti azionisti che si sono espressi criticamente sulla gestione dell’azienda e di certe operazioni-chiave. Come mi aspettavo, hanno colpito di più:

  • Beppe Grillo con un intervento plateale, che accusa i dirigenti di aver spogliato e indebitato l’azienda e li invita a dimettersi (video) (mp3) (testo) - qui sotto il video con una sintesi, pubblicato dallo stesso Grillo
  • Stefano Quintarelli con un intervento preciso ed analitico (doc)
  • Sergio Cusani con una performance degna di una società di revisione (UPDATE: sempre via Stefano Quintarelli, ecco i link alle domande e alle proposte formulate in assemblea)
  • AT&T, il cui ritiro dal novero dei pretendenti – annunciato alle 19 circa – ha incassato l’applauso di una parte della platea.

AT&T dunque si è chiamata fuori dalla partita. Invece - riferisce l’agenzia Asca – América Mòvil resta in corsa. Con una nota, la società messicana rende noto che, nonostante il ritiro di AT&T dalla partita-Olimpia, América Mòvil (nel cui capitale sociale AT&T ha una quota dell’8%, aggiungo io) ”continuerà in cooperazione con Telmex a considerare le diverse alternative per un potenziale investimento in Olimpia”.

Una nota: Carlo Buora, apparentemente impassibile durante l’intervento di Beppe Grillo (almeno, nei momenti in cui veniva inquadrato), intorno alle 22 ha dichiarato che il comico genovese dovrà assumersi, “ad ogni effetto di legge”, la responsabilità delle affermazioni di oggi. Che alludesse al riferimento a “Riccardo Ruggiero, che – combinazione – è fermo, non è a 312 all’ora sulla sua Porsche”?

A questo indirizzo l’articolo dedicato da Punto Informatico – PI Telefonia.

Word va in crash? E’ normale.

Il fatto che Word 2007 vada in crash per via di alcune vulnerabilità di sicurezza non è un problema, ma una feature dell’applicazione. Non è una mia battuta, l’ha detto Microsoft.
In seguito alle segnalazioni inoltrate dal ricercatore israeliano Mati Aharoni di Offensive Security, Microsoft – per bocca di un proprio portavoce – ha ribattuto che niente di quanto segnalato prova l’esistenza di vulnerabilità critiche di Word. Si tratta, piuttosto, di una caratteristica da apprezzare – dicono da Redmond – perché consente di salvare il lavoro svolto fino al momento del crash. “Ad ogni modo non è un gran problema” dice il portavoce, rassicurante.

Per cui, tutti gli sviluppatori di software hanno da oggi un’ancora di salvezza: se una loro applicazione va in crash, possono sempre dire “ma certo, l’ho fatto apposta, che vi aspettavate?”.