Fregato dai Take That

C’ho un messo un mese per capire che questa canzone è dei Take That e non di altri (tra le mie ipotesi, in pole position c’erano i Maroon 5). Cosa che ora me la fa piacere decisamente meno, mentre quando non sapevo di chi era l’avevo giudicata passabile. Troppi gli elementi di depistaggio:

  1. il fatto di seguire poco le hit del momento, cosa che per me avviene ormai solo quando ascolto la radio, ossia nei ritagli di tempo (tipicamente in viaggio);
  2. la desuetudine, da parte delle radio moderne, di annunciare (o dis-annunciare) brani ed esecutori (cosa che, invece, da noi si fa ancora, fortunatamente);
  3. la scelta di far cantare Mark Owen anziché Gary “cicciobombo-cannoniere” Barlow;
  4. l’impossibilità, da parte del sottoscritto ovviamente, di credere che i Take That volessero uscire subito con un nuovo singolo post-reunion (dopo “Patience”), nel probabile quanto discutibile intento di recuperare il tempo perduto, caratterizzato dai successi di un emancipato Robbie Williams, ormai abituato a sbancare il botteghino da circa dieci anni.

Alla fine ci sono arrivato grazie ad un post pre-catastrofe di Daveblog.

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Senza rete non si salta?

Pesanti incertezze sul negoziato in corso con Olimpia: AT&T e America Mòvil hanno sguinzagliato segugi e avvocati per capire come cautelarsi da eventuali imprevisti sul futuro della rete Telecom.

(da il Sole 24 Ore)

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