Dario Bonacina

Tecnologia, cultura digitale e… altro

Buona fine, miglior principio?

Capodanno 2007 a Sidney - da RaiNews24.it

Mentre a Sidney (foto sopra) sono già nel 2007, qui da noi il 2006 volge al termine.

In rete l’argomento del giorno, e quindi di fine anno, è l’esecuzione di Saddam Hussein. Non andrò oltre con i link, chi proprio volesse vedere il video integrale lo potrà cercare altrove. Sempre che si tratti di lui.

Ma i personaggi più in voga su internet nel 2006 rimangono gli stessi: su tutti i nomi più cercati sono quelli di Britney Spears (su Yahoo!), Paris Hilton (su Google News) e Ronaldinho (MSN). Chissà se sono davvero questi gli elementi che ci rivelano lo spessore della maggioranza del popolo che passa buona parte della propria vita su Internet! Per chi ama le classifiche, ecco un’utile tabella pubblicata dal Corriere.

Tanto per restare coerente con il tema della Rete, ricorderò l’anno che si sta chiudendo per due cose:

  • in primis, il 2006 si è caratterizzato come l’anno in cui è nato il concetto di inquinamento postale, dal momento che lo spam ha raggiunto punte da Guinness dei Primati: MessageLabs calcola che il 57,93% delle email ricevute sia posta indesiderata (nel mese di ottobre sarebbe stata del 67,77%), mentre Postini ritiene che a fine 2006 (cioè oggi) la media possa essere pari a circa il 92,6%. Nelle mie mailbox ho calcolato un 80% effettivo.
  • ma si tratta anche dell’anno in cui l’utente è diventato protagonista della rete: c’è stata l’esplosione del social networking, dei siti web che consentono la pubblicazione dei video, l’apertura al riconoscimento del citizen journalism, la trasformazione dei media (in questo concetto, molto ampio, includo anche gli operatori telefonici che distribuiscono contenuti televisivi e i media che stanno per trasferirsi su Internet, come mamma Rai). Lo ha riconosciuto, nella sua copertina dedicata al personaggio dell’anno (sapiente colpo di marketing), anche il Time.

Cosa ci aspetta il prossimo anno? Lo scopriremo da domani… In ogni caso, auguro a tutti voi un ottimo 2007, nella speranza che possa essere migliore degli anni che lo hanno proceduto.

Dicembre 31, 2006 Pubblicato da db | Mondo | | 3 Commenti

Privacy VS call center, chi vincerà?

Quante volte vi è capitato di ricevere la telefonata di un’azienda (telefonica, ma non solo) che vi ha formulato una proposta commerciale, azienda a cui naturalmente non avete mai fornito alcun riferimento per contattarvi? Di quelle che ho ricevuto io ho perso il conto. Ma sono stato, tutto sommato, fortunato: a me non è mai capitato di ritrovarmi in bolletta addebiti per servizi non richiesti.

A molto utenti, però, è capitato questo e altro, in spregio ad una normativa sulla privacy che io (come altri) ho sempre considerato con attenzione, soprattutto quando mi sono state sottoposte le varie informative e ho dato il consenso al trattamento dei miei dati personali solo per le finalità che mi interessavano.

Le regole esistono, ma risultano essere largamente disattese. Per questo motivo il Garante della Privacy annuncia di voler applicare la linea dura sull’attività troppo disinvolta di quei call center che si permettono di importunare i cittadini proponendo offerte commerciali non richieste e indesiderate. Come? Con “applicazione di sanzioni amministrative, ultetiori ispezioni e, nei casi più gravi, divieto del trattamento dei dati personali”.

Spero di sbagliarmi, ma la vedo dura. Non parlo della linea del Garante, ma della sua possibilità di successo. Sì, perché - come dicevo sopra - il nuovo pronunciamento del Garante della Privacy, di fatto, ribadisce i contenuti di un provvedimento già esistente, varato lo scorso febbraio (e pubblicato in marzo sulla G.U.) e rivolto agli operatori telefonici, a cui si prescriveva l’attuazione entro maggio 2006 di “specifiche misure per contrastare prassi illegittime come appunto l’attivazione di contratti, schede o servizi telefonici non richiesti dagli utenti e per evitare le telefonate di disturbo”.

In particolare - sottolinea il comunicato diffuso ieri dal Garante con riferimento a quel provvedimento - veniva stabilito che i gestori telefonici e call center devono contattare persone solo se queste hanno manifestato un preventivo consenso a ricevere chiamate e comunicazioni promozionali (consenso indicato da appositi simboli sugli elenchi telefonici); devono sempre spiegare agli interessati da dove sono stati estratti i dati personali che li riguardano; devono rispettare la volontà degli utenti di non essere più disturbati con offerte promozionali. Gli utenti possono comunque esigere di far cancellare i loro dati dal data base del call center nel quale siano stati indebitamente inseriti.

Risultato?

“Sulla base delle segnalazioni pervenute, ma anche del monitoraggio effettuato dalla stessa Autorità in questi mesi, non risulta tuttavia che il fenomeno si sia significativamente ridotto”.

Ora il Garante dichiara di voler arginare il fenomeno proseguendo “sulla strada delle sanzioni amministrative nei casi di violazione” e intensificando l’attività di controllo, avviando accertamenti ispettivi “in collaborazione con la Guardia di Finanza”. “Nei casi in cui emergesse che società telefoniche e call center raccolgono dati in violazione delle norme - conclude il Garante - o contattano utenti in modo illecito (specie quando sia stata registrata la loro volontà di non esser più disturbati), l’Autorità adotterà anche provvedimenti di divieto del trattamento dei dati”. Una “minaccia” che, a onor del vero, è stata formulata anche in provvedimenti precedenti, ma che evidentemente non ha spaventato molti soggetti finora.
“Il Garante si è riservato, infine, eventuali altre iniziative  riguardo le regole alle quali devono sottostare i call center affinché i diritti dei cittadini vengano pienamente rispettati” riferisce il comunicato del Garante.

Vedremo, ora, se la situazione cambierà. Io ricomincerò a tenere il conto delle telefonate che riceverò.

Dicembre 29, 2006 Pubblicato da db | news | | 3 Commenti

Voyeurismo virtuale

Qualcuno probabilmente lo chiamerà “diritto di cronaca”, ma secondo me la lettura di questo articolo (che parla di un video definito “hard”, con protagonista una minorenne, pubblicato su internet dall’ex “fidanzatino”), per la minuziosa descrizione delle immagini fornita dalla giornalista, dovrebbe essere riservata ad un pubblico adulto.

Dicembre 28, 2006 Pubblicato da db | media | | 2 Commenti

WiMax, prime licenze a giugno 2007

Il WiMax italiano, dal Natale 2006, sembra farsi ancora più vicino: i ministeri della Difesa e delle Comunicazioni hanno comunicato di aver approvato il percorso per l’introduzione del WiMax in Italia. “Con questa intesa, precisa una nota, a partire da giugno 2007, verranno resi disponibili più lotti di frequenze (nella banda Wi-Max 3.4÷3.6 GHz) per iniziali complessivi 35+35 MHz, ripartibili anche su più macroaree nazionali. L’intesa costituisce la prima fase di un progetto complessivo concordato tra le due Amministrazioni, che condurrà in un quinquennio a triplicare la suddetta prima assegnazione di frequenze per il WiMax”.

Entro il mese di febbraio verrà stilato un calendario operativo dal tavolo tecnico tra i Ministeri della Difesa e delle Comunicazioni, allo scopo dichiarato di avviare il servizio WiMax “per un più rapido sviluppo della diffusione della banda larga sul territorio, soprattutto nelle aree ove è più complessa la realizzazione di nuove infrastrutture”. Il richiamo è all’attuale condizione di digital divide, ossia di divario digitale, in cui versano molte zone che si trovano attualmente prive di connettività a banda larga.

La notizia fa seguito alla recente istituzione dell’attesa cabina di regia, ossia del Comitato per la diffusione della banda larga che, a sua volta, ha l’obiettivo dichiarato di garantire - entro la legislatura e quindi entro il 2011, l’accesso a tutti e ovunque della banda larga.

Dicembre 27, 2006 Pubblicato da db | Senza Categoria | , | 6 Commenti

Buon Natale

Buon Natale a tutti!!!

Dicembre 25, 2006 Pubblicato da db | news | | 2 Commenti

Chi è senza peccato, scagli il primo bit

Lo dico subito, onde evitare fraintendimenti: quella delle confessioni on line è una bufala e basta. Ma andiamo con ordine.

Leggo dal quotidiano Libero una notizia (a firma di Luigi Santambrogio) che mi stupisce non poco:

È sicuramente la new entry del mese, l’ultima voce della collezione “Ecclesia stupidorum”, il volumone delle santissime scemenze a cura di preti, vescovi, fra’ balossi e para santini che un giorno o l’altro qualcuno dovrebbe mettere per iscritto. Lo stupidario uscito dal breviario di questi (gran) sacerdoti dell’assurdo basterebbe a compilare una poderosa Treccani dello “strano ma sacro” che dai turiboli italiani sale come incenso fino all’alto dei cieli (e chiama vendetta al cospetto di Dio). Ma andiamo con ordine e cominciamo dai fatti che, si sa, battono da sempre la più matta delle fantasie. E i fatti in questione accadono a Pavia, nobile capoluogo lombardo, fra risaie, zanzare e uve da prosecco. È qui che don Gianfranco Poma (classe 193 8) e padre Franco Tassone (1962) hanno avuto l’idea folgorante e high tech che, a parere del duo telematico, dovrebbe cambiare la vita alle loro pecorelle: il servizio di confessione via internet, la dichiarazione dei peccati on line (…)

Alt! Fermi tutti. Ma cos’è ’sta roba? Una notizia? Sembrerebbe di sì. Su Panorama  (ma ci casca anche il Corriere) trovo come funzionerebbe questo presunto servizio:

COME FUNZIONA
L’innovativo sistema è attivo 24 ore su 24 e si basa sull’utilizzo della posta elettronica. Per poter accedere la servizio, il “peccatore” intenzionato a redimersi deve prima prendere contatti diretti con i promotori dell’iniziativa. Questi ultimi provvederanno a fornire all’interessato l’indirizzo e-mail a cui inoltrare, via web, le proprie mancanze. I due sacerdoti promettono risposte tempestive e fanno già sapere che le caselle di posta elettronica vengono controllate con periodicità e più volte al giorno. Le prime reazioni sull’argomento oscillano tra la perplessità e il dubbio. D’altronde il mezzo utilizzato appare poco sicuro ed è lo stesso su cui viaggiano spam, pubblicità e virus. Don Gianfranco e padre Franco, però, si mostrano ottimisti e, fiduciosi, sostengono che il servizio servirà a riavvicinare alla chiesa e al rito della confessione numerose “pecorelle smarrite”.
COME “REDIGERE” I PROPRI PECCATI
Le più classiche forme ed espressioni verbali vengono quindi sostituite da nome utente e password. Una volta entrati, i navigatori in via di pentimento sono obbligati a rispondere a una serie di domande legate anche alle abitudini religiose e alla vita sociale (iscrizioni ad associazioni, capacità di dialogo con i non credenti o le altre religioni).
Segue la confessione vera e propria. A disposizione ci sono dalle 1000 alle 3500 battute, seguendo un’importante ordine: prima i peccati mortali e poi quelli veniali. Per gli utenti in imbarazzo o poco abituati al mezzo è disponibile, sul sito della parrocchia, un elenco delle colpe. Per concludere il rito, basta cliccare su una scritta lampeggiante rossa indicata dalla parola «Amen» e aspettare che sullo schermo compaia il segno della confessione. Verrà inoltre indicato il giorno e l’ora fissati per passare in Chiesa e ritirare la propria assoluzione.

La notizia ha un sapore a dir poco bufalino: la confessione si identifica nel sacramento della Penitenza. Nessuno ha mai pensato di farla per telefono, ne’ per lettera… com’è possibile che qualcuno possa prendersi la briga di virtualizzarla? Ad accantonare la mancanza di buon senso di chi ha diffuso questa notizia, ecco una smentita ufficiale:

Confessione on line, Mons. Poma a GRT: “Sconcertato, notizia priva di fondamento”>(AGENZIA GRT) E’ priva di fondamento la notizia riportata questa mattina dal quotidiano Libero, secondo la quale due sacerdoti di Pavia, mons. Gianfranco Poma e padre Franco Tassone, avrebbero ideato la cosiddetta “confessione-on line” come sostituzione del normale sacramento. A confermarlo ai microfoni di GRT è lo stesso Mons. Gianfranco Poma: “Sono sconcertato, non capisco come sia possibile arrivare a pubblicare notizie del genere, visto che la confessione è un atto talmente profondo e privato che non è possibile realizzarlo tramite un computer. La rete - continua Mons. Poma - è uno strumento fantastico, utilizzabile per consigli, problemi personali, scambi di iniziative, ma di certo non per confessare le persone”.

Inutile dire (ma lo faccio ugualmente) che anche don Franco Tassone, responsabile della Comunità Casa del Giovane, smentisce inequivocabilmente la notizia ai microfoni di Radio PNR: “Noi non abbiamo cambiato tradizione. Sappiamo però che la gente ha tanto bisogno di essere ascoltata, in questo clima di accelerazione in cui la gente fa tanto fatica a parlare, che abbiamo creato un’associazione di Preti On Line, per esprimere questo desiderio di ascoltare le persone anche tramite un indirizzo di posta elettronica e una disponibilità, secondo le competenze di tanti sacerdoti, di rispondere anche in breve tempo alle loro necessità. Ma non si può confondere uno strumento di accompagnamento, di cura e di ascolto, con il sacramento. Nel sacramento c’è la grazia di Cristo, nella mail c’è soltanto il byte e il numero di battute che ci permettono di dire a uno coraggio, con una pillola di saggezza, ce la puoi ancora fare nel tuo cammino”.

Per cui, concludo io, non si tratta (come scriveva Libero) dell’ultima voce della collezione “Ecclesia stupidorum”, ma di una semplice figuraccia giornalistica.

Dicembre 20, 2006 Pubblicato da db | Mondo, media, news | , , | 7 Commenti

VedRAI su Internet…

Qui trovate un’ottima riflessione che Stefano Quintarelli dedica alle novità contenute nel nuovo contratto di servizio RAI.

Qui invece l’articolo dedicato da Punto Informatico allo stesso argomento.

Qual è la novità? sotto la dicitura del Nuovo contratto nazionale di servizio RAI di durata triennale (fino a fine 2009) si cela una grande riforma fin qui solo sperata dagli utenti italiani. In estrema sintesi, se la riforma rimarrà invariata, la RAI metterà a disposizione della rete italiana i propri contenuti, ne promuoverà di nuovi ad hoc, stimolerà l’autoproduzione degli utenti, darà vita a forme di interazione diretta con chi seguirà il suo nuovo sito, che non solo sarà reso accessibile secondo le specifiche del Web Consortium ma che distribuirà tutti i materiali sotto le licenze copyleft di Creative Commons.

La RAI, quindi, getta le basi per creare un rapporto diretto con l’utente , un aspetto fondamentale per il concetto di neutralità della rete. Ma per approfondire la questione, vi invito a seguire i link riportati all’inizio del post (blog di Quintarelli e articolo di Punto Informatico).

Dicembre 20, 2006 Pubblicato da db | Mondo, media | | Nessun Commento

Impressioni di settembre

Lo so, questo titolo è ai limiti dell’appropriazione indebita, spero che la PFM mi possa perdonare ;-)

In realtà è un riferimento mirato, che serve a descrivere la situazione che caratterizza le condizioni attuali della connettività italiana. Soprattutto alla luce di ciò che Stefano ha scritto, appunto, in settembre. Che alla domanda pubblicata oggi ”Basta migrare a OpenDNS?” già allora sembrava rispondere “no”.

Se è davvero la rete, dunque, a soffrire di problemi strutturali, come si risolve il problema? Una risposta la troviamo nelle parole del presidente di Clusit, Gigi Tagliapietra:

Da i-dome:

“Occorre spostare la nostra attenzione dal virus alle fragilità che amplificano l’effetto degli attacchi informatici in corso. L’attacco ai Dns di questi giorni fa leva su due debolezze: da una parte, la mancanza di una cultura diffusa della sicurezza che facilita la diffusione da un computer all’altro dei virus informatici e, dall’altra, il sovraccarico della rete che rende ogni piccolo intoppo un ostacolo più grande.” afferma Tagliapietra.

“La rete è un organismo che deve essere “nutrito” di investimenti infrastrutturali che ne garantiscano il funzionamento di fronte ad una crescente quantità di informazioni in transito e di educazione diffusa alle norme di “igiene e sicurezza informatica“, altrimenti anche una semplice “influenza” lo può minacciare seriamente. La rete è una risorsa preziosa per il Paese, non solo per le aziende e come risorsa preziosa va protetta e garantita. Ma le azioni di natura puramente tecnica non basteranno a proteggerci dalle nuove minacce che abbiamo di fronte a noi e di cui ci sfuggono i dettagli, la prima risposta si deve basare su uno scambio tempestivo di informazioni e su una rete fidata di collaborazioni che permettano di isolare tempestivamente e di diagnosticare con lucidità gli incidenti e le contromisure più efficaci.

Da quasi due anni il CLUSIT sta cercando di convincere aziende ed istituzioni ad attivare una rete di ISAC (Information Sharing and Analisys Center), ovvero insiemi di esperti e tecnici che condividono informazioni e dati relativi ad attacchi e vulnerabilità informatiche e che aiutino imprese ed enti a gestire le emergenze. Siamo convinti, e l’esperienza americana lo dimostra, che in questo modo avremmo un sistema di analisi e allerta che renderebbe più tempestivi gli interventi sulla Rete. Ci auguriamo che oggi la sensibilità sia più alta e che si possa arrivare finalmente alla costituzione di questo strumento indispensabile per difendere un bene prezioso per tutti.”

Dicembre 18, 2006 Pubblicato da db | media | | 2 Commenti

Perle virali di tecno-giornalismo

Quando giornali e telegiornali si affannano a dare notizie che richiedono una competenza diversa da quella richiesta dalla cronaca consueta (come quando si parla di argomenti tecnologici), ecco emergere delle autentiche perle. Ne segnalo due.

La prima viene dal Tg5, che ho seguito con i miei occhi e le mie orecchie, ma ringrazio Paolo Attivissimo che, con il suo post, mi permette di fare copia+incolla per la fedele trascrizione di un servizio andato in onda ieri sera:

Avete presente le autostrade durante i periodi di vacanza? Tante macchine tutte in fila e nessuno che si muove di un centimetro? Ebbene, questa è la situazione che si sta verificando in questi giorni nella grande autostrada della rete Internet italiana. Collegamenti impossibili, posta elettronica difficile da inviare. Insomma, tutti fermi. Un fenomeno solo italiano, a quanto pare, dovuto a file cattivi che stanno infestando i computer nostrani. Spyware, programmi che si infiltrano e spiano le abitudini, malaware che provocano danni, o adware che ci inondano di pubblicità non desiderata. Sono parenti dei virus più aggressivi, e l’infezione si trasmette proprio navigando in Rete. Scaricando programmi che sembrano innocui, si installano sul computer anche quelli dannosi, e così i programmi da una sola postazione riescono a moltiplicare all’infinito gli accessi alla Rete, e il sistema va in tilt. Il problema è così sentito che Telecom, gestore di importanti server italiani, ha istituito un numero, 19122, che fornisce soluzioni tecniche adeguate, che poi sono sempre le stesse: un buon antivirus, da lanciare di tanto in tanto, giusto per fare un po’ di pulizia.

1) E’ vero, i file che sembrerebbero all’origine di questo degrado di qualità della connettività non sono certo buoni. Ma come si fa a parlare di file cattivi? Io avrei preferito malevoli, che in realtà non è un termine migliore, ma almeno suona meglio.

2) Cosa sono i malaware, i software della mala? Forse si intendeva parlare di malware. Ma non sono già stati citati come file cattivi?

3) Meno male, c’è qualcuno che - interpellato al telefono al 191.2.2 da utenti assaliti dal panico - fornisce rasserenanti quanto ovvie indicazioni. Perché il servizio sembra dire così, quando dice “soluzioni tecniche adeguate, che poi sono sempre le stesse”. Due domande sorgono spontanee:

a) Ma se sono sempre le stesse, che necessità ho di farmele ripetere?

b) Ho un buon antivirus, aggiornatissimo, faccio la scansione (“un po’ di pulizia”) tutti i giorni e il mio computer risulta già pulito. Perché vado così lento? “E’ un problema generalizzato, stanno lavorando per risolverlo” mi rispondono dal 191.2.2. E probabilmente è l’utile risposta che danno a molti utenti.
Ok, vado con la seconda. Che se non venisse dall’Ansa sembrerebbe quasi una barzelletta già dal titolo:

Virus informatico infetta ospedale

Colpiti laboratorio analisi e macchine radiologiche

(ANSA) - MILANO, 13 DIC - Un ospedale viene infettato da un virus, ma non e’ un caso di malasanita’. Semplicemente perche’ si tratta di un virus informatico. La ‘vittima’ e’ la Fondazione Ospedale Maggiore Policlinico, Mangiagalli e Regina Elena di Milano. Il virus non ha compromesso referti o dati sensibili relativi ai pazienti. Colpite invece le macchine radiologiche e alcuni dispositivi del laboratorio analisi. Non si tratta di hacker; all’origine potrebbe esserci l’obsolescenza di alcune postazioni di lavoro.

Solo una riflessione su “colpite invece le macchine radiologiche e alcuni dispositivi del laboratorio analisi”. Caspita, si sono infettati dispositivi e strumenti!!!

Dicembre 13, 2006 Pubblicato da db | news | | 10 Commenti

Prove tecniche di numero fisso

Semaforo verde, anche se con riserva, per Vodafone Numero Fisso.

L’offerta che si propone di liberare gli utenti dalla schiavitù del telefono fisso, ritenuta poco trasparente e illegittima da Telecom Italia, dopo alcune vicissitudini può partire: il ministero delle Comunicazioni, a cui l’Agcom aveva passato la palla e la competenza della decisione in merito, ha stabilito l’avvio di una fase di test.

La fase sperimentale prenderà il via giovedi’ 15 dicembre e vi potranno accedere 15 mila utenti. La sperimentazione, che durerà due mesi, sarà oggetto di monitoraggio: servirà, ha dichiarato il ministero, a “verificare la rispondenza dello stesso ai requisiti previsti dalla normativa vigente per la fornitura del servizio telefonico accessibile al pubblico in postazione fissa”.

Come ho già avuto modo di osservare un paio di settimane fa su Punto Informatico, “sembra quindi che, sul mercato italiano, il lancio delle offerte convergenti sia obbligato ad affrontare, nelle sue fasi iniziali, notevoli difficoltà: è stato così anche per Unico, la proposta di Telecom Italia basata sulla tecnologia UMA che connette rete fissa e mobile, che ha ricevuto la benedizione dell’Agcom per una fase sperimentale, dopo una sofferta gestazione commerciale”.

La storia si è ripetuta più o meno con gli stessi step anche per Vodafone Numero Fisso, anche se con qualche differenza: la convergenza di Telecom, come noto, si basa sulla tecnologia UMA, che interconnette rete fissa e mobile. Vodafone, operatore privo di una propria rete fissa e quindi impossibilitato a replicare un’offerta come “Unica” di Telecom, non può che basarsi sulla Home Zone, ossia l’offerta Vodafone Casa, con tutte le pertinenze (Numero Fisso, Vodafone Casa Fastweb e Vodafone Internet Box, che si avvale della rete HSDPA).

Dicembre 7, 2006 Pubblicato da db | media | | 2 Commenti

WiMAX, è la volta buona?

Il ministero della Difesa sembra avere, finalmente, messo a fuoco il problema e ha annunciato l’avvio di un tavolo di lavoro per studiare un cammino di transizione con il ministero delle Comunicazioni. L’obiettivo? Un percorso che porti, auspicabilmente nel modo meno tortuoso possibile, verso l’attivazione reale e diffusa della connettività WiMax, ossia la tecnologia in grado di diffondere la banda larga wireless.

Qualche dettaglio su Punto Informatico di domani .

La popolazione vittima del digital divide e il mercato attendono. Speriamo bene.

Le sperimentazioni sono ancora in atto, ma sulla carta, secondo quanto previsto dallo standard attuale approvato nel 2004, con una singola antenna dovrebbe essere possibile offrire una banda che può arrivare a 74 Mbps ad un’area di circa 50 km. Va da se’ che questa tecnologia potrebbe essere impiegata in aree rurali, o in zone industriali, per avere copertura dove l’orografia o l’urbanizzazione complicano la vita delle connessioni wired

Dicembre 5, 2006 Pubblicato da db | media, news | , | 3 Commenti

Su Internet si trova di tutto. Anche il Polonio.

Fino a pochi giorni fa, il Polonio era un elemento sconosciuto ai più.  Probabilmente qualcuno lo pensava solo un personaggio dell’Amleto di Shakespeare. Da qualche settimana, però, in quanto elemento chimico (Po) ha conosciuto un’inquietante ribalta per via di un utilizzo “improprio”: è stato utilizzato per avvelenare l’ex agente del KGB Litvinenko.

Il Polonio, nel giro di breve tempo, è finito (verbalmente) sulla bocca di tutti, per la capillare opera informativa dei media (giornali, radio, TV). E quell’elemento sconosciuto, scoperto da Marie e Pierre Curie (battezzato Polonio in omaggio alla terra natale della signora Curie) è divenuto elemento ricercato, tanto che è stato scoperta la possibilità di acquistarlo su Internet: lo ha trovato George Kindel di Fox News. Lo racconta il Corriere:

Scorte di polonio, il micidiale isotopo scoperto da Madame Curie, sono state rintracciate su un link della United Nuclear, compagnia di forniture scientifiche di Sandia Park, nel New Mexico, zona dove ha sede anche il Sandia National Laboratorier, laboratorio di ricerca americano sulle armi nucleari. Sul proprio sito, il fisico Bob Lazar, proprietario della United Nuclear, spiega che modiche quantità di sostanze come il Polonio sono «permesse dalla Nuclear Regolatory Commission (Nrc), senza alcuna licenza». E spiega che «tutti gli isotopi si possono ordinare alla Rnc di Oak Ridge». Inoltre, avverte Lazar, vi sono sostanze molto più pericolose del Polonio 210, ad esempio l’Americio 241, che è almeno dieci volte più letale dell’isotopo radioattivo usato per uccidere l’ex spia russa a Londra e che ha contaminato Scaramella, e probabilmente anche Andrei Logovoi, altra ex spia russa e sospettato numero uno da Scotland Yard per l’omicidio. Il Polonio 210 potrebbe eventualmente essere passato tramite Mailnetwork.com, una società che noleggia caselle postali con indirizzi degli Usa, la quale però assicura di vendere dosi non letali.

Una dose non letale oggi, una domani, una dopodomani (magari acquistata con account differenti, ma tutti collegati) e il Polonio arriva a casa vostra, legalmente (stando a quanto affermato dal titolare della United Nuclear) e senza troppa fatica. BRR!!!

Qui la storia originale.

Dicembre 4, 2006 Pubblicato da db | Mondo, media | | 3 Commenti