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Archivio mensile:giugno 2005

[Internet] Google nei cellulari di T-Mobile

Roma – T-Mobile, secondo operatore europeo di telefonia mobile che fa capo a Deutsche Telekom, ha dichiarato ieri che utilizzerà il motore di ricerca Google come homepage per clienti che usano il cellulare per navigare su Internet.

L’accordo con Google fa seguito ad una campagna già in corso, in cui T-Mobile sottolinea la possibilità di accedere pienamente ad internet attraverso i cellulari collegati alla propria rete, in contraddizione con un luogo comune secondo cui gli operatori selezionano i siti web nell’ambito di un ben preciso “giardino recintato”.

“Con la homepage di Google vogliamo dire ai nostri clienti fin dal primo momento che stanno portando con loro l’Internet che conoscono già”, ha dichiarato Ulli Gritzuhn, consigliere d’amministrazione di T-Mobile, nel corso di una conferenza stampa che ha avuto luogo a Bonn, nella sede centrale della società.

La campagna di T-Mobile, che è stata ribattezzata “web’n'talk” (web e conversazioni), prevede inoltre il lancio sul mercato di cellulari con schermi di dimensioni più “generose”, destinati alla navigazione su web, e l’offerta di tariffe più basse. Iniziative sempre volte ad incoraggiare l’uso di Internet.

Una decisione che viene dopo vani tentativi, da parte degli operatori di telefonia mobile tedeschi, di convincere i propri clienti ad utilizzare il telefono cellulare anche per altre funzioni oltre alle telefonate e all’invio di SMS: iniziative legate alla riduzione dei margini dovuta al progressivo calo delle tariffe.

Fonte: Punto Informatico (articolo del sottoscritto)

[Telefonia Mobile] Caro-cellulare, interviene l’Autorità TLC

Napoli – Telefonare ai cellulari costa troppo. Probabilmente in molti se ne sono accorti da tempo e ognuno ha adottato le contromisure ritenute opportune: limitazione della durata delle conversazioni, non abusare degli sms, o addirittura astenersene, salvo casi di emergenza.

E dei costi elevati se ne è accorto, o meglio lo ha rilevato, anche il Consiglio dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni che ha unanimemente deciso di avviare un procedimento, con la finalità eventuale di deliberare un provvedimento cautelare per la riduzione delle tariffe, praticate dai gestori di reti fisse e mobili per le chiamate destinate ai telefoni cellulari.

L’Autorità ha infatti dichiarato che dalle rilevazioni effettuate emerge che “lo scostamento tra i prezzi delle chiamate su reti mobili degli operatori nazionali ha raggiunto nel corso del 2005 valori apprezzabilmente differenti dalla media europea e non giustificati da situazioni specifiche”.

Gli operatori interessati dal procedimento, e dall’eventuale provvedimento che dovrà essere emanato entro il 19 luglio, sono tutti gli operatori “mobili”, compreso l’incumbent di rete fissa Telecom Italia, che hanno ricevuto dal Garante la notifica della decisione e hanno cinque giorni di tempo per formulare le loro osservazioni al riguardo.

Fonte: Punto Informatico (articolo del sottoscritto)

[Telefonia] Nuovo 12, la guerra dei domini?

Roma – La liberalizzazione dei servizi di informazione abbonati si dovrebbe concretizzare come noto tra un paio di mesi: dal 18 agosto, infatti, le aziende che hanno chiesto la possibilità di competere nel mercato di questo servizio potranno attivare le nuove numerazioni 12xy. Telecom ha prenotato per sé il 1254 e per TIM il 1245. E certo sarebbe stato un bel “goal” riuscire ad abbinare ad entrambi questi servizi anche un corrispondente sito internet, almeno nell’ambito di una campagna marketing: lo aveva già fatto per Info412 e sulla stessa strada si era incamminata Seat Pagine Gialle per il suo 892424, simpaticamente reclamizzato dal poliedrico attore Claudio Bisio.

In procinto di lanciare una campagna informativa basata sul nome-slogan “il numero”, Telecom ha incontrato sulla sua strada The Number UK, un concorrente che, con imprevedibile lungimiranza e ovvio senso pratico, ha tradotto il proprio nome in italiano e registrato il dominio ilnumero.it.

Ma non solo: nel carrello della spesa ha aggiunto anche i domini 1254.it e 1245.it, le cui cifre corrispondono alle numerazioni attribuite ai servizi di Telecom e TIM, nonché tutte le combinazioni numeriche 12xy che ha trovato libere (non registrate con un dominio italiano di secondo livello), coprendo quindi le tredici numerazioni già assegnate dal Garante e le eventuali future attivazioni.

Cybersquatting? Domain grabbing?

Di fatto The Number ha tagliato la strada a tutti, ma lo ha fatto con largo anticipo: la registrazione dei domini con le numerazioni 12xy risale ad un anno fa, cioè poco dopo la pubblicazione della Delibera n. 1/04/CIR che stabiliva i primi “paletti” della liberalizzazione (uno dei quali era proprio la “sintassi” 12xy). Ma chi è questo collezionista di domini numerici?

The Number tira il sasso nello stagno e poi nasconde la mano: nella homepage di ilnumero.it (a cui puntano tutte le url dei domini numerici sopra indicati) c’è un invito al contatto email. Tuttavia, ad ogni messaggio inviato all’indirizzo indicato, corrisponde una risposta di recapito fallito, da parte del postmaster del dominio InfoNXX.com, che fa capo alla directory (www.infonxx.xom) di informazioni per aziende e privati, attivo negli Stati Uniti, in Gran Bretagna e nelle Filippine.

Una notizia: alla data di oggi, il dominio thenumber.it risulta ancora disponibile.
Interessa a qualcuno?

Fonte: Punto Informatico (articolo del sottoscritto)

[Internet] Italia, banda larga costosissima

Roma – Costa molto una connessione ADSL in Italia? La risposta è sì. Ad affermare che le connessioni broad band nostrare sono le più care d’Europa è una ricerca di Altroconsumo sui costi di connettività internet veloce, condotta su otto paesi europei.

Dall’indagine è emerso anche che i provider italiani sono meno convenienti rispetto a quelli francesi, tedeschi, inglesi, portoghesi e belgi, considerando un utilizzo medio della rete pari a circa 30 ore di collegamento al mese. Su questo fronte solo Spagna e Olanda battono il nostro Paese, che conta 90 provider e 170 diversi tipologie di contratto per connettività ADSL.

In un’ipotetica hit parade della convenienza, spicca la tariffa di 14,90 euro del contratto della francese Cegetel.

I ricercatori che hanno analizzato i risultati dell’indagine evidenziano soprattutto due fattori: innanzitutto, tra gli ex monopolisti, l’offerta di Telecom Italia risulta più cara anche del 20%; inoltre, nel nostro paese sono presenti operatori che hanno offerte anche su altri mercati europei, ma agli utenti italiani praticano un listino con tariffe superiori, anche del doppio rispetto alla Francia. La stessa Telecom, come noto, pratica fuori dall’Italia prezzi ben diversi.

Proprio la Francia, comunque, secondo Altroconsumo rimane l’esempio da imitare: in un regime di “concorrenza autentica sulla fornitura di banda larga all’ingrosso”, gli operatori d’oltralpe offrono servizi tecnologicamente superiori a quelli forniti in Italia, con costi inferiori.

Fonte: Punto Informatico (articolo del sottoscritto)

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