Spiragli sull’obbligo di rettifica

5 07 2009

Alcune settimane fa, alla Camera, è stata approvata – in seno al “DDL intercettazioni” – una norma che estende a tutti i “siti informatici” l’obbligo di rettifica previsto per l’editoria. In seguito a questa iniziativa è nata l’idea della giornata di silenzio dei blog.

A quanto si apprende dall’onorevole Antonio Palmieri, però, sembra esserci qualche novità interessante: in collaborazione con Marco Camisani Calzolari e Stefano Quintarelli, l’on. Palmieri ha contattato il senatore Lucio Malan, che ha condiviso e accettato l’idea di presentare un ordine del giorno che renda chiara la reale interpretazione del testo di legge, per chiarire che laddove è stato scritto “siti informatici” si deve intendere che l’oggetto dell’argomento sono i “giornali e periodici diffusi per via telematica e soggetti all’obbligo di registrazione di cui all’articolo 5″, che è in pratica il risultato a cui si è giunti con il wiki aperto allo scopo di rendere meno vincolante il provvedimento.

Ora, fatto salvo il principio che chi pubblica un contenuto deve attenersi alla realtà e non divulgare informazioni non vere, se questa soluzione fosse sufficiente a ridare serenità alla Rete, dovremmo solo auspicare che a blog e siti amatoriali non venga esteso l’obbligo di registrazione ;)

Il problema, però, non si esaurisce qui. Guido Scorza ci ricorda:

Un ordine del giorno parlamentare (qui la ermetica spiegazione contenuta sul sito del Senato) non è altro – ed è bene sottolinearlo – che un atto di indirizzo parlamentare attraverso il quale i rappresentanti del potere legislativo indicano al potere esecutivo (Governo) la propria volontà che una determinata norma di legge venga interpretata in un certo modo. E’ noto, tuttavia, che le leggi le applicano i giudici e che questi ultimi – per fortuna – non sono, almeno per il momento, soggetti al Governo.

Il che significa che l’ordine del giorno, nei fatti, non impedirebbe comunque ad un giudice di imporre, al gestore di un blog o sito web “incriminato”, l’obbligo di rettifica previsto dal provvedimento.

La dimostrazione di buona volontà, data dall’ordine del giorno parlamentare, è un buon segnale. Ma sarebbe più efficace e sicura la strada dell’emendamento. Magari con il supporto dei membri del gruppo parlamentare Intergruppo 2.0, che si dichiarano consapevoli di una grande verità: “prima di legiferare bisogna capire e dialogare”.





Malattie 2.0

2 07 2009

Quando una voce di Wikipedia prende uno o più colpi d’aria di rinnovamento dei contenuti, può presentare sintomi particolari:

recentismo

P.S.: No, non è sulla pagina di Michael Jackson. E’ su quella di Farrah Fawcett.





Morto un pirata se ne fa un altro

30 06 2009

Ben due news su The Pirate Bay nel giro di pochi giorni:

  1. il processo non si rifarà
  2. TPB viene acquisita da Global Gaming Factory con una transazione operazione che fa pensare e discutere, visti gli intenti dichiarati dalla nuova proprietà di remunerare i titolari dei diritti sul materiale scaricato…




Phishing maldestro e pericoloso

30 06 2009

In un messaggio con oggetto per rafforzare l’immunita, un phisher che si presenta con il mittente Medicinali mi scrive:

phish20090630

A parte la traduzione approssimativa e ridicola, non oso – nemmeno per curiosità – cliccare sul link che mi propongono, per non rischiare di riempire il mio PC di porcherie e schifezze varie. E voi che leggete, mi raccomando… occhio ai link selvaggi, c’è ancora gente che ci casca mani e piedi. E ricordate: con i medicinali acquistati via web senza alcun supporto medico, c’è stato anche chi ci ha lasciato le penne.





Son soddisfazioni

29 06 2009

Computer in tilt? Premere ctrl+alt+del non da’ alcun risultato? Ecco la soluzione radicale:

Esasperato dal computer troppo lento, gli spara contro cinque colpi di pistola e i vicini, allarmati, chiamano i carabinieri. Protagonista della vicenda un 68enne di Cavasso Nuovo, in provincia di Pordenone, che, secondo la ricostruzione dei militari, in un momento d’ira, ha tirato fuori dal cassetto della sua scrivania la sua calibro 22 regolarmente denunciata e ha cominciato a urlare e a sparare contro il pc ‘impallato’ che non voleva saperne di ricominciare a funzionare.

(via Adnkronos)





La Maturità ai tempi dei social network

25 06 2009

Studenti.it riporta le tracce dei temi sottoposti oggi ai maturandi. Ce n’era una alquanto social…

“Internet ed i social Network.
Alla luce della recente evoluzione dei social network a livello mondiale, ripercorrere l’evoluzione sociologica dei sistemi di comunicazione di massa.
Porre l’accento sul cambiamento formale e sostanziale nei rapporti interpersonali: il concetto di privacy mantiene il suo significato originale?
E’ richiesto l’apporto di esempi concreti”.





Comunicazione di servizio

22 06 2009

Scazzo? Ferie non annunciate? Degenza imprevista? Niente di tutto questo: agli imprevedibilmente numerosi amici che mi hanno scritto (grazie ragazzi), chiedendomi motivo del mancato aggiornamento del blog nell’ultima decina di giorni, volevo solo rispondere che mi trovo in un periodo in cui il lavoro sta assorbendo molta parte del mio tempo. Mantengo sempre almeno un occhio sulla Rete, ma se non ho scritto nulla è perché il resto del corpo, del cuore e della mente hanno preferito dedicarsi alla famiglia e alla casa, che altrimenti avrei trascurato.

In ogni caso, sto riemergendo… a presto!





Francia, disarmata l’HADOPI

10 06 2009

Dalla Francia arriva una buona notizia dal fronte della libertà di comunicazione e di espressione in Rete: il Consiglio Costituzionale, chiamato ad esaminare la dottrina Sarkozy, l’ha definita anticostituzionale per la parte in cui si dava all’HADOPI il potere di punire, con il distacco della connessione Internet, un utente ritenuto colpevole di download ritenuti illegali.





Da 3G a 3Gs

8 06 2009

Fuori è praticamente identico a prima, dentro ha qualcosa in più: è il nuovo iPhone 3Gs, che preme l’acceleratore sul lancio delle applicazioni, offre funzionalità di photo/video-editing (e sharing), fotocamera da 3 Megapixel, controllo vocale, bussola digitale integrata (o magnetometro), i tanto attesi MMS e altre feature.

iphone3gs

One more thing per chi se lo aspettava: di Steve Jobs nemmeno l’ombra.





WTF is Snow Leopard?

5 06 2009

Lunedì prossimo a San Francisco avrà luogo la Worldwide Developers Conference organizzata da Apple. Per che cosa sarà ricordato? Anche per questo evento è prevista una Notizia con la N maiuscola: sarà il ritorno di Steve Jobs sulla scena oppure (one more thing) un nuovo iPhone, magari in versione low-cost?

PS: Snow Leopard è il nome in codice di Mac OS X 10.6, l’ultima versione del sistema operativo sviluppato da Apple, i cui ultimi sviluppi dovrebbero essere oggetto di presentazione in occasione dell’evento di lunedì, in un keynote di Phil Schiller.





Il broadband sempre più mobile

3 06 2009

Internet da rete mobile – da PC, non via cellulare – rappresenta una fetta di mercato molto più vasta di quanto si pensi: mocoNews riferisce infatti che l’11,6 % delle connessioni broadband in Europa avviene via HSPA (dati di fine 2008).

(via a Quinta’s weblog)





Quando il saggio indica la luna

25 05 2009

…lo sciocco guarda il dito (proverbio orientale)

Nella vicenda che ha coinvolto una tredicenne sedotta dall’attore conosciuto su Facebook (Alessio Saro, alias Billy Ballo o Nick Malanno, per chi segue le produzioni demenziali di Maccio Capatonda & C.) si sono creati, come previsto, i gruppi di innocentisti e colpevolisti in entrambe le direzioni (c’è chi dice che lei, novella Lolita, ha sedotto l’attore che sarebbe la reale vittima del caso, oltre a chi vede, nel 33enne, l’orco che ha irretito la “bambina”).

Ma non è tutto: trasversalmente, come previsto anche qui, non poteva mancare la fazione formata da chi attribuisce al social network la responsabilità per aver creato un’occasione per far conoscere le due persone. A rigore di logica e buon senso, in effetti, questa fazione poteva, anzi doveva mancare, ma considerata la diffusa mancanza di cultura tecnologica e digitale non c’è da stupirsi.

Ne ho parlato in questo articolo: il problema, come al solito, è dato dal fatto che si confondono le azioni delle persone con gli strumenti. Il fatto che i due si siano conosciuti attraverso Facebook è irrilevante: se si fossero conosciuti in un pub o in spiaggia, l’opinione pubblica avrebbe mai ritenuto il pub o la spiaggia responsabili di quanto accaduto? Ho qualche dubbio…





Wolfram|Alpha, pronto a stupire

21 05 2009

Ho provato ad avventurarmi un po’ in Wolfram|Alpha, il motore computazionale semantico che interpreta le domande poste da un utente e propone risposte mirate, basando le proprie elaborazioni su ricerche in Internet e su database privati.

wolfram

Mi sono trovato di fronte a una stupefacente capacità di aggregare e fornire informazioni come nessun altro servizio web può fare (ne’ un motore di ricerca come Google, ne’ una risorsa come Wikipedia, quantomeno nell’approccio). Esistono, come sottolinea Paolo, dei vincoli dovuti alle fonti da cui vengono attinti i dati, ma sono convinto che nei prossimi tempi attirerà sempre più utenti, la sua capacità di elaborazione crescerà e assumerà un ruolo da protagonista della Rete (problemi di copyright delle fonti permettendo).

Le domande a cui WA è in grado di rispondere (al momento io ho provato solo ad esprimermi in inglese perché purtroppo al momento è l’unica lingua supportata) sono molte: volete sapere le previsioni del tempo per il prossimo weekend a Venezia? Provate a scrivere “weather venice next weekend” (potete chiedere la stessa informazione per altre località nel mondo) e lui ve le fornirà. Vi serve conoscere la lunghezza del Golden Gate? Scrivete length golden gate bridge e lui risponderà (esprimendola in varie unità di misura). WA vi saprà dire anche, ad esempio, quando sarà Pasqua nel 2010 o nel 2100. Opportunità non trascurabile, è possibile avere in formato PDF la scheda relativa alla risposta ottenuta.

Provatelo anche voi, sbizzarrendovi con le vostre curiosità… Per adesso può essere preso come un gioco, ma presto potrebbe diventare una preziosa fonte di informazione e conoscenza. Teniamolo sott’occhio e, intanto, vediamo cosa c’è dietro:





Google pedala e cammina

19 05 2009

La GoogleCar, quella strana auto che gira per le strade con un’apparecchiatura fotografica montata sul tetto per immortalare il mondo e riproporlo su StreetView, non può andare dappertutto: in Vicolo Stretto, come in tutti i passaggi stradali interdetti al traffico automobilistico, non può passare. Per questo motivo, oltre che per le numerose lamentele ricevute per l’eccessiva altezza delle fotocamere (possono violare la privacy altrui) Google ha trovato una soluzione: un poco vistoso triciclo per adulti.

Ma c’è una soluzione per i percorsi che si rivelano difficili anche per le tre ruote, che taglia la testa al toro (e a ogni GoogleVehicle): Mantellini (via Matteo Bordone su FF), segnala l’avvistamento di un GooglePawn a Venezia, dove mi sarei aspettato un GoogleFerry





Google News, Beta nell’anima

14 05 2009

Google News non è più Beta: la precaria indicazione, come segnala il New Blog Times, è scomparsa dall’intestazione delle varie edizioni internazionali del sito, la cui livrea si allinea alle altre edizioni che già erano definitive. L’etichetta rimane per alcune versioni (ad esempio cinese e coreana).

Qualche imperfezione, però è rimasta: che ci fanno certe notizie nella sezione Spettacolo?

GnewsNoBeta





Approvata la dottrina Sarkozy

14 05 2009

E’ alquanto dirompente l’impatto generato in Rete dall’approvazione della dottrina Sarkozy, prossima a diventare legge dello stato francese. Accantonando i titoli convenzionali delle news (del tipo “La Francia dichiara guerra ai pirati informatici” o “Internet, approvata la legge anti-pirateria in Francia”), in Internet c’è un variegato arcobaleno di commenti di esperti e utenti che esprimono speciale apprezzamento verso il provvedimento e chi l’ha voluto:

In breve il provvedimento, se mai sarà applicato, consentirà ad un’Authority amministrativa (HADOPI) di disporre il distacco della connessione Internet (fino a un anno) agli utenti che saranno identificati come colpevoli di atti di pirateria attuati attraverso download illeciti di materiale protetto da copyright, secondo l’iter dei three strikes (al primo rilievo di un download ritenuto illecito, l’utente viene ammonito via e-mail; al secondo rilievo riceve una raccomandata; al terzo rilievo gli viene distaccata la connessione, ma dovrà continuare a pagarne i canoni fino alla scadenza naturale dell’abbonamento sottoscritto con il provider).

L’applicazione di questa legge impone la realizzazione di un’imponente struttura di controllo della Rete, in grado di fare una radiografia di ogni scambio di comunicazione intercorrente tra tutti gli utenti. Un simile sistema comporta però costi estremamente elevati e per la sua complessità qualcuno ha espresso dubbi sulla reale possibilità di implementare questo Grand Frère. Il presidente della “Commissione per la liberazione della crescita, l’economista Jacques Attali, ha definito la legge inapplicabile e assurda:





Message in a Shuttle

13 05 2009

Intorno alla missione STS-125 dello Space Shuttle Atlantis si è venuta a creare, a mio parere, un’atmosfera particolarmente coinvolgente, soprattutto per chi si interessa di tecnologia e di cultura digitale. Non so se sia merito di iniziative come la diretta streaming o il thread live realizzati da Forumastronautico.it (bravi!), ma questa missione sembra trovare nelle nuove forme di comunicazione un nuovo veicolo di interesse.

Non dimentichiamo inoltre che l’astronauta Mike Massimino si è aggiudicato un primato non trascurabile, il primo messaggino via Twitter inviato dallo spazio (verificabile dal suo account):

“Dall’orbita: il lancio è stato perfetto! Mi sento benissimo, lavoro duramente, e sto godendo di una magnifica vista, l’avventura di una vita è iniziata!





Divieto d’accesso a Facebook: un rimedio contro i “fannulloni”?

11 05 2009

Leggendo le news di questi giorni e il commento di Massimo Mantellini sul divieto di accesso a Facebook per i dipendenti di alcune Pubbliche Amministrazioni (ultimo in ordine di tempo in Friuli Venezia-Giulia), si potrebbe pensare ad un aumento del potere della lobby dei distributori automatici di bevande.





Sempre caro mi fu questo Android

6 05 2009

android-logosvgIl signor Erich Specht, che nel 2002 ha registrato i marchi legati ai nomi di due soluzioni di content management e di e-commerce, Android Dungeon e Android Data Corp, ha pensato bene di sfruttare la situazione aprendo un’azione legale per rivendicare la paternità del nome Android e l’esclusiva sui diritti di utilizzo, contro Google, la Open Handset Alliance e altre 45 aziende che utilizzano lo stesso nome.

Google, nel 2007, ha presentato regolare domanda per acquisire i diritti di utilizzo del nome Android per il sistema operativo per dispositivi mobili che stava sviluppando. Il 14 febbraio del 2008, il PTO (Patent and Trademark Office, ossia l’ufficio brevetti) l’ha rigettata, rilevando che poteva generare confusione con un marchio già registrato in precedenza, Android Data. Nonostante questo, il 2 aprile 2008 il colosso di Mountain View ha presentato il sistema operativo per dispositivi mobili, battezzato con il nome incriminato, sulle cui possibilità di utilizzo l’ufficio brevetti si è espresso con un nuovo e definitivo rifiuto il 20 agosto 2008.

I nomi registrati nel 2002 non sarebbero più utilizzati, ma il signor Specht avrebbe presentato presso l’ufficio brevetti un documento con cui dichiara di aver continuato e continuare ad usarli. La battaglia legale ha quindi come oggetto un nome presuntamente utilizzato da un legittimo titolare precedente, che ora – stando a quanto riferisce Forbes -  chiede la somma di 94 milioni di dollari a titolo di risarcimento danni per l’utilizzo indebito del proprio marchio.

Chissà come andrà a finire… Meno male che la querelle sul nome Android rimane chiusa nel mondo dell’informatica, altrimenti ci potrebbero essere altre rivendicazioni (senza andare a scomodare Sant’Alberto Magno, accreditato come primo utilizzatore nel 1270).





Zambardino VS Zuckerberg

4 05 2009

Stamattina Vittorio Zambardino, nel proprio blog, in un post intitolato “Oggi denuncio Facebook” ha raccontato l’improvvisa disabilitazione del suo account sul popolare social network avvenuta il primo maggio, per motivi a lui sconosciuti.

Cos’è successo? Nulla di nuovo, purtroppo, non sono che uno dei tanti cui Facebook ha cancellato l’account senza alcun “warning” o avviso preventivo: centinaia di messaggi personali, decine di testi e foto, 859 contatti. Il tutto senza dare spiegazioni, senza dirmi il motivo del provvedimento. Ho perciò deciso di fare di questa vicenda il terreno di una battaglia non personale ma di diritto. Non si tratta di riavere indietro le mie poche carabattole digitali.

E’ una questione di trasparenza e di legalità negate.

Nulla di nuovo, scrive Zambardino: ha ragione, è accaduto a molte persone, persino al mitico Robert Scoble. Non conosco i motivi per cui lo staff di Facebook abbia disabilitato il suo account, ma senz’altro Zambardino – che stasera se lo è visto riabilitare (cosa ottenuta anche da Scoble) – ha diritto ad una spiegazione su quanto realmente è accaduto e da Facebook hanno il dovere di dargliela. Il fatto che si tratti di un servizio gratuito e che esistano delle specifiche condizioni di utilizzo sottoscritte da ogni utente è rilevante solo fino ad un certo punto: ad ogni account corrisponde un’identità a cui, con il passare del tempo, si legano altre identità, con collegamenti ad informazioni personali – sotto forma di testi o immagini – che la legge tutela a prescindere da ogni licenza. Ogni iscritto può pretendere di conoscere che tipo di dati personali vengono utilizzati e come sono trattati, ma anche di chiederne la cancellazione. Non dimentichiamo che i dati sono degli utenti, non di Facebook.

La vicenda ha avuto risonanza in alcuni blog e in alcuni commenti ho letto pareri critici sulla questione, da quelli di chi ha ricordato che Facebook è gratuito per cui non ci si può lamentare a quelli che dicono che in casi come questi è inutile fare del vittimismo e che un giornalista dovrebbe occuparsi di questioni più importanti. Perché, i dati personali e l’identità digitale non sono questioni importanti?